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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Ipnotizza lo sguardo e sconvolge intimamente i sensi lo spettacolo dei Motus, (Enrico Casagrande e Daniela Nicolò), che rappresenta il dolore dei vinti (quelli di ieri e quelli di oggi) partendo da Le Troiane di Euripide. Ci sono riferimenti anche ad altre fonti. Lo stesso titolo, Tutto brucia, riprende una frase di Cassandra nella riscrittura della medesima tragedia di Jean Paul Sartre. In più, si sente l'eco delle parole di Judith Butler e Donna Haraway.
Proprio come in Euripide, la tragedia inizia con un epilogo. Troia è distrutta dalle fiamme, gli uomini sono tutti morti e le donne sono diventate bottino di guerra dei vincitori.
Le parole vengono tracimate, singhiozzate e latrate in una performance dove prevalgono la musica, il canto, la danza, la gestualità e brevi azioni dall'altissimo valore simbolico. Spetta a Francesca Morello (in arte R.Y.F.), il compito di assumere il ruolo del corifeo che nell'antica tragedia greca dava voce agli stati d'animo di tutti e commentava gli accadimenti in scena. Lo fa cantando in inglese (la lingua dei dominatori di adesso) con una voce ruvida e potente e suonando la chitarra che tiene appesa al collo. Al suo fianco Silvia Calderoni e Stefania Tansini danno corpo ai fantasmi lontani delle troiane vinte che attendono di essere trascinate via in mare dagli Achei. C'è Ecuba, la regina di Troia, che cerca di ricomporre il cadavere di Polissena sgozzata sulla tomba di Achille. Andromaca, sposa fedele di Ettore e amorevole madre di Astianatte, destinata a perdere tutti i suoi cari. Cassandra, profetessa inascoltata, che si vede morire in una incantevole danza dionisiaca. Si nomina Elena la cui bellezza ha scatenato la guerra.

Nella suggestiva scena quasi buia, appena rischiarata da due tubi al neon violacei, quel poco che si intravede parla di morte e distruzione. Per terra polvere, scarti e ammassi di cenci che fanno pensare a cadaveri. Sullo sfondo un sipario scuro che ogni tanto ondeggia le sue pieghe come vivesse di vita propria. Dietro stanno i personaggi del passato che entrano nella scena di adesso da dietro il sipario di un qualche passato. Si muovono prevalentemente sulla terra polverosa dove lasciano impronte che si dissolvono al loro passaggio. La prima donna entra emettendo lamenti che sembrano di un animale ferito. Raggiunge un qualcosa che assomiglia a un corpo esanime e con un coltello lo fa a pezzi. Entra un'altra vestita di abiti leggeri che scivolano via mostrando la nudità e l'impotenza dei corpi. I vestiti sono moderni semplici e dimessi, gonna e camicetta. Anche il cadavere Polissena le indossa. Se si escludono il casco da mountain bike e la maschera indossate dalla brava Calderoni, queste povere donne del passato, destinate a lasciare la loro terra distrutta dalla guerra, assomigliano molto alle migranti di oggi . Vestono un po' come loro e come loro dovranno affrontare il mare e una qualche forma di schiavitù.
La storia in qualche modo si ripete come si ripete il dolore del lutto che strazia l'anima.

Bella la scena in cui una donna ammassa un cumulo di terra per affondarci il volto. Semplice ma efficace la caduta improvvisa dall'alto di un sacchetto arancione, il simulacro di Astianatte scaraventato giù dalle mura per evitare che si vendichi della morte del padre. Andromaca lo nasconde con una grande bandiera nera che più tardi sarà sventolata come simbolo della volontà di non arrendersi. Anche la splendida danza di Cassandra (Stefania Tansini), che volteggia nell'aria tenendo in mano due tubi al neon rossi, lascia presagire la speranza di un nuovo inizio. Ecuba lascia la scena dicendo " vuoto " invece di " buio ".
Forse i Motus ci vogliono dire che il destino dei vinti è ancora da immaginare. Ma che bisogna iniziare a lottare veramente per la causa delle migranti di oggi che tentano disperatamene di sfuggire da guerre e massacri o, come nel caso delle africane, dall'orrido sistema della tratta.
Fotografie di scena
©Vladimir Bertozzi Arboreto
Scheda tecnica
Tutto brucia, ideazione e regia di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande.
Testi delle lyrics: Ileana Caleo, Stefania Tansini e R.Y.F. (Francesca Morello).
Ricerca drammaturgica: Ilenia Caleo. Cura dei testi e sottotitoli: Daniela Nicolò. Traduzione: Marta Lavato. Direzione tecnica e luci: Simona Gallo. Ambienti sonori: Demetrio Cecchitelli. Design del suono live: Enrico Casagrande. Fonica: Martina Ciavatta. Assistenza tecnica:Francesco Zanuccoli. Props e sculture sceniche: -vvxxii Video e grafica: Vladimir Bertozzi.
Con: Silvia Calderoni, Stefania Tansini e R.Y.F. 8 Francesca Morello) alle canzoni e musiche live.
Produzione: Elisa Bartolucci con Francesca Raimondi Distribuzione internazionale: Lisa Gilardino.
Lo spettacolo è stato presentato al Teatro India nell'ambito di Short Theatre ed è rimasto ancora in scena fino al 23 settembre 2021.
Visto il 19 settembre al Teatro India.