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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Troiane da Euripide, per la regia di Andrea Chiodi

 

 

E' giunto anche a Roma, al Teatro Quirino, l'adattamento della splendida tragedia euripidea, scritto e tradotto da Angela Demattè e diretto da Andrea Chiodi. Il capolavoro greco viene fortemente amputato e, inevitabilmente, semplificato. Niente prologo in cielo con Poseidone e Atena, niente terzo episodio in cui Menelao affronta Elena. Tagli interni continui, riduzione dei monologhi e linguaggio cautamente modernizzato.

Il testo, messo in scena per la prima volta nel settembre del 2020, è completamente calato nella contemporaneità e, nelle intenzioni del regista e della drammaturga, legato al dramma della pandemia. Per fortuna questa associazione del dolore delle troiane sopravvissute a quello dell'umanità colpita dal Covid 19 si legge soltanto nelle note di regia e, ad oggi, non lo si percepisce nella rappresentazione.

A distanza di due anni, si può semmai allacciare lo spettacolo, essenziale e privo di retorica, alle tante guerre in atto e a quelle che probabilmente scoppieranno a breve. Il punto di vista è quello dei vinti, di vedove lasciate in balìa dei vincitori, povere donne costrette ad attraversare il mare per diventare schiave di chi ha potere. E " gli uomini ordineranno ancora di questi scempi ".

In scena ci sono pochi personaggi. Ecuba, Cassandra, Andromaca, Elena e Taltibio, che comunica alle donne i loro destini. I costumi di Ilaria Ariemme sono attualizzati come lo sono le scene di Matteo Petrucco. Le donne, con indosso semplici gonne lunghe o camicioni scuri, stetti in vita,sono chiuse in una stanza di appartamento molto sobria e semivuota. Sulla destra un tavolo con sedie, al centro un letto da ospedale e un gabinetto, a sinistra una poltrona rosa e un pouf con sopra un computer. Una ragazzona bella in carne, che poi si rivelerà essere Elena, se ne sta sprofondata davanti al pc, gioca con il cellulare, si fa dei selfie ,smozzica un lecca lecca a forma di cuore e osserva lo schermo con l'indifferenza che caratterizza quelli che seguono i telegiornali e i social in questi tempi.

Ecuba, interpretata da una intensa Elisabetta Pozzi, è la prima a parlare e la sua battuta d'inizio " Alza la testa " è un invito alla resilienza e al coraggio di andare avanti senza mai perdere la propria dignità. Non è più la regina di Troia distrutta dalle fiamme, il suo Priamo è stato ucciso come anche i suoi figli. Ma non si lamenta più di tanto e affronta il suo destino con forza. E' il punto di riferimento delle altre che attendono di conoscere il loro destino. Non sanno ancora di chi diventeranno schiave, ma Taltibio (Graziano Piazza) le avverte che la loro sorte sarà segnata da violenza e da soprusi. Poi, di volta in volta, comunica i risultati del sorteggio. Cassandra andrà ad Agamennone, Andromaca a Pirro, figlio di Achille, Polissena verrà immolata sulla tomba di Achille e, infine, Ecuba andrà a Ulisse.

Lo spettacolo, caratterizzato da un ritmo registico dinamico, fa seguire gli interventi in scena di Cassandra prima, poi di Ecuba e di Andromaca e infine di Elena.

Cassandra, interpretata da una convincente Federica Fracassi, esprime con forza il suo odio contro gli Achei. Un esasperato desiderio di vendetta attraversa il suo monologo. Vuole la morte di Agamennone e prevede la sua sorte una volta tornato da Clitemnestra. Nel suo delirio rabbioso, elenca tutti i mali che Ulisse dovrà affrontare prima di tornare a Itaca. Prevede stragi e afflizioni che riguardano anche il tempo presente. Dopo il racconto di Ecuba della sua dolorosa storia, interviene il coro in un modo a dir poco singolare. Sullo sfondo appaiono i volti di diverse donne e le loro parole scorrono a mo' di sottotitoli in italiano e in greco antico, nella parte alta e in quella bassa del video. Vengono subito in mente le teleconferenze su Skype o su Zoom. L'espediente registico non stona con il resto, anzi mette a confronto la percezione virtuale delle apparenze e quella reale e viva che offre invece il teatro.

L'episodio più toccante è l'uccisione di Astianatte, il figlioletto di Ettore e di Andromaca. Francesca Porrini interpreta la madre del piccolo innocente tenendo a bada la disperazione del suo personaggio. Non servono né grida né lamenti, perché sono i gesti e la mimica del volto a dar voce al suo dolore incommensurabile. Sono i fatti a parlare e perfino Taltibio sembra mosso da empatia.

Il motore dell'atroce uccisione è la paura che, una volta divenuto adulto, il figlio del grande Ettore potrebbe scatenare una guerra contro gli Achei per vendicare la sorte di suo padre e della sua città. Per questo viene bruciato nell'acido e lo scudo di Ettore che dovrebbe coprire il suo piccolo cadavere non è altro che un coperchio di un bidone per la spazzatura.

Alla fine, dopo un altro intervento del coro, vediamo il volto della ragazzona al computer sullo schermo. Si è imbellita e si è messa il rossetto. Si tratta di Elena interpretata da una vivace Alessia Spinelli. Ha il volto triste e tenta di discolparsi come può. Si difende dalle accuse di Ecuba e lascia immaginare l'uso mistificatorio che si fa della bellezza nel mondo di oggi dove l'immagine prevale sulla realtà.

Spettacolo breve ma ricco di idee, attori all'altezza dei loro personaggi ma la regia, nel complesso, manca un po' dell'equilibrio e dell'omogeneità che in genere caratterizzano il teatro di Andrea Chiodi.

 

Scheda tecnica

Troiane, da Euripide. 
Adattamento e traduzione di Angela Demattè. Scene: Matteo Patrucco. Costumi: Ilaria Ariemme. Musiche: Daniele D'Angelo.
Con: Graziano Piazza, Elisabetta Pozzi, Federica Fracassi, Francesca Porrini, Alessia Spinelli.
Regia di Andrea Chiodi.
Produzione:Centro Teatrale Bresciano.
Visto al Teatro Quirino di Roma il 20 gennaio 2022.

 

 

 

 

 

 

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