Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
5030108

Abbiamo 713 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Spettacoli sulle scene e sugli schermi

L'amore del cuore, di Caryl Churchill

 


Difficile capire perché le opere di una drammaturga del calibro di Caryl Churcill vengano rappresentate di rado nel nostro paese dove molto del teatro inglese moderno e contemporaneo è stato messo in scena da diversi registi. La produzione di Churcill è vasta e sempre attenta alla denuncia dei mali della società dei nostri tempi. La sua freccia fa sempre centro e la scrittura teatrale mette in discussione il farsi stesso del testo.

 

Un applauso sentito, dunque, al Teatro Vascello di Roma che ha coprodotto con lacasadargilla e ha anche ospitato L'amore del cuore, per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli.

 

Si tratta di un atto unico del dittico Cuore Blu (1997)dove si accompagna a Caffettiera blu. E' un meta testo che si interrompe e ricomincia da capo con aggiunte e sottrazioni di particolati per ben ventisette volte. Le didascalie indicano da dove si deve ripartire e in che modo si deve recitare. Più o meno velocemente, dicendo solo le prime o le ultime parole delle battute, ponendo particolare attenzione ai gesti che devono assolutamente corrispondere alle parole, intere o mozzate che siano.

 

L'obiettivo principale della Churchill sembra essere quello di destrutturare il testo drammatico e il linguaggio di cui si compone per riflettere e far riflettere sulle difficili dinamiche della scrittura teatrale. La trama in senso tradizionale viene eliminata per mostrare i diversi tracciati che un testo può percorrere o abbandonare.

 

La situazione realistica di una famiglia che attende il ritorno di una figlia dall'Australia si accompagna a incursioni surrealiste suggerite dalle didascalie. L'ingresso di una frotta di bambini che scorrazzano intorno ed escono. L'irruzione di due uomini armati che uccidono tutti e poi se ne vanno. L'entrata di"un uccello alto tre metri ". Le didascalie vengono solo dette, e lasciate all'immaginazione di un pubblico presumibilmente disorientato.

 

 

La scena essenziale di Alessandro Ferroni, che cura anche gli effetti sonori, è occupata al centro da un tavolo con due sedie, da un appendiabiti a destra e da uno spazio a sinistra dove si accovaccia il figlio (Fortunato Leccese) che dice le didascalie davanti a un grosso microfono che pende dall'alto. Ed è bravissimo a dividersi tra il suo ruolo di figlio non voluto e non amato e quello, più tecnico, di regista esterno alla storia.

La famiglia in attesa è composta dal padre Brian (Francesco Villano), la madre Alice (Tania Garribba), la zia Maisie (Alice Palazzi) e il figlio Lewis di un Fortunato Leccese in piena forma. La figlia Susy (Angelica Azzellini) pare se la prenda comoda secondo Brian. Il suo arrivo sembra realizzarsi tre volte e molto probabilmente non è vero.

Quel che conta veramente sono i rapporti tra i membri di una famiglia smembrata come lo è il testo stesso. Il disfacimento del linguaggio corrisponde all'assenza di una reale comunicazione tra i personaggi. Le parti aggiunte e poi messe da parte, fanno luce su un rapporto di coppia fondato sull'odio. A un certo punto si accenna a una possibile relazione adulterina di Alice e anche alla presenza di un cadavere in giardino. Brian che accusa la moglie di avergli sempre rovinato i momenti belli della sua vita, allude al suo desiderio incestuoso per la figlia. Come padre vale molto poco. Se la prende con il figlio alcolizzato in modo molto violento, dicendogli che avrebbe dovuto morire subito dopo la nascita. Brian non tratta bene neanche la sorella che vive dolorosamente la sua solitudine in famiglia. I rapporti sono tesi e le parole si fanno a pezzi per evidenziare il disfacimento di una famiglia come tante.

Brian non si adegua ai tempi e, quando arriva un'amica di Susy che convive con lei in Australia per dire che Susy non è mai partita, la reazione del padre suggerisce un preoccupato sospetto che la figlia sia lesbica. Di certo ha perso potere sulla moglie e sui figli e, per questo vorrebbe divorare se stesso in un crescendo auto-cannibalistico in cui dice di volersi mangiare tutto, lasciando solo integra la sua bocca.

Alla fine Susy pare che ritorni ma non la si vede. Si nota piuttosto l'immagine proiettata sullo schermo sul fondale di un grosso struzzo. Poi si ricomincia da capo.

La regia di Natoli crea una orchestrazione recitativa perfetta. Tempi e ritmi sono sempre quelli giusti. Gli attori non si risparmiano e danno il massimo di se stessi soprattutto nelle parti in cui devono recitare mezze battute. I gesti e i movimenti sono misurati al millimetro in una girandola di scene solo apparentemente simili ma sempre diverse e sorprendenti.

 

Scheda tecnica

L'amore del cuore, di Caryl Churchill, un progetto de lacasadargilla.

Suono, ambienti e spazio scenico:Alessandro Ferroni. Luci: Omar Scala. Immagini: Maddalena Parise. Costumi: Camilla Carè. Aiuto regia: Flavio Murialdi. Foto di scena: Sveva Bellucci.

Con: Tania Garribba, Fortunato Leccese, Alice Palazzi, Francesco Villanoe con Angelica Azzellini.

Traduzione: Laura Caretti e Margaret Rose. Regia di Lisa Ferlazzi Natoli.

Una produzione Teatro Vascello La fabbrica dell'attore e lacasadargilla, con il sostegno di Theatron Produzioni e con il sostegno di Blumotion.

Visto in prima nazionale al Teatro Vascello di Roma nel maggio 2021.

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie