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1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Ritorna al Teatro Off/Off il grande attore e impareggiabile chansonnier Gianni De Feo, interprete e regista di Bambola-La strada di Nicola. Il testo è stato scritto su misura per lui da Paolo Vanacore, con le musiche di Alessandro Panattieri,
Si tratta ancora una volta di una pièce di teatro-canzone dove la musica si fa strumento drammaturgico e non semplicemente intermezzo vacuo all'interno dello spettacolo.
Bambola è un amalgama coeso di linguaggi che si legano insieme creando momenti di incantevole sinestesia. La performance ha infatti una dimensione multisensoriale dove la scena e le luci di di Roberto Rinaldi sostengono e rafforzano i plurimi significati del testo.


Sul palcoscenico troneggia un albero di cartone rosso, con alcuni rami recisi e delle lucine che ricordano al protagonista Nicola l'amore dolcissimo che suo padre provava per lui. Più in avanti, sparsi qua e là, dei grandi contenitori dipinti che mostrano immagini circensi. Racchiudono le cose del teatro, i vari costumi che l'attore dovrà indossare, cambiandosi ben quattro volte nell'arco dello spettacolo breve e un po' metateatrale.
L'attore appare in scena vestito da dandy e si imbatte in una disquisizione sul caso e sul destino, Ne siamo vittime o ci è dato costruire la nostra sorte? Di fatto, Nicola sembra scegliere di essere un individuo duale, uomo e donna, padre e madre, realtà e sogno allo stesso tempo.
Sulle prime decide di diventare Bambola, una prostituta di periferia, e mentre indossa i costumi femminili e si mette il rossetto, racconta la sua infanzia nel pieno degli Anni Sessanta. Quando rimase incinta, sua madre voleva una femmina e non è stata mai tanto affettuosa con lui, faceva la sarta e mentre cuciva vestiti per due soldi nella sua casa in un quartiere povero di Roma, dava sfogo al suo femminismo e dava voce al suo diritto alla libertà. Lo chiamò Nicola in onore di Nicoletta Strambelli, alias Patty Pravo, che in quegli anni cantava e simboleggiava la liberazione sessuale e la contestazione giovanile contro i valori della borghesia. In questo modo la storia personale di Nicola si incastra con quella dei cambiamenti sociali di allora.
Bambola batte per strada in compagnia dell'amica Regina che le tiene il posto quando si allontana con Giovanni, il cliente gentile che diventa il suo grande amore. I suoi racconti si ammantano di un sentimentalismo kitsch che ben si addice alla sua semplicità. Una certa dose di umorismo che si esplica quando lei dà le istruzioni stradali all'amato cliente, bilancia il tono un po' melodrammatico delle sue illusioni. Tra una storia e l'altra, l'attore canta le canzoni di Patty Pravo, da Il giardino dell'amore a Se perdo te. Quest'ultima coincide con l'inevitabile fine dell'amore tra prostituta e cliente sposato, ma anche le altre fungono sempre da commenti e appendici alle vicende di Bambola. Incantano l'estensione vocale e le variazioni timbriche di De Feo che riesce, inoltre, a finire la canzone nell'esatto momento in cui termina la musica. Qualità che contribuisce non poco ad accelerare il ritmo della regia.
La storia di Bambola non è affatto scontata come potrebbe sembrare. Verso la fine viene svelata una realtà inaspettata che riesce a superare i limiti della vicenda narrata, ponendo domande esistenziali sulla natura dell'identità, quella più vera che ciascuno di noi possiede e che spesso tende a ripudiare.
Scheda tecnica
Bambola – La strada di Nicola, diretto e interpretato da Gianni De Feo, testo di Paolo Vanacore, direzione musicale di Alessandro Panattieri, scene e costumi di Roberto Rinaldi, aiuto regia Chiara Sanvitale, foto e grafica di Manuela Giusto.
Una produzione Florian Metateatro.
Visto al Teatro Off/ Off di Roma il 4 marzo2022.