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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Circe. L'origine


 

La figura mitologica di Circe è stata sempre considerata da un punto di vista maschile. Dea, maga, femme fatal, è stata per secoli dipinta o raccontata come una donna pericolosa, seducente e perversamente incline a trasformare gli esseri umani in bestie o in mostri. Come nel caso di Scilla, sua rivale in amore, che divenne, attraverso l'uso dei suoi farmaka, il mostro marino a cinque teste che fronteggia pericolosamente Cariddi,

Il monologo narrativo Circe. L'origine, scritto da Alessandra Fallucchi, che ne è anche l'interprete, e da Marcella Favilla, che ne cura la regia, è forse il primo spettacolo teatrale in cui Circe si racconta per quello che è, una donna intelligente e ironica, condannata alla solitudine, sofferente ma anche autonoma e in cerca di un uomo in grado di stabilire un rapporto alla pari con lei. In due parole, una donna di oggi.

Le autrici hanno consultato fonti antiche (l'Odissea e la Teogonia di Esiodo) e soprattutto fonti contemporanee, lo splendido romanzo Circe di Madeline Miller, pubblicato nel 2018 e tradotto in italiano da Marinella Magri nello stesso anno, è una fonte d'ispirazione primaria insieme al poemetto in prima persona Circe/Fango della scrittrice e poetessa canadese Margaret Artwood. Le due autrici possono essere accomunate dal loro intento di liberare Circe dalle stereotipie maschili e di esaminare il personaggio controverso da un punto di vista psicologico. Ne risulta una donna che non teme le avversità e accoglie la vita in tutta la sua meravigliosa imperfezione.

Tutto questo riemerge con forza nello spettacolo di Fallucchi e Favilla, andato in scena in prima assoluta nella Chiesa di San Nicola, nell'ambito di Appia Mito.

Le autrici hanno assemblato e citato parti delle fonti in un monologo diegetico di un certo impatto, sia per l'argomento che per la buona qualità della performance dell'attrice, ma che tuttavia rispetta un po' troppo l'ordine cronologico delle vicende, evitando quei flashback e flashforward che avrebbero reso il testo più dinamico dal punto di vista teatrale. La cornice, è vero, ha una struttura circolare. Inizia con un accenno all'arrivo delle navi di Ulisse e termina con loro dipartita,

Ma il racconto vero e proprio inizia con la nascita e l'infanzia infelice di Circe. Figlia del dio Helios e della naiade Perseide, viene subito rifiutata dai genitori che la considerano brutta. La monotonia della solitudine viene infranta dalla nascita dei fratelli e delle sorelle, Ete (padre di Medea), Pasifae (moglie di Minosse) e Perse. Una prova della sua infinita dolcezza è data dai modi teneramente materni con cui si prende cura del neonato Ete. Ma le arti magiche che dimostra di possedere convincono il padre a esiliarla a Eea, un' isola lontana e deserta. Il luogo è impervio, ma lei se la cava. Sola, come sempre, impara ad affrontare qualsiasi difficoltà. Vorrebbe liberarsi della mitologia e vorrebbe un uomo scampato da tanta dietrologia, in fondo è solo una donna che ha bisogno d'amore e che è capace di darne.

L'eros è un filo tematico importante nel ritratto di questa Circe molto passionale, ma mai succube delle voglie maschili. Sull'isola sbarcano uomini e dei. Da donna libera quale è fa l'amore allegramente con Hermes che penetra il suo corpo ma non la sua anima, Poi giunge Glauco con il quale l'amore è più appagante perché lo ama, e infine Ulisse. Uno dei suoi uomini la stupra e lei li trasforma tutti in maiali semplicemente per difendersi. In seguito li ritrasforma in uomini e stringe una relazione assolutamente alla pari e lunga un anno con l'eroe Acheo al quale si rivolge come uomo a uomo. La fine è nota a tutti e coincide con quella dello spettacolo.

La scena è molto semplice, costellata da grandi vasi, ognuno dei quali contiene qualche simbolo di Circe. Più in avanti una scaletta dove sale o dove si adagia non senza ironia durante gli amplessi. L'attrice indossa un bellissimo abito tra il giallo chiaro e il beige, con un lungo velo sul dietro che può coprirle il viso se spostato in avanti e che usa festosamente quando danza,

Il suo racconto è chiosato da stacchi musicali di August Wilhelman e dei Massive Attacks. A intervalli regolari e preceduti da una luce bluastra sullo sfondo e ai lati, ritornano playback microfonati che ci rivelano la voce della coscienza di questa moderna Circe, vista attraverso le lenti delle donne.

 

Scheda tecnica

Circe. L'Origine, di Fallucchi /Favilla. Con Alessandra Fallucci, regia di Marcella Favilla. 
Produzione AC Zercalo.
Foto di Manuela Giusto per gentile concessione di Maresa Palmacci, responsabile dell'Ufficio Stampa. 
Visto in prima assoluta nella Chiesa di Sa Nicola, nell'ambito della Rassegna Mito Appia, il 30 giugno 2022.

 

 

 

 

 

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