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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Pour un oui ou pour un non di Nathalie Sarraute, per la regia di Pier Luigi Pizzi

 



Non è impresa facile mettere in scena una pièce di Natahalie Sarraute, Autrice di romanzi, drammi e saggi sulla scrittura e sul Nouveau Roman,la scrittrice opera una ricerca instancabile sul linguaggio più adatto per esprimere l’essenza più profonda della realtà. I suoi dialoghi sono rivolti a lettori o spettatori attivi, capaci di cogliere gli stati d’animo più reconditi che si nascondono dietro le parole. A questo scopo, la Sarraute manda all’aria tutti gli elementi tradizionali del romanzo e del teatro. La trama è quasi inesistente e i personaggi non hanno un nome proprio e non sono mai descritti fisicamente. Quel che conta sono i dialoghi, gli scontri e le possibili riconciliazioni tra di loro. Ogni espressione verbale, anche la più banale, reca le tracce di sensazioni intense, di stati d’animo, di desideri o di rimpianti. Tutti da indovinare.

Non meraviglia pertanto che Pier Luigi Pizzi abbia scelto attori del calibro di Umberto Orsini e di Franco Branciaroli per la sua regia di Pour un oui ou pour un non, in scena al Teatro Argentina di Roma.

 

I due attori impersonano due vecchi amici che non si vedono da tanto tempo. Nella bella scena, sempre di Pizzi, che rappresenta l’interno elegante di un salotto borghese con librerie bianche a parete, vive Orsini, che, per comodità, definiremo con una O. La sua casa rappresenta per lui un rifugio blindato dalla realtà esterna e, a inizio spettacolo, lo vediamo disteso pigramente sopra il divano. Finché non sopraggiunge l’amico Branciaroli, che definiremo con una B, per fargli visita. O è sorpreso, o forse spaventato, dalla sua presenza e ne vuole conoscere il motivo. B vuole capire perché abbiano smesso di frequentarsi da così tanto tempo. Sulle prime si scambiano luoghi comuni poi scoppia il panico. O è rimasto ferito da un ”Ah bene…eh..così…” pronunciato da B in occasione di un suo successo. I due si dilungano a disquisire sul possibile significato delle intonazioni e delle sospensioni che avrebbero accompagnato quella breve espressione. La si potrebbe intendere in mille modi, ma O la interpreta come segno di degnazione e di gelosia nei suoi confronti. Queste parole le scrive con un gessetto sulla parete grigia. O è su tutte le furie, dimostrando il senso di fallimento che pervade i suoi pensieri. B nega e fa di tutto per convincere l’amico di aver frainteso le sue parole.



Da questo momento si apre un confronto di visioni della vita che spesso scivola nel surrealismo. Il linguaggio è l’argomento centrale delle conversazioni. Le parole dette e non dette hanno creato e continuano a creare incomprensioni, malintesi, sospetti e acredini. Entrambi sono intellettuali, ma B si gode la vita e i successi ottenuti, mentre O marcisce nella sua infelicità e nella sua paura del mondo. I due esprimono i loro diversi punti di vista intrecciando opinioni, perplessità e fraintendimenti. B è colpito dalla ostinazione di O che, a sua volta, non riesce a comunicare il suo turbamento a B. Lo straordinario duello verbale avvolge i due in una girandola di incomprensioni che aprono crepe insanabili nel loro rapporto. Eppure, quando B fa il gesto di andarsene, O lo trattiene, quasi temesse di rimanere solo, o non volesse rinunciare alla voglia di chiarire quell’equivoco.

I due grandi attori appaiono entrambi in uno stato di grazia. Orsini parla in modo diretto usando una voce limpida e chiara e rispettando al millimetro i tempi dei silenzi e i ritmi della regia. Branciaroli fa lo stesso, ma usando una voce più rauca, a tratti più ingolata e tirando fuori quel tanto di sarcasmo che non stona.

L’impressione è che l’arduo testo della Sarraute scorra fluido nelle loro vene e infiammi il loro pensiero. Forte delle capacità attoriali degli interpreti, Pizzi mette in moto una regia sobria e rispettosa del potere della parola, del detto e del non detto, che sono i veri protagonisti della pièce.

 

Scheda tecnica

Natalie Sarraute- Pour un oui ou pour un no, traduzione di Pier Luigi Pizzi, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi.  
Con Umberto Orsini e Franco Branciaroli. 
Con le voci di Flavio Francucci e Chiara Degani. 
Luci di Carlo Pediani. Suono di Alessandro Saviozzi. Produzione Compagnia Orsini e Teatro degli Incamminati in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano. 
Foto ricevute da Ufficio Stampa nella persona di Amelia Realino.

Visto al Teatro Argentina il 23 febbraio 2023.

 

 

 

 

 

 

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