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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Saverio e Chadli vs Mario e Saleh, di Saverio La Ruina

 

 

All the world’s a stage, and the men and the women merely players dice il malinconico Jacques nel grande As you like it di William Shakespeare. Tutti quelli che vanno spesso a teatro sanno di assistere a una finzione che rivela più o meno profonde verità. Questa adesione della vita al teatro viene spinta all’estremo in Saverio e Chadli vs Mario e Saleh di Saverio La Ruina, seconda versione dell’ originario Mario e Saleh, presentato qualche anno fa a Romaeuropa Festival.

La sofferta pièce tratta della dolorosa ferita che separa l’Islam dalla cultura Occidentale. La scena di allora è la stessa. Una tenda da campo, una delle tante messe a disposizione dalla Protezione Civile per accogliere gli abitanti di una città distrutta dal terremoto. Dentro ci coabitano forzatamente un italiano cristiano, Mario, e un giovane musulmano di origine tunisina, Saleh. Mario, interpretato in modo eccellente da Saverio La Ruina, è irritato dalla presenza dell’altro e lo ricopre di insulti originati dalle solite stereotipie associate agli Arabi. Ai tempi della prima versione, l’attore tunisino Chadli Aloui non resse l’impatto delle offese ricevute e interruppe lo spettacolo. Invece di arrabbiarsi, il regista si è messo nei panni dell’attore-personaggio e nel tempo ha riscritto il testo della pièce, pur mantenendo inalterata la traccia centrale dello spettacolo originale.

Chadli non ha potuto interpretare il suo ruolo in questa seconda versione per drammatiche vicende personali che confermano i nostri pregiudizi contro i musulmani. La Ruina ha pensato di colmare la sua assenza, inserendo nello spettacolo le sue telefonate registrate in cui scambia idee, pensieri e pareri con l’attore . Portando la verità nuda e cruda in scena, La Ruina non si limita a effettuare un salto mortale metateatrale, ma amplifica il senso dello spettacolo. Al posto di Chadli , sceglie il bravissimo attore Alex Cendron , occhi azzurri e capelli biondi, che interpreta la parte di Saleh con rigore e asciuttezza, restituendo al personaggio forza interiore e dignità. La sua compostezza lascia emergere con estrema chiarezza la complessità dell’Islam e, allo stesso tempo, mette un poco alla berlina i limiti culturali di Mario.

 

La drammaticità dello scontro tra i due abitanti della tenda, a tratti, si colora di sfumature comiche. Quando Mario scambia il tappeto per la preghiera di Saleh per uno scendiletto, oppure quando si arrabbia per non saper usare gli auricolari che Saleh gli porge per poter pregare in santa pace. Mario non capisce il significato delle abluzioni prima della preghiera. Pensa che la tenda sia sua perché si trova in territorio italiano e non perde l’occasione di lamentarsi dei flussi migratori nel nostro paese. Per farla breve, Mario è il rappresentante dell’Italietta xenofoba e del noi occidentale che si scaglia contro il voi della complicata e anche contraddittoria realtà islamica. E il povero Saleb ha perfettamente ragione quando dice Ancora voi? Ma uno deve portare per forza il peso di un miliardo e seicento milioni di persone sulle spalle?.

Mario, tuttavia, è un personaggio a tutto tondo con i suoi drammi personali e i ricordi di una felicità perduta. Ora è vedovo e il racconto del soffice rumore della neve che lo spinse a trascinare la moglie in terrazzo per ascoltarlo meglio è un momento di incantevole poeticità. Nel non tempo della memoria e fuori dalla tenda i due litiganti sembrano tendersi una mano di amicizia , entrambi estasiati dal ricordo del profumo del gelsomino che cresce anche in Tunisia. Ma dura poco , perché i due rientrano in tenda ricominciano con gli alterchi.

Il ritmo registico scorrevole è un po’ rallentato dalle testimonianze registrate che tuttavia dànno la vera misura dei mali provocati dall’incomprensione che allontana le due culture. I toni, le pause e le parole di Chadli Aloui spezzano il cuore di chi le sa ascoltare. Quelle di La Ruina che cercano di capire, comunicano al pubblico un filo di speranza.

Sul finale, quando la radio di Mario trasmette la notizia di un attacco terroristico, lui se ne esce con un prevedibile siete stati voi. Saleh reagisce dicendo che il mondo si è diviso in noi e voi dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Versione inesatta e comunque molto semplicistica dei fatti. Più incisive le frasi finali , Siete stati anche voi. La conoscete Bagdad? La conoscete Damasco? . La Ruina cerca di abbattere la tenda che è stata campo di battaglia tra Mario e Saleh . Ma la ferita rimane aperta e sta al pubblico pensare a possibili soluzioni.

Uno spettacolo che fa discutere . Un’operazione culturale di grande spessore. Una Via Crucis per il bravissimo Saverio La Ruina che mette sempre in scena la verità con il suo teatro artigianale, solo apparentemente semplice e sempre diretto.

 

Scheda tecnica

Saverio La Ruina, Saverio e Chadli vs Mario e Saleh, scritto e diretto da Saverio La Ruina.

Con Saverio La Ruina e Alex Cendron, e con Chadli Aloui ( voce off).

Collaborazione alla regia Cecilia Foti. Scene e costumi: Mela Dell’Erba. Audio e luci Mario Giordano. Organizzazione generale: Settimio Pisano. Amministrazione: Tiziana Covello. Scena Verticale, Castrovillari (CS). Con il sostegno di MIBACT, Regione Calabria. In collaborazione con TMO- Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo.

Foto concesse dalla compagnia Scena Verticale.

Visto al Teatro Argot di Roma il 4 marzo2023.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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