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1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Dopo tre anni difficili anche a causa del Covid 19, Primavera dei Teatri torna in piena forma nella ridente cittadina di Castrovillari, con un ricco cartellone di spettacoli, anteprime, restituzioni e workshop che indaga sugli sviluppi della drammaturgia contemporanea . I direttori artistici Dario De Luca, Saverio La Ruina e Settimo Pisano hanno accolto con calore i critici provenienti da tutta Italia ed è stato possibile scambiare idee in una atmosfera amichevole, facilitata dall’operato dell’Ufficio Stampa che si avvale della gentilezza e della professionalità di Maya Amenduni.
Tra tutti lo spettacolo più convincente, insieme a Via del popolo di Saverio La Ruina, è Re Pippuzzo fattu a manu interpretato magistralmente da Dario De Luca.

Si tratta di un racconto popolare scovato dal fine letterato Letterio di Francia, nato a Palmi nel 1877, il quale si interessò alle tradizioni della Calabria mettendo insieme una enorme raccolta di fiabe poi incluse nella antologia Fiabe e Novelle calabresi, pubblicata nel 1929. Sono tutte di grande bellezza e potenza immaginifica. Storie tramandate oralmente di generazione in generazione soprattutto dalle donne e che evocano gli odori, i sapori e il fruscio degli alberi di quella terra.
Il melologo di De Luca è liberamente tratto dalla fiaba Re Pepe e si avvale della riscrittura di Marcello D’Alessandro. A dispetto del titolo, la vera protagonista della storia è Reginotta, una ragazza intraprendente e volitiva che il marito vuole sceglierselo da sé, anzi, se lo vuole costruire con le proprie mani. Il povero padre vedovo non può che accontentala, visto che la figlia ha rifiutato i pretendenti più appetibili. Nessuna donna avrebbe snobbato un Roderigo di Castiglia, un Giannetto dell’Orbo, un Aldobrando dell’Aglione e tanti alti ancora. A uno puzzano i piedi, all’altro l’alito, un altro ancora è cieco da un occhio. Impossibile accontentarla.
Ma come si fa a crearsi un marito? Il padre le dà grosse quantità di zucchero e farina e lei con molta pazienza setaccia la farina e poi la impasta. Ci aggiunge tanta intelligenza, una buona dose di bontà, una bella quantità di simpatia, quel tanto che basta di gelosia, tanta fedeltà e tanta passione e poco coraggio, perché l’ampolla che lo conteneva, nel frattempo. si era rotta. Al posto della bocca mette un peperoncino rosso fuoco. Ci mette sei mesi e ne impiega altri sei per dargli la parola. Quando il marito è pronto, lei lo porta fuori in carrozza ma, come in ogni fiaba che si rispetti, sopraggiunge un colpo di scena. Il vento si porta via Re Pepe e Reginotta rimane sola e disperata. Ma non demorde. Si mette in viaggio per cercarlo affrontando numerosi pericoli. Attraversa terre abitate solo da belve e serpenti. Una specie di viaggio iniziatico in cui deve superare tante prove di coraggio. Incontra tre eremiti che la omaggiano con una castagna, una noce e una nocciola, Questi doni sono magici e sono la chiave di volta per ritrovare l’amato re.


Il racconto lascia con il fiato sospeso e crea momenti di suspence che attanagliano l’attenzione degli spettatori. Non è il caso di proseguire il racconto o di svelare come va a finire, anche perché si spera vivamente che questo spettacolo possa permettersi una tournée in tutta Italia.
De Luca possiede capacità interpretative mirabolanti. Vestito con una gonnella morbida verde chiaro e una maglietta bianca, non si limita certo a raccontare fatti nel suo comprensibilissimo dialetto calabrese. Il suo camaleontismo vocale, la sua mimica facciale che modifica di continuo, i suoi doppi sensi sensuali appena sfiorati, il suo dolce cantilenare interrotto di quando in quando da brusche battute comiche, contribuiscono non poco a dar corpo ai numerosi personaggi ai quali dà voce. E i personaggi sono davvero tanti. Oltre ai protagonisti principali, ci sono i vicini di casa impiccioni, gli eremiti, la Draghessa che con semplici effetti di luce appare come una dragqueen di oggi, la sua ancella timorosa, i carcerati della prigione vicina al sontuoso palazzo della Draghessa. Tutti vivono di vita propria, soprattutto Reginotta e la sua rivale, ma non è difficile immaginare anche gli altri, grazie alle mutevoli tonalità vocali e alla ricca gestualità di De Luca.
Al suo fianco c’è il grande musicista Gianfranco De Franco circondato da controller del suono e dal theremin, che alterna musiche e suoni elettronici, con il canto del suo flauto . La miscela di parole e musica è perfetta e l’uso di strumenti più contemporanei, ci ricorda che quella antica fiaba di fatto è molto attuale perché si incentra su una donna finalmente libera dalle convenzioni sociali, una donna che sa quello che vuole e che persegue i suoi obiettivi con coraggio e determinazione.
Il pubblico viene coinvolto fino alla fine quando De Luca chiede, soprattutto alle signore, quale dei tre finali possibili vorrebbero scegliere.
Applausi scroscianti e tanto entusiasmo per questo vero capolavoro teatrale.
Scheda tecnica
Re pipuzzu fattu a manu. Melologo per tre finali, liberamente tratto dalla fiaba calabrese Re Pepe raccolta da Letterio di Francia e dalla riscrittura di Marcello D’Alessandro.
Di e con Dario De Luca e Gianfranco De Franco.
Organizzazione e amministrazione di Tiziana Covello. Produzione Scena Verticale. Foto di Angelo Maggio.
Visto alla Sala Varcasia a Castrovillari il 3 giugno 2023.