Abbiamo 720 visitatori online
Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.
Fogli e Parole d'Arte
non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'articolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".
- Nuova informativa sui cookie -
E' uno spettacolo abrasivo e sconcertante l'Ifigenia in Cardiff del drammaturgo gallese Gary Owen, andato in scena nella chiesa sconsacrata di San Nicola, nell'ambito del Festival Appia Mito.
La regia di Valter Malosti non lascia spazio a elementi visivi e lavora soprattutto sul ritmo agilissimo e battente dell'azione scenica e sui movimenti prosciugati ma ossessivi della impareggiabile Roberta Caronia che si è aggiudicata il XIII Premio Virginia Reiter proprio per l'interpretazione di questo dramma. Di questo lungo monologo interiore plurilinguistico dove, oltre a vomitare la sua storia personale, fa la voce di tutti coloro che la circondano, utilizzando cadenze dialettali diverse per ciascuno di loro.

Il palcoscenico montato all'altezza dell'abside della chiesa senza copertura è quasi vuoto forse per rimandare alla solitudine interiore della giovane donna. Compare soltanto una lavagnetta verticale dove Effie scrive col gesso i numeri delle stazioni del suo calvario. Indossa una canottiera rosso scuro e un paio di pantaloni neri abbastanza larghi per permetterle di girarsi e rigirarsi agilmente al cospetto del pubblico.
Ma chi è questa moderna Ifigenia?
Effie è la vittima sacrificale di un sistema sociale che non si occupa affatto dei poveri e degli emarginati. Vive a Splott, un sobborgo a sud di Cardiff, fitto di palazzi grigi e inospitali, privo di servizi di assistenza per gli abitanti. Viene in mente Scampia a Napoli, ma di ghetti simili è pieno il mondo e la sorte di Effie si carica di un valore universale.
Sboccata e perennemente ubriaca, Effie convive con l'amica Leanne e sopravvive anche grazie a qualche spicciolo che le allunga la nonna. Di fatto si prostituisce quando le capita e spesso passa le giornate a letto per smaltire le sbornie delle sere precedenti. Frequenta sempre pub di zona dove beve litri di alcolici, inabissando in un mare etilico tutto il suo male di vivere. Il suo fidanzato Sacha, che dalla cadenza sembra provenire da un paese slavo, è un idiota totale, buono e anche generoso, ma assolutamente incapace di trasmetterle amore durante gli amplessi che la lasciano totalmente insoddisfatta.
Il linguaggio è tagliente, sprezzante e volgare. Effie le sputa in faccia le sue parole, soprattutto quando è particolarmente arrabbiata. I suoi stati d'animo sono mutevoli e l'attrice scivola abilmente dall'uno all'altro. Quando incontra Mark, un reduce dalla guerra in Afghanistan, lo abborda in modo molto seduttivo e trascorrono una notte insieme che finalmente non la fa più sentire sola. Effie addolcisce i suoi toni, ma quando si accorge che il reduce l'ha sbolognata, riparte in quarta con la sua aggressività provocata, in questo caso, dal dolore estremo dell'abbandono.
Nonostante tutto, quando si accorge di essere rimasta incinta decide di tenere la bambina. Purtroppo la perde a causa della malasanità. Vuole denunciare l'ospedale privo della sala di terapia intensiva che la costringe ad andare altrove con un'ambulanza che sbanda nella neve. Ma alla fine rinuncia alla causa per far sì che l'ospedale non rischi di dar via soldi utili per tutta la comunità intera.

E' proprio a questo punto che Effie si avvicina alla Ifigenia euripidea che accetta di essere sacrificata dal padre Agamennone per calmare le acque del mare e permettere ai Greci di salpare verso Troia. Insomma, per il bene del suo paese.
Ma il testo di Owen, tradotto per l'occasione da Valentina De Simone, è soprattutto una feroce denuncia politica e sociale, un attacco sferrato contro una politica dell'austerity che stringe la morsa sempre sulla povera gente. Oggi, dopo due anni di pandemia e le conseguenze nefaste della guerra in Ucraina, l'accusa velenosa di Owen arriva al pubblico in maniera più diretta. Specialmente in virtù dell'intensa prova di attrice di Roberta Coronia che riesce a emozionare il pubblico in profondità.
Scheda tecnica
Ifigenia in Cardiff, di Gary Owen. Traduzione di Valentina De Simone.
Con Roberta Caronia. Regia di Valter Malosti. Produzione Teatro di Dioniso.
Foto di scena tratte dal comunicato stampa.