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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Testuali parole

Cime tempestose

 

 

 

 

 

Cime tempestose

(tit. originale Wuthering Heights)

 

Regia di Emerald Fennell

 

 

Cast: Margot Robbie, Jacob Elordi,
Hong Chau, Shazad Latif,
Alison Oliver, Martin Clunes
e Ewan Mitchell

Distribuzione Warner Bros. Pictures

 

 

 

 

Il film di Emerald Fennell viene presentato, piuttosto enfaticamente, così:

Un’audace e originale reinterpretazione di una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, “Cime tempestose” di Emerald Fennell vede protagonisti Margot Robbie nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi in quello di Heathcliff. La loro passione proibita si trasforma da sentimento romantico a ossessione travolgente, in un’epica storia di desiderio, amore e follia.

 

 

La riduzione del grande romanzo Cime tempestose operata da Fennell, fatte salve le evidenti differenze legate ai rispettivi mezzi espressivi, propone un racconto assai moderno in cui le passioni risultano amplificate ed esplicitate da due interpreti belli e dannati (Margot Robbie e Jacob Elordi), magari con qualche primavera di troppo rispetto ai protagonisti del libro.

Senz’altro piacevole l’ambientazione e la cura delle immagini, tuttavia l’opera cinematografica di riferimento rimane ancora La voce nella tempesta (1939) di William Wyler, con lo straordinario Laurence Olivier nei panni del dark hero, Heathcliff. Si trattava di un capolavoro che ebbe la sfortuna di uscire lo stesso anno di Via col vento, ma che comunque ottenne un Oscar per lo stupendo bianco e nero di Gregg Toland, già celebrato per la fotografia di Quarto potere.

 

Il film peraltro stimola alla rilettura del classico di Emily Brontë (1818-1848), il romanzo inglese più importante del XIX secolo, a lungo sottovalutato in patria e altrove, ma che meglio di ogni altro esplora “gli abissi del Male” come asseriva fermamente Georges Bataille.

E così si esprimeva pure Giuseppe Tomasi di Lampedusa:

Un romanzo come non ne sono mai stati scritti prima, come non saranno mai più scritti dopo. Lo si è voluto paragonare a Re Lear. Ma, veramente, non a Shakespeare fa pensare Emily, ma a Freud; un Freud che alla propria spregiudicatezza e al proprio tragico disinganno unisse le più alte, le più pure doti artistiche. Si tratta di una fosca vicenda di odi, di sadismo e di represse passioni, narrate con uno stile teso e corrusco spirante, fra i tragici fatti, una selvaggia purezza.

E Virginia Woolf:

«Emily Brontë sapeva liberare la vita dalla sua dipendenza dai fatti; con pochi tocchi indicare lo spirito di un viso che non aveva piú bisogno di un corpo; parlando della brughiera far parlare il vento e ruggire il tuono».

La sua grandezza risiede in buona parte nell’inquieta modernità della narrazione, che demolisce il mito vittoriano della famiglia. Figlio del Romanticismo, Wuthering Heights, pubblicato nel 1847, se ne distacca per la sapiente evocazione delle tragedie scespiriane, per l’acuta precisione dei ritratti psicologici dei personaggi e per l’attualità dei conflitti intimi ed esteriori che caratterizzano la vicenda. La quale si esprime nelle atmosfere da gothic novel sullo sfondo delle brughiere selvagge dello Yorkshire, lande frustate dal vento, e sovente velate da nebbie fitte e impenetrabili.

E questa natura umida e paludosa, ostile e scontrosa, la ritroviamo nell’umanità violenta e brutale, barbara e crudele, che popola le colline colorate dall’erica, che assistono alla passione che lega fin dall’infanzia Catherine a Heathcliff, un orfano preso in casa in tenera età durante un viaggio d’affari a Liverpool da Mr. Earnshaw, padre della ragazza e proprietario della masseria di Wuthering Heights. Il ragazzo, di origini ignote e carnagione olivastra, mostra subito un carattere orgoglioso e ribelle, ma riesce lo stesso ad accattivarsi le simpatie del capofamiglia, e specialmente di Catherine, con la quale ha consolidato un sentimento sempre più forte nel corso dei mesi.

Quando Hindley, il fratello di quest’ultima, fortemente avverso a Heathcliff, viene inviato in collegio, i due ragazzi trascorrono insieme buona parte del loro tempo libero. Ma la morte di Mr. Earnshaw e il rientro a casa di Hindley per gestire l’eredità paterna, porterà consistenti cambiamenti nella vita di Wuthering Heights: Heathcliff viene impegnato per l’intera giornata nel faticoso lavoro agricolo e pastorale dell’impervia proprietà terriera, mentre Catherine, intenta perlopiù agli studi, viene indirizzata alle nozze con il ricco Edgar Linton, proprietario della vasta e lussuosa tenuta di Thrushcross Grange. Il matrimonio causerà l’improvviso allontanamento di Heathcliff dalla regione e innescherà una serie di eventi tormentati e di malcelate ossessioni, una spirale di rancori, invidie, vendette, violenze morali e materiali.

Ma il romanzo, seppur dominato dalla malvagità, è pure una lunga, inquieta sinfonia d’amore, coniugata da esseri umani eccezionali descritti nelle profondità delle loro anime in modo originale da Emily Brontë, quinta di sei figli (due dei quali le note scrittrici, Anne e Charlotte), nata e cresciuta nello Yorkshire, e prematuramente scomparsa, anche a causa di una vita sofferta e prevalentemente solitaria che non abbiamo difficoltà a ritrovare nelle sue pagine.

 

Scheda libro

Emily Brontë, Cime tempestose, Einaudi, Torino 2025, pp. 384, € 10,00, ISBN 9788806245689.
Traduzione di Monica Pareschi, contributi di Virginia Woolf

 

 

 

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