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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Vaudeville! Atti Unici da Eugène Labiche, di Roberto Rustioni

 

 

Era da tempo che non si vedeva il pubblico ridere a crepapelle a teatro. E' accaduto nella sala A del Teatro India di Roma durante la rappresentazione di Vaudeville!, ideato e diretto da Roberto Rustioni

Si tratta di tre atti unici estrapolati e riadattati dall'immensa produzione di Eugène Labiche, genio indiscusso del Vaudeville francese. Un genere comico che faceva divertire i borghesi di metà e fine '800 mettendoli difronte ai loro vizi e alle loro contraddizioni. Maestro arguto dell'equivoco, del malinteso, del ridicolo e di spassosissime catastrofi, Labiche ha prodotto feroci satire sociali e, sebbene molto legato al suo tempo, presenta riflessioni universali sull'assurdità della vita che ancora ci riguardano.

In collaborazione con Laura Bosco, Rustioni ha attualizzato il linguaggio e, in parte, anche le situazioni, dei testi originali presi in esame. Inoltre ha ridotto al massimo le canzonette tipiche del Vaudeville. Il risultato è a dir poco esilarante grazie a un cast di attori dotati di capacità comiche immediate e congeniali, come le ha definite lo stesso Rustioni che li ha diretti con libertà ma anche con estremo rigore. Li ha lasciati improvvisare e li ha spinti a comunicare con il pubblico in modo estremamente diretto, per non dire invadente. Spesso e volentieri i personaggi chiedono consigli e consensi agli spettatori. A volte fanno domande abbastanza private, del tipo " Lei è stato mai stato tradito?"oppure " Lei come si è sentita il primo giorno del suo matrimonio?". Il pubblico in genere ci sta, lasciandosi catapultare dentro le astruse storie dei personaggi.

 



Tempi e ritmi registici sono perfetti. Si passa da un atto unico all'altro in modo scorrevole e veloce anche grazie alla scenografia di Paolo Calafiore, costituita da tre moduli mobili che gli attori stessi dispongono in modo diverso al cambio delle scene. Il merito, inutile dirlo, va anche e, forse soprattutto, agli attori, tutti capaci di passare da un personaggio all'altro in un batter d'occhio.

Il primo atto unico si svolge in una casa misteriosa, con i mobili coperti da teli bianchi e una porta che non si può aprire. Anche la cameriera (una frizzantissima Laura Pozone) non sa cosa accada nell'appartamento dove lavora.

Con marcato dialetto partenopeo confida le sue paure al pubblico. Si definisce "la Shirley Temple dei quartieri spagnoli”e canta una canzone prima che entrino in scena i padroni. La storia, tutta basata sull'equivoco, assume le caratteristiche di un giallo ma si conclude con un divertentissimo colpo di scena. Non si capisce cosa leghi la bella signora (Francesca Astrei) al burbero padrone di casa (Paolo Faroni). Lei è fissata con lo yoga, i fiori di Bach e l'omeopatia tanto in voga in questi tempi. Ma, fisime a parte, quel che colpisce di più è il suo linguaggio storpiato e stralunato. In pratica, le parole che usa vengono divise a metà e le ultime sillabe vengono anteposte alle prime. Parla velocemente e parti dei suoi discorsi deliranti rischiano di sfuggire alla comprensione, ma l'effetto comico è assicurato. Qui, come negli altri due atti unici, il divertimento scaturisce non soltanto dai qui pro quo linguistici e dalla ricchezza dei dialetti, ma anche dalla gestualità curata al millimetro di tutti gli attori. Ogni personaggio è la caricatura di se stesso, ognuno ha un tic o è perseguitato da una qualche fissazione, ognuno è caratterizzato da un modo personalissimo di muoversi e di rapportarsi agli altri che scatena sempre la risata. Ma il tutto si manifesta senza mai scivolare nell'eccesso o nell'inverosimile.



Il secondo atto unico si svolge nella tenuta Miranda dove una certa Arianna (Laura Pozone) che lavora per l'Agenzia matrimoniale Tagatà, si dà un gran da fare perché tutto sia pronto per lo sposalizio di Emma (Francesca Astrei)) con il teutonico Sigrfried (Paolo Faroni). La donna gira come una trottola sulla scena, sfoggiando un generico accento toscano che contrasta con il marchigiano della povera nubenda. La ragazza non vuole sposare quel tedesco tutto d'un pezzo, ma suo padre (Loris Fabiani), appassionato di animali in via di estinzione, non vuole sentire ragioni. Abbondano metafore antimatrimoniali. Innumerevoli sono i lazzi e gli imprevedibili fraintendimenti in un singolare trionfo di ridicolaggini. La fine, come sempre, ci riserva un colpo di scena. Niente è uguale a ciò che appare." L'abito non fa l'intonaco ", come dice la giovane Emma.

L'ultimo atto è il più breve di tutti. Una scappatella notturna diventa il centro di un piccolo giallo. Un avvocato che ha sniffato troppa coca e uno scultore sono coinvolti nell'omicidio di una donna nel lago. Lo stivaletto leopardato addosso a uno dei due complica il pasticcio nel quale si sono cacciati.

Lo spettacolo è assolutamente riuscito e ha la forza di sovvertire le ipocrisie dei ruoli e delle relazioni sociali. Nonostante gli iperbolici meccanismi dell'equivoco e del malinteso, ciò che accade rimane attaccato alla vita e ognuno di noi può riconoscere nei personaggi il vicino di casa invadente, l'amico o l'amica gelosi, il conoscente disadattato, le persone piene di fissazioni e quelle che vogliono sembrare quello che non sono.

 

Scheda tecnica

Vaudeville! Atti Unici da Eugenè Labiche. 
Ideazione, drammaturgia e regia di Roberto Rustioni.
Dramaturg: Chiara Boscaro. Scene e luci: Paolo Calafiore. Costumi: Francesco Esposito. Musiche originali: Luca Nostro.
Con Francesca Astrei, Luca Carbone, Loris Fabiani, Paolo Faroni, Laura Pozone.
Assistente alla regia e alla drammaturgia: Ida Treggiani.
Un ringraziamento a Chiara La Ferlita.
Produzione: Fattore K, Teatro di Roma- Teatro Nazionale, Fondazione Campania Festival-Napoli Teatro Festival Italia.
Si ringraziano Olinda/Teatro la Cucina, La Confraternita del Chianti, Il Teatro Del Baratto.
Foto: Compagnia Campania Del Festival: Sabrina Cirillo Ag.Cubo.
Visto al Teatro India di Roma nel dicembre 2021.

 

 

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