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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Vaduccia, dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa

 

 

La Sala Mosaico è un grande corridoio situato subito fuori dalla sala del Teatro Vascello di Roma. Lo spazio scenico ha un piccolo fondale nero e tende dello stesso colore ai lati. Un luogo adattissimo per il monologo recitato (verrebbe da dire, cantato ) dalla impareggiabile Maria Luisa Abate. Si tratta de L'importante è che ci sia qualcuno: Vaduccia, diretto e adattato da Marco Isidori da L'amante, il grande romanzo d'esordio di Abraham Yehoshua.
In precedenti allestimenti, l'attrice indossava un abito bianco molto elegante e si muoveva di più in scena.
Questa volta se ne sta quasi sempre immobile in avanscena, esile e gracile, lo sguardo tanto espressivo da illuminare il vuoto che la circonda. Maglia a maniche lunghe nera, pantaloni neri, il volto leggermente impallidito da qualche cipria. E' Vaduccia, l'ebrea novantaseienne che ha trascorso l'ultimo scorcio della sua lunga vita in una specie di stato di come che le ha tolto ogni consapevolezza vitale. Ma ci tiene a sottolineare che comunque era viva. "Una pietra che agonizza", dice di sé, e che si trasforma in vegetale e poi ancora in un animale che annusa il mondo. Questo passaggio incanta chi la osserva perché sia l'uso della voce che la misurata gestualità danno forma plastica a ogni passaggio ed esprimono in crescendo la sua meraviglia di tornare essere umano cosciente di esserlo. Vaduccia sente dolore e fatica a ricordare il nome della città del Muro del Pianto. Magistrale la tecnica fonetica con la quale l'attrice si sforza di pronunciare, sillaba dopo sillaba, il nome di Gerusalemme, della quale ricorda l'odore del mercato. Le parole creano continue sinestesie che coinvolgono tutti e cinque i sensi.

 

La sua mente si inabissa nel ricordo. Di quando andava al mercato con la nonna che invece di comprarle dolci, accelerava il passo per cercare un arabo. Della guerra a Haifa tra israeliani e palestinesi, della sua insensatezza, del dolore di tutti.

Tornata alla vita cosciente, medita sul fatto ci sia stata un'altra guerra mentre lei giaceva inerme su un letto. Parla molto di suo nipote Gabriel. Lo ricorda da piccolo quando se ne stava a casa da solo. Ora lo giudica perché è scappato a Parigi per far ritorno a Israele solo alla fine della guerra. I fatti più recenti le sono stati riferiti da altri e la sua immaginazione sembra ricrearli. A tratti sembrano sogni grazie alle straordinarie modulazioni vocali dell'attrice. A tratti il presente si accavalla con il passato in una storia che sembra spesso sospesa nel non tempo.

La donna è completamente immersa nel dolore, provocato anche dalla sua inadeguatezza alla vita. Ma si ostina a sopravvivere anche prendendosi cura di un giovane arabo che dorme da lei, ma che non appare in scena. Da dove sia sbucato non ci è dato sapere. Vaduccia ci dice che è soltanto un ragazzino ma lei lo vede come un giovanotto e dimostra di provare una strana attrazione fisica per lui. Sogno o realtà, è comunque un gesto di vita da parte di una donna terribilmente sola che si appresta a morire.

Scritto con la scena e l'attrice in mente, il testo di Marco Isidori è intensamente poetico, reale e surreale allo stesso tempo. Un monologo duro ma anche melodico che avvolge e coinvolge totalmente lo spettatore. Si esce con qualche interrogativo in mente ma anche elettrizzati dalla potenza espressiva di Maria Luisa Abate che, questa volta ha superato se stessa. E di certo non è poco.

 

 

Scheda tecnica

L'importante è che ci sia qualcuno: Vaduccia, dal romanzo L'amante di Abraham Yehoshua. 
Adattamento drammaturgico e regia di Marco Isidori.
Con Maria Luisa Abate.

Visto al Teatro Vascello di Roma il 7 dicembre 2021.

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