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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

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Testuali parole

Dal Marrone Mummia al Giallo India

 

 

Quando osserviamo un’opera d’arte tendiamo a concentrarci sul significato, ciò che ci trasmette. Cerchiamo di capire chi sono i personaggi che osserviamo o che a loro volta ci osservano, dove si trovano i mari in tempesta di Turner oppure, in caso si tratti di arte non figurativa, ci focalizziamo sulle emozioni implicite, il contesto storico e i desideri politici racchiusi dietro una tela di Malevic o una scultura di Moore.

Spesso vengono tralasciati gli aspetti tecnici legati ai materiali, ai pigmenti, al supporto etc. Questi però risultano fondamentali alla storia delle opere e hanno spesso influenzato grandemente chi le ha eseguite.

I materiali ci restituiscono aneddoti e storie, e a me piace pensare che i restauratori, gli storici dell’arte e gli archeologi possano essere intesi come dei medici, che devono ricostruire la cartella clinica di un paziente, in questo caso inanimato, e fare diagnosi, considerando tutti gli esami e le indagini radiografiche del caso se necessarie.

In questo articolo vorrei soffermarmi su due colori che mi hanno sempre sconcertata, ma prima ritengo opportuna una breve parentesi per chiarire la differenza tra pigmenti, lacche, mordenti e coloranti.

I primi sono sostanze colorate insolubili che, disperse in mezzi acquosi o oleosi, sono capaci di colorare per sovrapposizione, cioè ricoprendo gli oggetti di uno strato colorato permanente, formando un impasto più o meno denso. Sono dotati di colore e di corpo; impartiscono il proprio colore aderendo mediante un legante alla superficie del mezzo che si desidera colorare.

A differenza dei pigmenti, i coloranti sono composti chimici che, fissandosi su un supporto (da soli o per mezzo di opportuni mordenti), gli conferiscono una determinata colorazione. Le sostanze coloranti devono essere solubili o dispersibili per poter penetrare e permeare il supporto.

Invece le lacche sono coloranti organici soprattutto di origine vegetale solubili in acqua, intrappolate in un substrato solido come calcare o argilla, da utilizzare analogamente ai pigmenti, es. Robbia (alizarina), Cocciniglia (acido carminico) etc..

Infine, i mordenti non sono materiali coloranti, ma composti intermediari utilizzati per fissare chimicamente i coloranti (naturali o artificiali) al substrato (stoffe o carte), generalmente costituiti da sali metallici (alluminio, rame, ferro, cobalto ecc.) che possono conferire colori diversi a seconda del metallo.

Tra i pigmenti organici antichi più atipici vi sono sicuramente il Bruno di Mummia e il Giallo Indiano. Il primo, come suggerisce il nome, era ottenuto mescolando polvere di mummia con mirra e pece bianca. Chiamato anche Caput Mortuum, il colore venne commercializzato nel XVII secolo e fu acquistabile fino al 1964 dal fornitore londinese Charles Roberson & Co, il quale pubblicizzava il colore nel suo Catalogo dei materiali per artisti, descrivendolo come “un pigmento preparato macinando insieme il bitume e le ossa di una mummia egiziana”.

Anticamente si credeva erroneamente che il bitume, materiale usato nel processo di imbalsamazione, avesse un potere curativo e veniva prescritto per una serie di disturbi.

E' difficile risalire esattamente al periodo in cui il Caput Mortuum venne considerato come un materiale adatto alla pittura, ma molto probabilmente è un uso che si è sviluppato parallelamente alla sua vendita come medicinale in epoca medievale. Venne registrato ufficialmente per la prima volta come colore soltanto nel XVII secolo nell’inventario del pittore di corte di Filippo III di Spagna, Juan Pantoja de la Cruz.

Il pigmento entrò particolarmente in voga nel 1850, quando l’arte pittorica iniziò a ritrarre situazioni realistiche di vita comune, realtà povere o scenari di guerra, che richiedevano diverse tonalità scure e di marrone. Uno dei quadri più famosi realizzati in Marrone Mummia è La Libertà che Guida il Popolo di Eugène Delacroix.
 

 


L’utilizzo del pigmento in pittura divenne sempre più frequente nel XVIII e XIX secolo, in concomitanza con il saccheggio del patrimonio archeologico egiziano da parte dei coloni europei e solo nel XX secolo gli artisti iniziarono a considerare il colore inadatto sia per ragioni etiche che tecniche (essendo materiale organico il colore sbiadiva velocemente ed era instabile con tendenza a screpolature).

Peraltro, molti artisti non erano a conoscenza della provenienza del colore e si ricorda il caso del pittore inglese Edward Burne-Jones, che insistette per dare al suo unico tubetto di Caput Mortuum una degna sepoltura in giardino una volta appresa la sua origine.

Nel XX secolo le mummie iniziarono ad essere preservate in musei come reperti archeologici di interesse storico e scientifico e, conseguentemente, la domanda per il colore scomparve e gli ultimi tubetti di marrone mummia rimasero sugli scaffali dei fornitori, insieme ad altri pigmenti obsoleti.

Oggi sappiamo che il marrone del pigmento era generato dall’imbrunimento di gomma naturale e resina vegetale impiegata nel processo di mummificazione, insieme ad altre sostanze quali proteine, lipidi e zuccheri scuriti dal tempo e dal calore delle sabbie d’Egitto.

Sicuramente meno macabro, ma oltremodo crudele, è invece l’ottenimento del Giallo India. Pigmento prodotto in Asia e successivamente introdotto in Europa tra il XV e il XVIII secolo, il giallo indiano si presenta sotto forma di palline marroni contenenti una polvere gialla dall’odore acre.

Da queste ultime, se mescolate a leganti come l’uovo o la gomma, si otteneva la pittura trasparente giallo oro. Ci sono molte leggende che si avventurano nella vera origine del colore; secondo la più narrata il pigmento veniva estratto dall’urina delle vacche della città bengalese di Monghyr, nutrite esclusivamente e a forza con foglie di albero di mango. Gli animali, malnutriti, sviluppavano perenni calcoli renali che rendevano doloroso il passaggio dell’urina e li portavano ad un irrequietezza costante, ragion per cui venivano tenuti fermi forzatamente.
L’alimento colorava di giallo brillante l’urina che, raccolta in vasi di terracotta, chiarificata e fatta evaporare, veniva unita all’allume di potassio, al solfato di magnesio e ai sali di ammonio, raggiungendo così la consistenza di sfere gessose.

Ad oggi la produzione del colore non è ufficialmente proibita in India, ma la sua fabbricazione tradizionale è stata fortemente ridotta.
Pigmento estremamente brillante e luminoso quanto poco coprente, era perfetto per realizzare paesaggi solari o lunari.

E' interessante come nella storia dell’arte il giallo sia stato usato proprio per dipingere episodi di crudeltà: dalla metà del XIX secolo si usa per indicare la codardia, ma era utilizzato anche dagli artisti medievali e rinascimentali per mascherare il traditore, Giuda Iscariota.

Un giallo acceso è anche il colore della scritta misteriosa che Nel Banchetto di Baldassarre di Rembrandt (1636) è incisa da una mano nascosta in lettere ebraiche.



Alcuni dei più famosi esempi di giallo nella storia dell’arte - dai riflessi ne L’Angelo in piedi al Sole (1846) di Turner alle costellazioni ne La Notte Stellata (1889) di Van Gogh - si dice siano stati realizzati proprio con il Giallo India, la cui presenza brilla sulle pareti dei musei di mezzo mondo.



Un pigmento prodotto da abusi, che, se visto solo questa luce inquietante, restituisce una lucentezza diversa ai grandi capolavori.


Testi di riferimento

AA.VV, Chimica per l'arte, Zanichelli, 2007, € 59,60 
Mauro Matteini, Arcangelo Moles. La chimica nel restauro.I materiali dell'arte pittorica, Nardini editore, Firenze 3° ed.1993, € 38
Corrado Maltese (a cura di), Le tecniche artistiche, Ugo Mursia Editore 7° ed. 2019, € 34
Simona Rinaldi, Storia tecnica dell'arte. Materiali e metodi della pittura e della scultura (secc. V-XIX),‎ Carocci 2011, € 28

 

 

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