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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Sonata per schegge ed ironia

 

Fiammeggiante attorta perversa attonita sfiancata ribelle e maledicente. Ironica e terribilmente libera e orgogliosa, le braccia che si aprono e danzano, si abbracciano, si contorcono appese a catene e corde, nel buio che si accende e spegne. Pochi colori – il nero, il rosso, il bianco, il verde - e pochi nudi oggetti di scena, perché nella scena nuda campeggia lei, invadente, Morena Rastelli, strega che ci  strega e ci investe: racconta, colpisce, fa ridere, accende silenzi dolenti, reggendo alla grande un monologo di un’ora e mezza.

Così in Malleusmaleficarum (Roma, Fortezza est – 10-12.3.2022) la brava attrice monta una sintesi di tutte le tesi più note del femminismo degli ultimi cinquant’anni. Sacerdotessa di una verità stranota, ma che non guasta ricordare e raccontare, nell’epoca di una generazione da tempo in riflusso smemore da social, dove il femminicidio scandalizza ed emoziona senza che sia veramente attivo un profondo passaggio del testimone per ciò che attiene alla teoria, e una coscienza reale del percorso ancora da fare. L’unica pecca forse, nell’impianto teorico del testo sta nell’ascrivere tutto il male maschilista al maschilismo sessuofobico cristiano, mitizzando un mondo precristiano e politeista ipoteticamente aderente alla totalità vitale della natura. Vero è infatti che in alcune divinita e in alcuni riti misterici veniva riverito il potere del ‘femminile’, ma non è che questo producesse nel sociale una bella e libera condizione della donna, anche allora vittima di parecchi stereotipi, come attestano la guerra di Troia e gli infiniti corollari esplicitati nelle tragedie greche. Ma questo è l’assunto del testo scritto e recitato dall’attrice, ed in conformità a questa idea la scena si apre con l’aria ‘Casta diva’, dove il rito impone il sacrificio dell’amore.

Il testo va per gradi. Prima espone le tesi sulla demonizzazione delle donne da parte del potere cristiano, per esorcizzare il loro contatto con la vita e l’eros.

E’ la base del titolo. Le donne – che in realtà facevano da medici levatrici psicanalisti maghe -  vengono a tal punto (per paura del loro potere) codificate come streghe, che l’Inquisizione per armare meglio i suoi processi proto-stalinisti, per mano di un tedesco, edita un manuale processuale, il Malleus appunto (1487), manuale di sospetto tortura ed addirittura stupro. Sì, perché l’unico momento in cui l’attrice non è donna in scena è quando interpreta con accenti comico caricaturali, quasi burattineschi, il monaco inquisitore, che stupra la donna per scacciarne  il seme del demonio.

Finito il cristianesimo tuttavia è la volta prima del perbenismo borghese e poi degli imbrogli neocapitalistici e consumisti della donna oggetto (il mercato del piacere e del narcisismo).

C’è quindi sia l’elenco dei ruoli della moglie-madre-schiava, che sopporta e tace (elenco seguito da un monologo-dialogo immaginario pietoso con la loro muta sofferenza pensante); sia lo sfottò della donna che deve essere bella – salvo poi colpevole e stupranda – e che di tutti gli stereotipi imposti dall’uomo diventa ventriloquo, odiando le poche che si sottraggono.

Rinascere uomo dunque ? E’ più facile ? Ovviamente no. E via all’elenco dei controstereotipi in cui il suo ruolo lo imprigiona. Meglio noi donne che - come insegna il femminismo più smargiasso – siamo potenti e pluriorgasmatiche, cosa che terrorizza e frustra il maschio. La donna è la vita !

Sia pure con qualche dubbio di contro-stereotipo ideologico, non si può che aderire. Vittime tutti di stupidi violenti pervasivi castranti stereotipi di ruolo, e della paura della vita. E le donne sono destinate a vincere. E sarà una vittoria bella per tutti.

E’ chiaro tuttavia che il testo non ha personaggi né una dinamica interna di contrasto e contraddizioni, se non lievemente, talvolta, nell’altalena tra autocolpevolizzazione e rabbioso scatto ribelle.

E’ teatro-racconto – come in Marco Paolini – teatro denuncia, teatro manifesto.



E forte è il rischio dell’urlato e della pedagogia. Può reggere solo – ed in effetti regge alla grande – per doti musicali, di ritmo e variazione. Morena infatti è abile a subitanei e continui mutamenti di tono, tra rabbia ironia sofferenza martire comiche cabarettistiche. In particolare interessante in tal senso, e cabarettistico – una dote della sua scrittura – è il montaggio ironico poetico del testo, dove il tragico si muta in sfottò beffardo per la velocità di dizione da slam poetry con cui viene letto, e per le catene foniche che – accumulandosi – creano una sottile irrisione e corrosione ‘in rima’.

Così abbiamo “donna grembo fatti in gamba”.

Oppure, “lui sospetta barcolla controlla”. Oppure ancora, sull’assurdo e l’allitterazione,  “a pelle a pelle ... Apollo figlio di Apelle fece una palla di pelle di pollo  ... Che palle !! ... essere donna ? Essere tale è un lusso letale”.

Ritmo del testo, polifonia di toni vocali.

Resta di fondo l’unità di una continua tensione, a onde, tra attonita immobilità, scatti ferini e torsioni di dolore. Perché la Rastelli – come accennavamo all’inizio – usa bene il vuoto scenico scandito da poche luci, e gli oggetti, strumenti d’appoggio ad un sapiente uso di corpo e gestualità.

Così all’inizio, nel buio, solo un cesto verde fosforescente le permette tutta una danza di luci, mentre all’aria ‘Casta diva’  segue un coro di chiesa.

Ne cava dei ceri rossi, se li porta al petto, poi li muove ad ali, poi si inginocchia e li ripone nel cesto, da cui esce una pioggia di luci colorate verso il soffitto, a cui lei tende braccia danzanti verso una sfera bianca.

Oppure .. pulsa di luce bianca un manichino a sinistra – il femminile vittima e raggelato – mentre il monaco conciona, a destra. Oppure si attorce su un cubo nero, nero vestita, con scarpe e guanti rossi. Si protende, vi monta in piedi, vi si arrovescia.

E ancora .. usa corde e catene, per tendersi, appendersi, impiccarsi.

Usa cioè bene gli oggetti come aggancio al movimento. E la tensione balza per controcanto di ribellione all’immobilità della prigionia sociale.

Lo spettacolo non ha un vero crescendo, ma va a onde, e sistole e diastole, e si apre e chiude a cerchio, in apertura e chiusura, nel trionfante orgoglio di strega.

L’impatto è garantito, e il pubblico acconsente.

 

 

Scheda tecnica

Malleusmaleficarum, testo e regia di Morena Rastelli.

Con Morena Rastelli

Roma, Teatro Fortezza Est, 10 – 12 marzo 2022

 

 

 

 

 

 

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