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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Match Point, di Woody Allen

 

 

Match Point

di Woody Allen


con Jonathan Rhys Meyers, Scarlett Johansson, Brian Cox, Emily Mortimer, Matthew Goode

 

 

 

Il protagonista di questa storia è Chris Wilton (Jonathan Rhys Meyers), un ragazzo irlandese di umili origini, giocatore di tennis di buon livello, che ha scelto di abbandonare il professionismo per diventare istruttore di tennis in un prestigioso club di Londra.

 Chris conosce la famiglia di Tom Hewett (Matthew Goode), un suo ricco allievo, e si innamora della sorella di lui, Chloe (Emily Mortimer), con la quale poco tempo dopo si sposerà. Ma ha una relazione anche con un’attrice americana, Nola Rice (Scarlett Johansson), la fidanzata di Tom. 

A un certo punto la relazione tra Chris e Nola si fa molto problematica: lei gli chiede esplicitamente se intenda o no lasciare Chloe. Qualche tempo dopo, Nola informa Chris di essere incinta. Chris si pone il problema se restare con Chloe e continuare a vivere in un mondo al quale si è abituato e gli ha dato tanti lussi e privilegi, oppure mollare tutto e gettarsi nella sua appassionata avventura con Nola.

 

 

Tom e Nola si separano, e Nola cerca insistentemente di far divorziare Chris. Chris decide a questo punto di eliminare dalla sua vita Nola, che è incinta, e la uccide con un premeditato piano delittuoso, che prevede anche la morte della vicina di casa di Nola. Chris uccide la vicina perché avrebbe potuto essere una pericolosa testimone dell’omicidio di Nola. Uccide entrambe le donne con un fucile da caccia rubato a casa degli Hewett, e simula un furto in casa della vicina.

Chris si sbarazza delle prove dei delitti: getta nel Tamigi i gioielli e l’anello della signora. L’anello, però, invece di finire nel fiume, rimbalza sul bordo del cornicione lungo il fiume e atterra sul suolo.

Convocato dalla polizia, Chris ammette la sua relazione con Nola e autorizza i poliziotti a ispezionare la villa del padre di sua moglie, per verificare se manchi un fucile da caccia. Mentre lavora in casa al computer, di notte, da solo, Chris sente un rumore. E’ il fantasma di Nola, che lo accusa, dicendogli che le sue azioni sono state maldestre e deve prepararsi a essere punito. Compare anche il fantasma dell’anziana signora, che chiede pietà per lei, una persona che non c’entrava niente in questa storia. Chris tenta di giustificarsi, devastato dal senso di colpa.

Uno dei poliziotti è convinto di essere giunto alla soluzione del caso: è stato Chris a commettere i delitti. Arriva, però, una notizia assolutamente inaspettata: un drogato, ucciso, aveva in tasca la fede dell’anziana signora e viene ritenuto colpevole degli omicidi di Nola e dell’anziana signora.

Ignari del fatto che Chris è il vero colpevole, Chloe, i genitori di Chloe, Tom e la sua nuova compagna festeggiano la nascita del bambino della coppia. La famiglia brinda con lo champagne, mentre Chris è solo, in piedi, davanti alla vetrata che si affaccia sull’immenso panorama di Londra, lo sguardo perso nel vuoto.

 

Per comprendere Match point, è fondamentale soffermarsi sulla psicologia dei personaggi. Chris commette due terribili delitti, e il film mostra gli effetti dei crimini su di lui, che si manifestano in un devastante senso di colpa. Il film è fondato sui temi del caso e della fortuna; Chris, Chloe, Tom e Nola affrontano questi temi durante una cena insieme al ristorante. Il caso e la fortuna influenzano profondamente le azioni dei personaggi del film: è una visione laica.

C’è, inoltre, un tema sociale: giocare a tennis è stato per Chris un modo di uscire dalla povertà, fino a condurlo in una dimensione aristocratica, lontanissima dalla sua. Nola condivide con Chris il fatto di essere di origini molto più modeste rispetto alla famiglia di Tom.

Match Point mescola vari generi: il giallo, il thriller, il film psicologico, il film romantico, ai quali si aggiungono delle suggestioni filosofiche. La storia di Chris ha molti punti in comune con quelle dei personaggi dei romanzi di Dostoevskij, che legge durante il suo primo periodo a Londra: vive profondi e tormentati dilemmi etici, che lacerano la sua coscienza e la sua stessa identità. Spiccano il tema della colpa e dell’espiazione della colpa.

Il rapporto di Chris con Chloe è improntato a un amore all’interno di un contesto aristocratico che offre a Chris sicurezza e stabilità, mentre, al contrario, il rapporto con Nola è assolutamente tumultuoso e destabilizzante, improntato alla passione e al desiderio. Il rapporto tra Chris e Nola è governato dalle leggi dal desiderio.

E’ riuscitissima la parte che racconta il periodo in cui Chris e Chloe iniziano a frequentarsi, e girano per Londra e i suoi luoghi più interessanti: lo spettatore percepisce il loro entusiasmo, il loro senso di libertà, in un periodo in cui il loro rapporto è ancora tutto da scrivere, e cominciano a scriverlo con totale consapevolezza e serenità, senza farsi troppe domande, accogliendo tutto ciò che la vita offre loro in questo straordinario momento.

L’omicidio di Nola avviene quando la situazione è diventata ormai insostenibile, ed esplodono tutte le tensioni e contraddizioni accumulate nel loro intenso e complesso rapporto. Allen riesce nello scopo di instaurare un’empatia tra lo spettatore e Chris, sia verso i suoi lati positivi, romantici, passionali, vitali, sia verso quelli negativi, cupi, angosciosi, distruttivi, che lo spingono a commettere due atroci delitti.

Allen ci offre un ritratto completo del protagonista, presentandoci la sua natura complessa e contradittoria, che non può essere rinchiusa all’interno di uno schema rigido e semplicistico. La scena finale è estremamente significativa: mentre nella sua famiglia esplode la felicità per la nascita del bambino, Chris si estrania, affacciandosi alla vetrata. Non può condividere in pieno quella felicità, perché i crimini che ha commesso graveranno per sempre sulla sua coscienza. Il suo stesso approccio alla vita è profondamente mutato, così come il suo rapporto con Chloe e il suo nuovo ruolo, quello di padre del bambino. Anche nei momenti di passione e desiderio che proverà in futuro, sarà presente l’ineliminabile consapevolezza della fragilità della natura umana e della sua contraddittorietà, con tutte le situazioni drammatiche che ne conseguono. E’ un momento di solitudine assoluta, una solitudine che durerà per sempre.

Il finale del film coincide con il suo momento più drammatico, e questa riflessione è il senso più autentico del film e il messaggio che Woody Allen consegna agli spettatori. Allen si limita a raccontare una storia e a porre degli ottimi interrogativi; sta agli spettatori cercare delle risposte.

In conclusione, questo film appartiene ai capolavori di Woody Allen e affronta temi importanti che ritroviamo in molti suoi altri film, rielaborandoli in modo forte, convincente, originale, suscitando l’interesse degli spettatori e, molto spesso, appassionandoli.



[Parte di questa recensione è già stata pubblicata sul sito GoGeek.it]

 





 

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