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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Il Ministero della solitudine, di lacasadargilla

 

Diciamolo subito. Il Ministero della solitudine della compagnia lacasadargilla si porta dietro il peso di una lunga e difficile gestazione ma, rivedendolo adesso, al Teatro Argentina di Roma , stracolmo di giovani e meno giovani, si riceve la netta sensazione che si tratti dello spettacolo più nuovo, dinamico e originale dell’anno. Forse il migliore.

Lo spettacolo si ispira all’istituzione in Gran Bretagna nel 2018 di un Ministero incaricato di porre rimedio al fenomeno sempre più pressante della solitudine dei cittadini. Un vero e proprio paradosso che si rivelò totalmente fallimentare.

Tra un rinvio e l’altro, un periodo di fermo provocato dalla pandemia, il gruppo di cinque attori, tutti bravissimi e ben amalgamati, hanno contribuito alla creazione di una partitura drammaturgica riordinata, modificata e messa per iscritto da Fabrizio Sinisi. I registi Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni si sono avvalsi dell’esperienza di Marta Ciappino per ideare una partitura del movimento in grado di amplificare il senso di quella testuale.

Le storie delle cinque solitudini diverse tra loro si esplicano in una scenografia geometrica con fondale nero illuminato da luci al neon. Al centro una struttura a base triangolare che ruota su se stessa per mostrare un distributore automatico di oggetti, un’arnia di miele senza api, una finestra, un paesaggio tropicale.



All’inizio gli attori attraversano la scena avanti e indietro, in lungo e in largo senza sfiorarsi e senza guardarsi mai. Qualcuno accenna un tic o tenta un movimento di danza. La scena dinamica preannuncia l’incomunicabilità che separa le figure in scena. Le loro storie sono bolle di solitudine che non si incontrano mai, ma si incastrano in una specie di puzzle esistenziale dove ciascuno si duole di fallimenti passati o si concentra su aspirazioni più alte delle proprie possibilità. Prigionieri delle loro paure e delle loro frustrazioni, appaiono invisibili l’uno all’altro. La loro psicologia non viene sviluppata, altrimenti sarebbero personaggi. Ma le loro figure sono stagliate a tutto tondo con le loro posture emotive e le loro parole.

La scrittura è originalissima, fatta di brevi monologhi detti a voce alta ma che nessuno ascolta, di frammenti di storie, di flash, di racconti indiretti, di resoconti, di richieste assurde al Ministero che si alternano e in alcuni casi si sovrappongono.

Le figure in scena sono emblematiche di una civiltà, quella occidentale, alla deriva. Primo è un webmaster che ripulisce i social network eliminando frasi e immagini oscene o comunque inammissibili. La sua vita consiste in una ripetitiva alternanza di ignore e delete. Si è procurato Marta, una bambolona di silicone seduta su una sedia a rotelle. Dice di amarla perché parla poco ma sa ascoltare. In questo caso la solitudine si fa delirio, un delirio che attenua il suo male di vivere.

 

Alma è una ragazza che se ne sta sempre in casa. Dorme tanto per poter sognare a lungo e a colori e quando si sveglia si mette le cuffie e raccoglie tutte le tracce del proprio presente sul computer. E’ spaventata dai rumori del mondo esterno, persino di quello di un’ape che muore sul suo davanzale. Sua madre Teresa può parlare con lei solo attraverso il muro di casa. E’ una professoressa che sogna di pubblicare un grande romanzo e usa un linguaggio vanamente forbito.

F. non possiede neanche un nome completo. Divorziato e squattrinato, cerca di chiedere al Ministero dei fondi per costruire un alveare. E’ ossessionato dall’idea dell'estinzione delle api e della specie umana.

Infine, c’è Simone , un’impiegata del Ministero, che risponde al telefono. Le sue sono tutte frasi fatte tipiche della burocrazia. Dice di aver catalogato i materiali e di aver prodotto quattro nuove categorie : aspirazioni fallite, fissazioni ossessive, passioni tristi e cupio dissolvi. Quando alza la cornetta del telefono avverte che gli operatori sono tutti momentaneamente occupati ed elenca gli orari in cui non sono in servizio.

La perfetta commistione di parole, movimenti e musiche rock che accompagnano lo spettacolo, riesce a trattare temi molto scottanti in modo ironico e grottesco. Prevale la leggerezza, in senso calviniano, anche attraverso canzoni di David Bowie, di Tanita Tikaram e altri ancora che commentano la performance.

La civiltà occidentale sta azzerando i valori umani in nome del consenso e del successo. La comunicazione avviene prevalentemente attraverso strumenti tecnologici. La televisione è di parte e più che a informare, tende ad allarmare. La performance allude a tutto questo in modo indiretto e pone interrogativi senza azzardare risposte.

Il finale è festoso e sembra voler trasformare palco e sala in una grande discoteca dove lucine di vari colori vengono proiettate verso gli spettatori. Una speranza? Forse, perché la solitudine non è sempre un fatto negativo. E soprattutto perché la bellezza in generale, e il buon teatro in particolare non ci fanno sentire mai soli e ci invitano a riflettere sulla barbarie dei nostri tempi.

 

Foto di scena: Claudia Pajewski.

 

Scheda tecnica

Il Ministero della Solitudine. uno spettacolo di lacasadargilla.

Parole di e con Caterina Carpio, Tania Garribba, Emiliano Masala, Giulia Mazzarino, Francesco Villano.

Drammaturgia del testo: Fabrizio Sinisi. Regia: Lisa Ferlazzi Natoli e Alessandro Ferroni.

Drammaturgia del movimento: Marta Ciappina. Cura dei contenuti: Maddalena Parise. Spazio scenico e paesaggi sonori: Alessandro Ferroni. Luci: Luigi Biondi. Costumi: Anna Missaglia. Aiuto regia: Caterina Dazzi. Assistente al disegno luci: Omar Scala.
Produzioni: Emilia Romagna Teatro/Teatro Nazionale, Teatro di Roma/ Teatro Nazionale, Teatro Metastasio di Prato.
Foto di scena: Claudia Pajewski.
Visto al Teatro Argentina di Roma il 1 dicembre 2023. 
Prima nazionale : 8 ottobre 2022 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, all’interno di VIE FESTIVAL.

 

 

 

 

 

 

 

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