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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Catarina e a beleza de matar fascistas, scritto e diretto da Tiago Rodriguez

 


Ha debuttato in prima nazionale, al Teatro Argentina di Roma, l'ultimo lavoro del pluripremiato drammaturgo e regista portoghese Tiago Rodriguez.
Catarina e a beleza de matar fascistas ha avuto una lunga gestazione, iniziato una settimana prima della pandemia, è stato pensato e ripensato più volte, provato e riprovato quando il Teatro Nacional D. Maria II di Lisbona ha riaperto finalmente i battenti. Tiago Rodriguez, che di questo teatro è anche il direttore, lavora sull'improvvisazione degli attori con i quali instaura un rapporto di totale e assoluta collaborazione, e i risultati si vedono tutti.

Lo spettacolo è potente, coinvolgente e recitato in modo impeccabile, i dialoghi si susseguono molto velocemente e la regia galoppa senza indugi per centonovanta minuti che non stancano l'attenzione del pubblico. Perché si pongono interrogativi che riguardano tutti da vicino e ai quali Rodriguez non lascia risposta, interrogativi sulle conseguenze sociali e politiche della pandemia che ha indebolito speranze future e il senso stesso di appartenenza a una comunità. Ricorrono domande implicite sulla recessione economica e sulla politica dei partiti populisti di destra che spadroneggiano in Europa e anche altrove.

Ambientato nel 2028, lo spettacolo racconta di una famiglia che ogni anno si riunisce in una casetta di campagna vicino a Balezão, un paesetto rurale nel sud del Portogallo, per ammazzare un fascista in memoria dell'uccisione della bracciante Catarina Euféma, avvenuta durante la dittatura di António Oliveira Salazar, nel 1954.
Diversamente dalla tragedia greca, questo rito sacrificale compiuto per vendetta non ha la funzione di cementare la piccola comunità della famiglia che, nella sua evidente disgregazione, è chiara metafora del mondo di oggi.

 

 

 

In tutto sono otto e si chiamano tutti Catarina, uomini e donne, giovinetti e giovinette. Indossano i meravigliosi costumi contadineschi di José António Tenente. Parlano tanto e con gran foga, al punto che ogni voce sembra voler sopraffare l'altra, un vero torrente in piena di dialoghi che può mettere in difficoltà chi si avvale dei sottotitoli in italiano, raccontano della loro vita, parlano di alimentazione vegana, di parità di genere, di omofobia e di tanto altro ancora. Ogni tanto qualcuno cita aforismi di Brecht per sottolineare la natura metateatrale della pièce.

La scena sobria e funzionale di F. Ribeiro mostra una casa in legno con un albero di sughero dentro, le pareti modulari possono essere rigirate su se stesse per creare l'effetto dell'interno, un lungo tavolo da pranzo occupa la zona anteriore,

Nessun elemento visivo dà un tocco bucolico alla scena di campagna, e neppure i canti tradizionali che ogni tanto si intonano. Da oltre settanta anni qui ci si riunisce soltanto per compiere un omicidio.

Una volta raggiunti i ventisei anni, tocca a tutti. Questa volta però la ragazza designata a far fuori il fascista di turno si rifiuta di sparare, provocando le ire furibonde della madre, scena memorabile che dimostra, qui come altrove, la straordinaria capacità di Rodriguez di amalgamare tragico e comico, verosimile e irreale.

La decisione della ragazza pone inevitabili interrogativi, cosa è un fascista? Si può giungere a uccidere un uomo per salvaguardare la democrazia? C'è posto per la violenza nella battaglia per un mondo migliore? E' moralmente accettabile ammazzare qualcuno per combattere l'autoritarismo populista prevalente in questi anni bui?

Nottetempo, mentre tutta la famiglia dorme, appare amleticamente il fantasma della contadina Catarina Eufémia uccisa durante la dittatura. Vuole parlare con il fascista di oggi ma, più che a una discussione, si assiste a un comizio di un populista nazionalista della Nuova Destra. Come molti suoi simili, difende gli interessi dell'uomo comune in contrasto con le istituzioni. Critica l'egualitarismo, il multiculturalismo, la globalizzazione e lo fa con una insistenza davvero insopportabile. Dopo quasi quindici minuti di propaganda politica, viene da chiedersi se la democrazia di sinistra, appiattita da un diffuso centrismo, riuscirà mai a operare in modo costruttivo in questo lunghissimo periodo di crisi mondiale, centuplicato dalla guerra che Rodrieguez, forse, non aveva previsto.

 

 

Scheda tecnica

Catarina e a beleza de matar fascistas, testo e regia di Tiago Rodriguez.

Scenografie: F. Ribeiro. Costumi: José António Tenente. Musiche originali: Pedro Costa. Luci: Nuno Meira. Suono: Pedro Costa. Assistente alla regia: Margarida Bak Gordon. Traduzione: Daniel Hahn (Inglese), Thomas Resendes ( Francese). Direzione tecnica: Rui Simão.

Con Isabel Abreu, Romeu Costa, António Fonseca, Pedro Gil, Sara Barros Leitão , Beatriz Maia, Marco Mendonҫa, Rui M. Silva.

Produzione, Teatro National D. Maria II. Coproduzione: Wiener Festwochen, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Théậtre-delaCité, CDN Touluse Occitanie &Théậtre Garonne Scène européenne Toulouse, Festival d'Automne à Paris & Théậtre des Bouffes du Nord, Théậtre de Liege, Teatro di Roma, Teatro nazionale, Hrvatsko Narodno Kazaliște, Comédie de Caen, Maison de la Cultured'Amiens, BIT Tea-tergarasjen, Le Trident, Scène nationale de Cherbourg-en-Cotentin, Teatre Lliure, Centro Cultural Vila Flor, O Espaçe Tempo. Creazione 2020.

Visto al Teatro Argentina di Roma nell'aprile 2022

 

 

 

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