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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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E’ in corso, dal vivo e online - diretto da Andrea Natale, Giuseppe Sciarra ed Ennio Trinelli - un interessante festival dei corti, per la precisione 20 corti a tematica sociale, LGBT e sui diritti umani organizzato da Gaiaitalia.com. Notizie, dal blog Cinema Nostro, in collaborazione con Cinetika, che tra gli altri meriti ha quello di offrire gratuitamente la possibilità di seguirlo online (dal 17.9 al 2.10 del 2022, freestreaming, ore 14-24).
Molti sono i titoli italiani, ma i corti spaziano in tutto il mondo, con presenze da Francia, Inghilterra, Scozia, Tunisia, Stati Uniti, Polonia.
Il corto è un genere difficilissimo, sempre a rischio di retorica sentimentale, falso poeticismo, cerebralità della trovata, ed anche in questo caso non tutti ne sono esenti. Ma dove riesce è un affondo di rara intensità, tra poesia, scultura e ritmo.
Non intendo però entrare nel merito dell’intera rassegna, ma esprimere la mia ammirazione Mars Exalté del regista Jean-Sebastièn Chauvin già presente al festival dei corti di Berlino (Berlinale Shorts 2022).
Nulla accade. E’ tutto immagine, ritmo, respiro. Comincia con muti campi larghi sulla città di notte, ma già intuisci che il rumore di sottofondo regolare non è quello del traffico. E’ un lento respiro, tranquillo, il respiro di un dormiente. Ed eccolo apparire, nella penombra, un maschio che dorme, lievemente riverso, di tre quarti.
Nudo nell’ombra, il suo respiro diventa il ritmo delle immagini della città notturna,. un respiro che sembra il mare in lontananza, dolce e cadenzato, come dolci e morbide sono le immagini, tra penombra caravaggesca e nitore geometrico. Un notturno chopiniano per immagini.
Corpo e città si alternano, il corpo con uno sgranarsi di primi piani ravvicinati alternati, glutei, costato, sesso, volto, un dolce percorso dello sguardo, e fuori la città come alterità e suo sogno. Alterità marziana, tecnologica (grattacieli, traffico) opposta al corpo. Alterità urbana, ma anche occhio del silenzio, con la presenza magrittiana dei lampioni. Un corpo maschile, nudo, steso dormiente in penombra su bianco lenzuolo. Alterità marziana, sì, come mars in inglese vuol dire Marte.

Ma anche il sogno del corpo come fiorire della primavera (mars in francese vuol dire marzo), come segnalano a breve distanza un ardito primo piano di una sua polluzione notturna e, ad occhio a terra, notturno, un campo fiorito di campanule bianche. Si potrebbe parlare del coraggio e dell’innocenza dei primi piani sessuati, lenti e poetici (che ci sta in un LGBT fest). Ma in realtà è tutta una sinfonia di primi piani, di stralunata corporeità del sogno.
Poi, livida, la città albeggia, e il silenzio del respiro è violato da una musica progressivamente sempre più tesa, mentre abbagliante e violenta si fa la luce solare e il suo rimbalzare sui palazzi, stridente anch’essa come la musica, immagine che ha il suo apice in un primo piano soffocante di un palazzo cosparso di cerchietti di ferro, come le maglie di una antica cotta guerriera.
Sembra che la realtà abbia ucciso e violentato il respiro del sogno. Ma la telecamera a questo punto si tuffa, raso superficie su uno scuro manto di mare, cosparso di luccichii. E tutto rimane sospeso, aperto.
Scheda tecnica
Mars Exalté, regia Jean-Sebastièn Chauvin
con Alain Garcia Vergara.
Immagini Maxime Berger, montaggio Patric Chiha, suono Damien Boitel, Xavier Thieulin
17 settembre – 2 ottobre 2022, free streaming, ore 14-24 al link https://www.filmfest.gaiaitalia.com/