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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

David Copperfield. Sketch comedy, un carosello dickensiano, dei Marcido

 

 

Capolavoro assoluto il David Copperfield. Sketch comedy, un carosello dickensiano dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, andato in scena al Teatro Vascello di Roma. La storica compagnia torinese si è sempre distinta per l’originalità dei suoi spettacoli ma, questa volta, ha superato se stessa. La riscrittura e l’adattamento drammaturgico del romanzo fluviale dickensiano, firmati dal regista e co-interprete Marco Isidori, si traducono in uno spettacolo mirabolante e vorticoso ispirato al vaudeville, una girandola di scenette grottesche dove i bravissimi attori (sette in tutto) danno vita e voce a numerosi personaggi, servendosi anche delle novantadue sagome disegnate dalla geniale scenografa Daniela Dal Cin.

La partitura performativa è sostenuta da un meccanismo perfetto dove anche un minimo gesto deve essere preciso e fedele alla rigida tempistica della rappresentazione, che dura soltanto un’ora e tre quarti.

Veramente poco, se si pensa alla mole dell’ottavo romanzo di Dickens che conta quasi cento personaggi e che, oltre a narrare la storia del protagonista dall’infanzia alla maturità, offre un vero e proprio affresco della società vittoriana in piena Rivoluzione Industriale, una società classista caratterizzata da insanabili contraddizioni, da abusi e soprusi nei confronti dei poveri e degli operai e dai ridicoli gesti di beneficenza delle signore ricche. Perbenismo e sfruttamento, carità e crudeltà si danno la mano in un romanzone dove la drammaticità si accompagna a una sottile ironia.

Tutto questo emerge a tutto tondo nello spettacolo che traduce l’ironia dickensiana in sarcasmo feroce ed elimina la drammaticità in favore dello sberleffo. Inevitabilmente, Isidori ha scardinato qualche capitolo, ha ridotto le sotto trame e ha messo da parte qualche personaggio secondario. L’essenziale c’è tutto e viene attualizzato da una traduzione (sempre ad opera di Isidori) dove il linguaggio, fluido, dinamico e spiritoso, si fa contemporaneo.

Le parole e le intere battute, scelte con accuratezza, acquistano compiutezza e sostanza grazie alle voci degli attori, che si alzano, si piegano, si rialzano e, a volte, si frammentano con perfetto acume interpretativo, in un amalgama inestricabile tra racconto e performance. A rafforzare questo binomio teatrale, ci sono le sagome dipinte da Daniela Dal Cin che aggiungono importanti elementi interpretativi del carattere e delle azioni dei personaggi, oltre a renderli facilmente riconoscibili. La maggior parte delle figure è in bianco e nero in omaggio all’epoca in cui si svolgono i fatti, tutte le altre sono colorate. Rappresentano volti, corpi interi, gambe, braccia e anche oggetti come la frusta che il crudele patrigno di David usa per infliggergli pene corporali. Appaiono anche due uccellini coloratissimi e cinguettanti che rappresentano le varie zie di David. La capricciosa zia Betsey, molto presente e alla quale non sfugge niente, è rappresentata da un grosso volto con un solo occhio. Le sagome sono fissate su aste di allumino e gli attori sono costretti a prenderle e a riportarle al loro posto con estrema velocità. Sono tutti attori burattinai, liberi, tuttavia di dar sfogo alle loro doti attoriali fisiche e vocali.

Come sempre negli spettacoli dei Marcido, ci troviamo ad una forma di Teatro Totale, questa volta fortemente metateatrale. Una vera e propria festa del teatro. Ma ora addentriamoci nelle pieghe della performance.

Quando il sipario svela la scena, si notano due rastrelliere che occupano i lati della scena fino a sparire sul fondale. Vi sono conficcate le sagome che appaiono tutte bianche perché viste dal retro. Gli attori entrano in scena con cappelletto scuro, maglietta azzurra e tuta da lavoro blu sulla pettorina della quale grandeggia la scritta MARCIDO AT WORK. Il superlativo Paolo Oricco saltella sopra un piccolo tamburo facendolo rotolare. Ai lati due grosse grancasse da circo in movimento. Pronuncia una specie di prologo che riporta fedelmente l’incipit del romanzo dickensiano. E’ lui David Copperfield, orfano di padre e accudito dalla giovane madre e dalla buona governante Peggotty. Con somma ironia, l’attore si troverà a dar vita al suo antagonista untuoso, viscido e grifagno, Uriah Heep e ad altri ancora. Questo perché lo spettacolo è corale ed evita accuratamente qualsiasi forma di protagonismo individuale. Riesce a farlo anche grazie alla scelta di una recitazione astratta che non lascia trasparire emozioni o stati d’animo profondamente sentiti. La tessitura vocale degli attori intreccia tonalità che denotino le caratteristiche precipue di ciascun personaggio, come crudeltà, invidia, rabbia, bontà, bizzarria e via dicendo. Il che non rende il lavoro dell’attore più semplice. Anzi. I movimenti vocali devono farsi pura musicalità. A nessuno viene concesso di immedesimarsi in un solo personaggio ma a tutti viene richiesto di entrare e uscire da situazioni e da personaggi che si confrontano e si alternano sulla scena a una velocità mozzafiato. Marco Isidori è l’avvocato Mr Spenlow, datore di lavoro di David e padre di Dora di cui David si innamora. Ma, al tempo stesso, è l’eternamente indebitato Micawber, un signore un po’ sciocco ma di gran cuore. La straordinaria Maria Luisa Abate diventa le zie e le governanti di David ed è anche la madre di Uriah Heep. Gli attori più giovani Valentina Battistone, Ottavia Della Porta, Alessio Arbustini e Vincenzo Quarta si accollano i numerosi altri personaggi della storia, dimostrandosi tutti all’altezza di questa sfida teatrale. Sono sette ma sembrano molti di più.

Come si sa, la trama è molto complessa e tale rimane nonostante i necessari sfoltimenti decisi da Isidori. Ma i vari sketch che si dipanano uno dietro l’altro rispettando l’ordine cronologico dei fatti, hanno il pregio di una semplicità burlona che chiarisce l’intricata matassa delle relazioni tra i personaggi. Le diverse fasi della vita di David Copperfield ci sono tutte. La difficile convivenza del giovane con il patrigno Edward Murdstone e con la sua arcigna sorella zitella. La fuga di David dal collegio e il suo lavoro come garzone presso una fabbrica. La sua convivenza con Mr. Micawber. La sua fuga a Dover dove viene accolto dalla zia Betsy che ospita in casa lo strampalato Mr Dick. Il suo lavoro presso l’avvocato Mr. Wickfield e il suo tirocinio presso l’ufficio legale del noto avvocato Mr. Spenlow. Il suo rapporto con il contabile fraudolento Uriah Heep, i cui misfatti vengono scoperti alla fine grazie all’aiuto di Micwber. I suoi due matrimoni, prima con Dora e, dopo la morte di lei, con Agnes.

In ultimo, gli attori raccontano la fine che è toccata ai personaggi principali ma poi si prendono per mano e fanno girotondi per festeggiare il Teatro. Una festosa sarabanda in onore dell’arte della presenza, del qui e ora condiviso da attori e pubblico. E tutto lentamente si dissolve sulle note de L’istrione di Charles Aznavour.

Spettacolo unico e più che raro che, pur ripudiando le moderne tecnologie, risulta assolutamente contemporaneo.

 

Scheda tecnica

David Copperfield. Sketch Comedy, un carosello dickensiano. Riscrittura e adattamento drammaturgico del David Copperfield di Charles Dickens, traduzione e regia di Marco Isidori. Scene e costumi di Daniela Dal Cin. Luci di Fabiano Bonfanti. Assistente alla regia Navena Vuìjc.

Con: Paolo Oricco, Maria Letizia Abate, Valentina Battistone, Ottacia Della Porta, Alessio Arbusini,Vincenzo Quarta, l’Isi (Marco Isidori).

Produzione Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa. 
Prima nazionale, Torino, Teatro Marcidofilm, 22 novembre 2022.
Visto al Teatro Vascello di Roma il 28 febbraio 2023.

 

 

 

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