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1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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La sala professori
(tit. originale: Das Lehrerzimmer)
Regia: Ilker Çatak
Cast: Leonie Benesch, Michael Klammer,
Rafael Stachowiak, Eva Löbau
Distribuzione: Lucky Red
La scuola del terzo millennio nei paesi sviluppati, alle prese con svariati e onerosi problemi, oscilla tra varie difficoltà e una certa confusione tra autoritarismo e permissivismo. La sala professori,quarto lungometraggio del quarantenne berlinese, figlio di immigrati turchi, Ilker Çatak, ambientato in un istituto tedesco di istruzione secondaria di primo grado, pedina sistematicamente la giovane prof.ssa Carla Nowak (Leonie Benesch), di origine polacca, che insegna matematica ed educazione fisica ad allievi preadolescenti (di 12 anni). Si tratta di una classe mediamente istruita e rispettosa, che l’insegnante gestisce egregiamente in osservanza di un’etica professionale ammirevole e di una sensibilità altrettanto lodevole.
Ma a turbare la routine quotidiana delle lezioni, delle prove di verifica, dei consigli di classe e delle riunioni con i genitori, intervengono un paio di incresciosi episodi, come la sparizione di una certa somma di danaro a uno studente del gruppo classe e – più grave – un’altra sottrazione di alcune banconote in sala professori, e proprio ai danni della docente appena nominata. Nel primo caso, nonostante i tentativi della Nowak di minimizzare l’accaduto, i colleghi assumono un atteggiamento esageratamente inquisitorio costringendo tutti gli alunni della classe (ragazze escluse) a una sorta di forzata perquisizione, che fin da subito si rivela inefficace, e causa di maggiori problemi di quelli che intendeva risolvere.
Nel secondo caso va ancora peggio. Carla Nowak ha potuto individuare l’autore del furto subìto, parzialmente ripreso con la webcam del suo portatile. Ma, a questo punto, la situazione si complica ancor di più minando la tranquillità dell’intero istituto scolastico: corpo docente, dirigente scolastico, segreteria, studenti e genitori sono in allarme rosso. Difatti, la “tolleranza zero” sbandierata dalla preside si rivelerà un boomerang suscitando ulteriori insicurezze e divisioni tra gli operatori scolastici. Vittima principale di questa insostenibile tensione è la prof di matematica, generosamente impegnata in prima fila, la quale, emarginata e bistrattata, subirà le pressioni più pesanti, e solo la sua dirittura morale e la dedizione nei confronti dei discenti le consentiranno di affrontare a testa alta le gravose circostanze, suo malgrado, venutesi a creare.
Un film-verità, dunque, un dramma ricco di suspense, che si snoda interamente all’interno di un lindo plesso scolastico, specchio riflettente, tuttavia, delle ipocrisie e delle contraddizioni (sociali e individuali) che provengono dall’esterno: dall’intolleranza e dall’integrazione razziale ancora da consolidare alle ristrettezze economiche delle famiglie, dal bullismo e dalla violenza dei ragazzi alla maleducazione dei genitori, dalla carenza numerica del personale scolastico e degli assistenti al burocratismo, talvolta becero o miope, dei dirigenti scolastici. Detto ciò La sala professori, a cui risulta cara la lezione dei fratelli Dardenne, si distingue specialmente per una regia impeccabile e per il ritratto di quest’infaticabile insegnante alle prese con un contesto che la condiziona al punto da causarle vero malessere fisico e psicologico.
Parliamo degli attacchi di panico che la sorprendono al culmine di un serrato confronto con gli studenti, i quali, la denunceranno ingiustamente sulle pagine del giornalino scolastico, oppure della perdita dell’autorevolezza, la disgrazia peggiore che possa accadere al docente di una classe, che si traduce in insubordinazione, perdita di confidenza, stima, fiducia e rispetto. Di certo è risultato assai complesso manifestare questa gamma di emozioni e sentimenti; ecco perché non possiamo che apprezzare l’ottima interpretazione di Leonie Benesch (già protagonista de Il nastro bianco di Michael Haneke, Palma d’oro a Cannes nel 2009) sulla cui performance si regge buona parte della messinscena. Che avremo modo di ammirare nelle sale italiane nuovamente a partire dal prossimo 29 febbraio. E magari ne sentiremo parlare ancora tra un mese, dato che l’opera in esame, dopo gli applausi e i premi alla Berlinale, si appresta a concorrere all’Oscar per il miglior film straniero.