Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
4971851

Abbiamo 224 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Macbeth nella versione di Daniele Salvo

 

 

Rimarrà in scena fino al 25 settembre, al Gigi Proietti Globe Theatre di Roma, il Macbeth, tradotto e diretto da Daniele Salvo. Il dramma più corto di Shakespeare (2.000 righe in tutto) viene trasformato in uno spettacolo della durata di tre ore e mezza. Daniele Salvo, la cui interpretazione del testo appare profonda e ben articolata, mette accuratamente e fedelmente in scena quasi tutto il testo e, in più, aggiunge immagini che in Shakespeare sono lasciate all'immaginazione del pubblico.

Il suo Macbeth è un incubo orrifico avvolto dalle tenebre, un mondo dove Dio è stato ripudiato a favore dell'esoterismo, tanto caro al re Giacomo I. Un mondo insozzato di sangue per la brama di potere e, nel caso specifico del regicida, per il terrore di perderlo.

Harold Bloom ha definito Macbeth“la tragedia dell'immaginazione”, e Salvo ha messo ben in evidenza questa natura onirica del dramma che si esplicita anche nell'incapacità di Macbeth di distinguere tra la realtà e la sua stessa immaginazione. La sua mente è satura di visioni di morte e di stragi future. Il male è dentro di lui ed è lui stesso a costruirsi il suo destino. Questo va sottolineato perché le tre streghe appaiono troppo spesso in scena, con le loro tute nere attillatissime e due corna alla Bella addormentata nel bosco, compaiono in nicchie di controluce durante ogni assassinio. In questo modo, rischiano di essere viste come la causa diretta dei delitti perpetrati da Macbeth, Ma non è così. Sono andate da lui con le loro profezie difficili da interpretare, perché conoscono il suo lato oscuro. Il loro intervento serve anche a colmare in parte la sua iniziale mancanza di volontà, violentemente denunciata da Lady Macbeth che fa di tutto per spingerlo all'efferato delitto. Ma l'ambizione e la fame di potere già albergano nel suo animo, forse anche quando si comporta da eroe fedele al re Duncan, all'inizio della tragedia,

Lo spettacolo è ben fatto e curato nei minimi particolari. Lo spazio scenico è sfruttato al massimo. L'inner stage accoglie gli sfondi delle scene aggiunte, le botole vengono usate per le apparizioni sovrannaturali e, in particolare, durante il monologo del portiere che le apre per tirare fuori cadaveri e scheletri vari. Gli ingressi per gli spettatori vengono utilizzati per l'uscita di scena dei soldati reduci dalla iniziale battaglia della Scozia contro la Norvegia e per l'arrivo dell'esercito di Malcolm alla fine della tragedia. Queste scene sono ben concertate, di forte impatto visivo e indispensabili per mettere in ulteriore risalto la natura politica della tragedia.

Il ritmo registico è abbastanza incalzante, ma a volte subisce dei rallentamenti dovuti anche all'abbondanza di scene. Il pubblico assiste all'ultima cena di Duncan nel castello di Macbeth, caratterizzata da evidenti allusioni cristologiche. Poco dopo c'è la scena dell'assassinio di Duncan e, verso la fine, viene mostrato il letto di morte della Lady.

Macbeth le si siede accanto e pronuncia il suo sublime monologo finale sull'insensatezza della vita (V.v). Ma anche all'inizio vediamo la Lady distesa su un letto che partorisce un enorme gomitolo nero e lo mette in una culla nera. Salvo deve aver tratto dalle fonti, o dagli stessi versi della tragedia, il fatto che la Lady fosse stata già sposata e che abbia perso un bambino. La scena potrebbe rafforzare la disperazione di quell' “unsex me here” (I,v,v40), di quella volontà di essere privata della sua femminilità e di essere riempita di crudeltà. Il personaggio è analizzato con cura da Salvo che la vede come moderna donna di potere, nevrotica, bulimica, disinvolta. Ad interpretare la sua parte è Melania Giglio che appare un po' sopra le righe rispetto agli altri attori. Urla come un'ossessa, si avvale di intonazioni esasperate, e non fa emergere a dovere la complessità e le contraddizioni del personaggio.


Impeccabile, invece, l'interpretazione di Macbeth di Graziano Piazza che esprime a tutto tondo l'impervio cammino del regicida nel tunnel della sua follia assassina. Macbeth, subito dopo l'uccisione di Duncan, perde il sonno, divorato dal senso di colpa e terrorizzato dall'idea di essere scoperto. Il potere non lo rende felice. Anzi. Soffre di allucinazioni (il coltello, il fantasma di Banquo), si sente in costante pericolo e diviene preda di una sorta di pazzia incontenibile. Uccide la moglie e i bambini di Macduff senza battere ciglio. Piazza pronuncia un terzo dei versi della intera tragedia, modulando la voce in modo da mettere in risalto il progressivo cambiamento di Macbeth in una macchina di morte, completamente priva di sentimenti umani. Bravi tutti gli altri attori, costretti a un vero tour de force, Alcuni di loro interpretano due o anche tre parti

Spettacolo da vedere, sebbene qualche taglio di scene aggiuntive avrebbe giovato all'insieme.

 

Scheda tecnica

Macbeth di William Shakespeare, traduzione e adattamento di Daniele Salvo. 
Scene: Fabiana Di Marco. Costumi: Daniele Gelsi. Musiche: Marco Podda. Maestro d'armi, combattimenti: Antonio Bertusi.
Con Alessandro Albertin, Antonio Bertusi, Simona Ciampi, Martino Duane, Caterina Fontana, Giulia Galiani, Gabrio Gentilini, Melania Giglio, Massimiliano Giovanetti, Francesco Iaia, Mària Francesca, Alberto Mariotti, Alessandro Marmorini, Matteo Milani, Marta Nuti, Riccardo Parravicini, Graziano Piazza, Silvia Pietta, Carlo Valli, Gabriele Crisafulli, Lorenzo Iacuzio, Roberto Marra.
Regia di Daniele Salvo.
Assistenti alla regia: Raffaele latagliata, Matteo Fiori.

Visto al Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti l'11 settembre 2022.

 

 

 

 

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie