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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

The Spank di Hanif Kureishi con Filippo Dini e Valerio Binasco

 

 

 

Il grande scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi se ne sta seduto in mezzo al pubblico del Teatro Parioli di Roma per assistere alla rappresentazione della sua ultima pièce The Spank, interpretata da Valerio Binasco e da Filippo Dini, che ne cura anche la regia. Sorride e appare molto soddisfatto della performance anche se non capisce una parola di italiano, perché la strepitosa prova degli attori ha tradotto il suo testo attraverso i ritmi perfetti dei dialoghi, le variazioni delle tonalità e ovviamente la gestualità che dà corpo alle parole.

Appare molto umile nonostante sia uno dei più stimati scrittori inglesi dei nostri tempi. Ha scritto romanzi di successo (The Buddha of suburbia, The black album, Intimacy, solo per citarne alcuni), sceneggiature (My beautiful laundrette e Summy and Rosie get laid, per i film omonimi di S. Frears) e testi teatrali (Outrkirts, Borderline, Birds of the night). Le sue opere raccontano con precisione e leggerezza le dinamiche dei rapporti umani negli ambiti sociali inglesi determinati dalla politica neoliberista di Margaret Thatcher prima, e da quella che lui definisce " disastrosa " di Boris Johnson, poi. Il suo sguardo è quello di un figlio di immigrati, come lo sono i protagonisti di The Spank, Sonny (Valerio Binasco) e Vargas (Filippo Dini).

In linea con la tradizione britannica, quella di Kureishi è una drammaturgia della parola, una parola capace di dar forma e corpo anche a personaggi che non appaiono in scena. Ma, da grande uomo di teatro quale è, egli sa che la messinscena è il risultato di un lavoro collettivo e che tutto può essere modificato per la riuscita di un buon coinvolgimento del pubblico. In una intervista presente nel programma di sala, Filippo Dini racconta alla traduttrice del testo, Monica Capuani, la disponibilità dell'autore a cambiare parti del testo, a rendere più comprensibili stralci di dialogo. E i cambiamenti sono stati attuati, trasformando il dramma in un racconto fatto dal personaggio di Vargas.

Quando lo spettacolo ha inizio, la scena è interamente occupata da sottili teli di plastica impolverati utilizzati per la ristrutturazione del pub Spankies che i due amici avevano soprannominato affettuosamente Spank , ovvero " la sculacciata". Per anni si sono incontrati in quel locale a fine giornata per parlare del più e del meno tra una pinta di birra e l'altra. Ma ora la loro amicizia è finita.

Vargas entra in scena con l'ombrello in mano mentre fuori piove a dirotto. E' molto addolorato per la separazione dall'amico e si chiede "dove èfinita la normalità?". La pièce che segue è un lungo déjà vu dei tempi andati. I teli di plastica vengono rimossi e appare la suggestiva scena di Laura Benzi occupata da sgabelli e divani color ocra e bordeaux e ovviamente dal bancone con sopra bicchieri e bottiglie. Al posto delle finestre ci sono degli specchi e sulla destra una piccola rampa di scale che porta fuori.

Arrivano puntuali Vargas e Sonny di ritorno dal lavoro. Sono due inglesi di prima generazioni che si sono fatti una posizione. Vargas fa il farmacista, Sonny ha uno studio dentistico. I due uomini di mezza età sono amici molto intimi e le loro reciproche famiglie si conoscono. Parlano di lavoro, della vita, dei figli. Sbevazzano, ridono e scherzano. Ma questa distensione, sorretta da un'apparente complicità, si incrina quando Sonny confida all'amico di avere una relazione extraconiugale. Vargas va su tutte le furie e lo dice a sua moglie che, a sua volta, lo riferisce alla moglie di Sonny. I figli lo vengono a sapere e si comportano da "neo-moralisti".

 

 

Insomma il tradimento non è il fulcro tematico della pièce, ma un fatto banale che scatena reazioni diverse e permette di mettere a fuoco la dinamica dei rapporti umani e il punto di vista dei personaggi, anche di quelli che non sono presenti in scena. Vargas crede nel matrimonio e confessa che la sua vita sarebbe "un lungo attacco di panico" senza sua moglie Nina. Ma in realtà è insoddisfatto della sua vita come lo è Sonny che, diversamente da lui, decide di spassarsela, infrangendo le presunte regole della middle class. Sua moglie Rachida, che non vediamo, non sembra minimamente scalfita dalla tresca del marito. E' una donna di successo che non ha neanche il tempo di raddrizzare la figlia ventottenne votata al fallimento. Non ha progetti né obbiettivi a medio termine come molti giovani di oggi. La sua reazione al peccatuccio del padre è a dir poco esagerata. Lo butta fuori casa, carica di odio. La moglie di Vargas, invece, è un'artista che non sembra tanto felice del suo matrimonio.

Dalla complicità che unisce i due amici si passa alle critiche reciproche, contrassegnate da pause, battute folgoranti e confronti serrati. Gradualmente i dialoghi si fanno più tesi e concitati, i silenzi si allungano e aumentano gli scatti e i gesti trattenuti. Dini e Binasco si confrontano in un corpo a corpo che toglie il fiato. Le scene si susseguono velocemente, separate l'una dall'altra da un buio, dalla musica dei Red Zeppelin o dei Rolling Stones e da brevi didascalie dette da Vargas.

Lo spaccato antropologico e sociale di una classe media disillusa, dove si vuole diventare sempre più ricchi (Sonny e Vargas si volevano mettere in affari) e dove i giovani non hanno futuro è ben delineato in tutta la sua complessità.
Non mancano momenti decisamente comici come l'invio di una foto oscena da parte di Sonny alla figlia invece che all'amante.

Lo spettacolo è assolutamente da non perdere. Ottima scelta, quella di Kureishi di far debuttare The Spank al Teatro Stabile di Torino e di affidarlo a registi e attori del calibro di Dini e Binasco.

 

Scheda tecnica

The Spank di Hanif Kureishi. Traduzione di Monca Capuani. Scene: Laura Benzi. Costumi: Katarina Vukcevic. Luci: Pasquale Mari. Musiche: Aleph Viola.

Con: Filippo Dini e Valerio Binasco.

Regia di Filippo Dini.

Aiuto regia: Carlo Orlando. Assistente alla regia: Giulia Odetto. Foto di scena: Luigi De Palma.
Visto al Teatro Parioli di Roma il 4 febbraio 2022.

Prima assoluta al Teatro Carignano di Torino l'11 maggio 2021.

 

 

 

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