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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Room di James Thierrée

 

Recensire Room di James Thierrée è un po' come fargli un torto, perché le parole non ce la fanno a dare la minima idea della infinita varietà delle immagini e delle scene, del ritmo rocambolesco dell'azione, della natura visionaria e onirica della performance. Lo spettacolo è surreale, pazzo, libero e coraggioso e dimostra come il teatro possa rappresentare il caos totale nel quale viviamo.

La stanza del titolo è la grande protagonista dello spettacolo , una stanza fatta di pannelli mobili che danzano nello spazio per formare ambienti sempre diversi che piacciano a Thierrée, in questo caso demiurgo architetto che non si accontenta mai dei risultati ottenuti. Un'allusione agli spazi chiusi in cui ha vissuto l'umanità, angustiata dalla paura della malattia e della morte durante i vari lockdown è più che probabile. Anche perché negli spazi che si vanno via via formando si rappresentano brevi scene di mimo esilaranti , piccole esplosioni dell'immaginario che è stato messo a dura prova in questi tempi di buio quasi assoluto. Al male , sembra dire Thierrée, bisogna reagire con energia e inventiva, trovando una possibile via d'uscita attraverso l'arte che di tutte le finzioni è certamente la meno menzognera.

Lo spettacolo, disordinato e imprevedibile, è teatro colto nel suo farsi, e che si interroga sul suo significato. Molte scene sembrano improvvisate ma, in realtà, ogni gesto, ogni movimento è studiato al millimetro. Con somma ironia Thierrée grida che la pièce non ha una struttura drammaturgica e chiede ai suoi compagni di scena il senso di quello che stanno facendo. Di fatto, comunica al pubblico la sua intenzione di voltare pagina, di fare teatro liberandosi delle convenzioni che lo regolano.

In scena ci sono undici musicisti di cui si finge direttore, ma che non lo stanno mai a sentire . Per la prima volta nei suoi spettacoli, la musica non è registrata ma eseguita dal vero. Spazia dal rock all'opera lirica e quando si accorda al linguaggio acrobatico e a quello mimico l'effetto è davvero stupefacente. Le canzoni sono di sua composizione e quando le canta, si lancia in veri e propri acrobatismi vocali. Parlano di sentimenti, di sfide, di ricerca del senso della vita. Alcune sono imperscrutabili come, a volte, lo sono i linguaggi visivi.

 

Rispetto ai suoi precedenti lavori c'è più testo parlato e meno danza. L'arte acrobatica (appresa da bambino dalla madre Victoria Chaplin e dal padre Jean-Baptist Thierrée) prevale sul resto e nel parlato il capocomico usa lingue diverse (Inglese, Francese, un po' di Italiano) e spesso le mescola insieme.

All'inizio la scena è oberata di oggetti di ogni genere sparsi alla rinfusa. I pannelli modulari posti in verticale o distesi a terra, una porta, la cornice di un caminetto, strumenti musicali, un tavolo da disegno, un divano sgangherato. Thierrée entra dalla porta della stanza che vuole continuamente modificare. Prende una cornice e ci si mette in posa dal busto in su. La somiglianza con il nonno Charlot è davvero sorprendente. Subito dopo dà inizio alle danze dei pannelli e dà il La ai musicisti. Quasi contemporaneamente si susseguono gag divertenti e acrobatismi sconcertanti. Una donna che indossa una gonna enorme e che appena fa un passo ci affoga dentro. La strabiliante acrobata Ching-Ying Chien che sale su una parete mobile e quando riscende striscia a terra come se non avesse gambe. Poi forma anelli con il corpo. Più tardi si appende a una corda per volteggiare nell'aria. Non esiste alcun nesso logico tra le scene.

Una custodia per violino pesa una tonnellata per Thierrée , e una donna la porta via agilmente senza alcuno sforzo. Un leggìo musicale tira fuori dei becchi e cerca di scorticare le mani di Thierrée. Gli oggetti vivono di vita propria. Il flusso di immagini è velocissimo e non si fa in tempo a godersi una scena, che subito ne sopraggiunge un'altra. Tutto ciò che accade è assolutamente imprevedibile. Un armadillo tutto dorato cerca di azzuffare una preda indistinguibile tutta piena di brillantini addosso. Più avanti, un buffo direttore di scena riempie un piccolo spazio quadrato di manichini. Spesso interrompe il capocomico per chiedergli cosa fare di un oggetto. Insomma , lo spettacolo è un vero work in progress che rappresenta anche il processo creativo che si sviluppa nella mente dell'artista.

 

Il pubblico è trascinato in una corsa irrefrenabile di trovate sceniche , di idee e immagini che si interrompono l'un l'altra per attirarne l'attenzione. Gli artisti, musicisti o acrobati che siano, sono continuamente chiamati ad adattarsi alle forme che la stanza assume, come per suggerire agli spettatori di farlo anche loro in questi tempi mutevoli e spesso oscuri. Attraverso una vera e propria abbuffata di bizzarre visioni Thierrée sembra suggerire che il teatro, oggi, sia l'unico luogo dove venire a contatto con la libertà, quella vera che dà energia e forza interiore.

Forse lo spettacolo è un po' troppo lungo e dovrebbe evitare alcune ripetizioni. Ma per tutto il resto, è un capolavoro di rara bellezza.

Colpiscono gli audaci movimenti delle luci, gli astrusi costumi, la bravura assoluta di tutti i performer guidati dal genio di Thierrée che padroneggia le varie tecniche teatrali con intelligenza e spregiudicata inventiva.

 

Scheda tecnica

Room, creato, diretto e interpretato da James Thierrée.

Musica originale di James Thierrée.
Con Anne-lise Binard, Ching-Ying Chien, Mathias Durand, Samuel Dutertre, Hélene Escriva, Steeve Eton, Maxime Fleau, Nora Horvarth, Sahah Manesse, Alessio Negro.

Luci: James Thierrée, Lucie Delorme, Samuel Bovet. Regia del suono: Lilian Harrouin, Loïc Lambert, Jean François Monnier. Costumi: James Thierrée. Realizzazione costumi: Laurette Picheret, Sabine Schlemmer.

Direzione generale: Rodolphe Padel. Assistente alla creazione musicale:Mathias Durand. Vicedirettore e coordinatore: Felictas Willems, Philippe Royer. Scenografia: Oliver Achez, Mathieu Fernandez, Cristelle Naddéo, Félix Page, Laurette Dudertre& Anthony Nicolas, Thomat Delot, Joanny Guillamin. Patine e dipinti:Marie Rossetti. Regia plaetau: Samuel Duretre, MathieuFernandez, Cristelle Naddéo, Félix Page, Laurette Picheret, Alessio Negro. Amministrazione: La Compagnie du Hanneton, Benôite Gillet. Produzione e coordinamento: La Compagniedu Hanneton, Emmanuelle Taccard, Hélène Dubois. Quaternaire: Sarah Ford, Anne McDougall, Felicitas Willems. Tour manager: Anne McDougall. Residenza al Théãtre Sénart Scéne Nationale de Lieusaint, L'arc Scène Nationale Le Creusot e Téâtre de Carouge.

La Compagnie du Hanneton è sostenuta da Ministère de la Culture, DRAC BourgogneFranche Comté.

Room è sostenuta da DRAC e Consell régional Bourgogne Franche Comté.

Foto dell'Ufficio Stampa del Romaeuropa Festival.

Visto al Teatro Argentina di Roma, nell'ambito di Romaeuropa Festival, il 23 settembre 2022.

 

 

 

 

 

 

 

 

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