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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Cartoline da casa mia, di Antonio Mocciola

 

E' andato in scena all'Off/Off Teatro di Roma il breve ma intensissimo monologo di Antonio Mocciola, Cartoline da casa mia, per la impeccabile interpretazione del giovane attore Bruno Petrosino. La forza dello spettacolo deriva tutta dalla sua drammaturgia vocale e dalla sua strabiliante coreografia corporea,

La scena è vuota. Un nastro adesivo delimita i lati del ring dove Fosco combatte la sua battaglia con se stesso e con la realtà esterna. Il gioco di luci rosse, bianche e blu e la musica che spazia dall'adagietto della quinta sinfonia di Mahler a Franco Battiato, rafforzano i significati dei suoi movimenti in scena.

Fosco è un ragazzone poco cresciuto che da ben due dei suoi tumultuosi ventisei anni vive recluso nella sua stanza. E' completamente nudo, felice di esserlo, perché si sente finalmente libero dagli sguardi giudicanti degli altri. I genitori gli passano i pasti attraverso un'apposita feritoia aperta in basso sulla porta, la stessa che gli permette di parlare con un fantomatico psicoanalista che forse esiste solo nella sua immaginazione.

Molto del fascino del testo deriva proprio dai vuoti da colmare, volutamente lasciati all'interpretazione degli spettatori. Fosco dice e disdice, racconta bugie che andrebbero scovate per capire fino in fondo la sua scelta radicale di fuggire dalla realtà esterna.

Fa pensare ai hikikomori giapponesi che si isolano dal mondo restando al chiuso delle loro case per mesi e anche per anni. Pare ce ne siano più di 500.000, quasi tutti maschi, di un' età compresa tra i 15 e i 35 anni, Vivono tutti in assoluta solitudine, attaccati alla realtà virtuale dei social media. Il fenomeno, purtroppo, sta dilagando anche in Italia, ponendo inquietanti interrogativi di natura anche sociale.

 

Ma Fosco non ha il computer e dice di comunicare con gli altri mandando cartoline che forse tracciano le tappe dolorose del suo cammino dentro se stesso.

All'inizio appare accovacciato di schiena mentre abbraccia il suo corpo come per difendersi dalla sofferenza di stare al mondo. Con un balzo repentino si alza e si rigira verso il pubblico. La sua nudità esprime la verità del suo essere e tutta la sua vulnerabilità, Sulle prime può colpire e forse anche offendere la sensibilità di certi spettatori, ma poi non ci si fa più caso. Quel che prevale è la complessità del suo racconto e l'infinita varietà dei suoi stati d'animo che saltano da un narcisistico auto-compiangimento a un fermo desiderio di sfida. Fosco è scisso da sé, tremendamente solo, tenero e a volte ingenuo, rabbioso, provocatorio e spesso anche polemico.

Per prima cosa scrive sul pavimento dell'abuso sessuale da parte del fratello gemello, subito nella sua primissima infanzia. Ha provato sgomento, ma lo vorrebbe rifare. Parla del disamore della madre che voleva sempre coprire le sue nudità insegnandogli così a vergognarsi del suo corpo, un corpo perennemente sudato che nel tempo non diventa irsuto come avrebbe voluto. Fragilissimo e incapace di difendersi, è stato vittima di atti di bullismo a scuola e si è sentito deriso durante la visita per il servizio militare. Di certo soffre e ha sofferto tantissimo e ripercorre la genesi della sua omosessualità con un dolore che, quando le parole non bastano, si materializza in una sorta di acrobatismo corporeo di forte impatto visivo. Petrosino si contorce, vola in aria, ricade, si rialza, si fa male, spicca balzi felini quando giungono i pasti che divora con foga, balla con incalzante energia sulle note di una musica tecno assordante e la sua voglia di libertà sembra quasi esplodere sotto la luce stroboscopica.

I suoi sguardi mutevoli e luminosi sono grafemi delle sue battaglie interiori, delle sue frustrazioni insanabili, della sua rabbia adulta, delle sue illusioni, Le sue parole risuonano in tutto il suo corpo che spesso sbugiarda le sue stesse asserzioni di felicità e le sue rivalse.

La fine coincide con l'inizio. Fosco chiama suo fratello e dice "esco io ". Possiamo credergli? Purtroppo no.

La performance è di alto livello e merita tutti gli applausi scroscianti degli spettatori.

 

Scheda tecnica

Cartoline da casa mia di Antonio Mocciola.
Con Bruno Petrosino.

Produzione: Alessandro Vitiello Home Gallery. Visto all'Off/Off teatro il 26 aprile 2022.

 

 

 

 

 

 

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