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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Il volume di Gabriele Neri edito da Hoepli, rappresenta una sintesi eccellente dell’opera di Nervi e il primo autentico tentativo di mettere ordine nella sterminata lista delle architetture costruite dal grande ingegnere.

Nel centro storico di Bolsena si innalza il Palazzo Cozza-Caposavi, fatto costruire nel 1561 dal Cardinale Tiberio Crispo. Il Palazzo, con i suoi splendidi arredi, oggi è aperto al pubblico come casa-museo, ma anche come residenza di charme.

La scelta radicale del regista Fabio Condemi e del drammaturgo Federico Bellini spezza la linearità del thriller: il dottor Jekyll è già morto prima che il sipario si alzi. Sul palco assistiamo unicamente all’autopsia psicologica e all’ossessione postuma dell’avvocato Utterson, interpretato da Christian La Rosa.

Nel 1995, pochi mesi prima dell’inizio dei lavori di restauro diretti da Norman Foster, Christo e Jeanne-Claude furono finalmente in grado di impacchettare il Reichstag di Berlino secondo un progetto pronto da anni.

Due segni di riconoscimento tipici di Antonio del Pollaiolo, la deviazione oculare destra e una mano in iperestensione, portano ad attribuirgli la paternità, o la collaborazione, per alcune opere di rilievo.

Alcune considerazioni storiche e artistiche consentono di appoggiare la tesi secondo cui tra la fine del 1470 e il 1477 il capofabbrica del Palazzo Ducale di Urbino fosse Antonio del Pollaiolo.

La banana di Cattelan, ovvero Comedian, ha fatto e fa ancora discutere. Ma non va dimenticato un dettaglio: chi si è aggiudicato le tre edizioni dell'opera (più due prove d’artista), ha sostanzialmente comprato un certificato di autenticità e un libretto di istruzioni per la sua “manutenzione”.

Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth presso l’Art Forum Würth di Capena a una ventina di chilometri da Roma, è una grande esposizione collettiva che raccoglie oltre 50 opere – dipinti e sculture, incisioni e fotografie, collage e stampe – realizzate tra il 1888 e il 2020. Aperta sino all’11 settembre 2027.

Tra i classici del cinema italiano: Bianca (1984) di Nanni Moretti.