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il 23 ottobre 2007.
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Finalmente i teatri hanno riaperto i battenti dopo sette lunghissimi mesi di astinenza. E' vero, molti spettacoli sono stati trasmessi in streaming e in televisione, ma stare a teatro con gli attori che coinvolgono il pubblico da vicino è tutta un'altra cosa. A casa un dramma può essere ammirato o disprezzato, a teatro viene condiviso emotivamente e, a volte, anche in modo viscerale.
Il teatro di Roma Lo Spazio ha ripreso a vivere con lo spettacolo che era stato interrotto dal covid i primi di novembre del 2020. Nel frattempo Giuda, interpretato e diretto da Nisi, è cresciuto perché gli artisti, e non solo in questo caso, non hanno mai smesso di lavorare, di fare prove e, quantomeno, di ripensare ai loro progetti.
Scritto dalla giurista e drammaturga esordiente Raffaella Bonsignori, il testo è stato rivisto e tagliato appositamente per rispettare il ritmo e la tempistica del palcoscenico. Il monologo è suddiviso in tredici quadri dove la narrazione sfocia spesso in poesia.
La straordinaria interpretazione di Nisi fa vibrare la parole in scena che tradiscono un forte coinvolgimento dell'attore nelle sorti del suo personaggio. Lui che ha già interpretato personaggi biblici come Gesù, Giovanni Battista e Francesco d'Assisi, trasmette tutte le contraddizioni e la disperata umanità del discepolo traditore, sospendendo qualsiasi forma di giudizio. Il suo Giuda è un figlio di Caino come lo sono tutti gli uomini, soprattutto adesso.
La scena di Tiziana Gagliardi è disadorna, fredda e grigia. Sulla destra una corda con un grande sasso nero in fondo che ricorda il suicidio di Giuda poco dopo il suo tradimento, al centro un teschio amletico e il sudario, a sinistra una sedia fatta di sbarre che alludono alla prigionia anche interiore di Giuda. Sul fondo uno schermo dove vengono proiettate immagini sgranate del video artist Marino Lagorio. Sebbene sia un monologo, si ha la sensazione che l'attore dialoghi con lo sguardo con gli oggetti di scena.Le intense musiche del maestro Stefano De Meo non si limitano ad accompagnare il racconto di Giuda, ma si intersecano con le sue stesse parole.
Nisi sta quasi sempre seduto sulla sedia-prigione e volta le spalle al pubblico, perlopiù mostrando il suo profilo. Forse anche per sottolineare la sua eterna solitudine, assoluta e lontana dalla luce dell'amore di Dio.
Il suo personaggio è complesso e contraddittorio. Giuda ha amato e ama Gesù con tutte le sue forze e non capisce come "il troppo amore"possa essere la causa di tanto male e si chiede anche perché non possa essere perdonato. Si rivolge a Dio e gli chiede perché non abbia salvato suo figlio. Lui avrebbe preferito essere discepolo di un valoroso Messia in grado di sconfiggere l'esercito di Roma. Ma Gesù è un agnello destinato a un sacrificio finalizzato alla redenzione dell'umanità. Cosa che Giuda non sembra prendere troppo in considerazione, anche perché non ha mai sopportato l'aspettativa di una felicità futura." La vita non è quella che deve arrivare, ma quella che viviamo ogni giorno."
Giuda sa di essere molto colto e non si spiega perché Gesù non lo abbia preferito agli altri discepoli dei quali è terribilmente geloso. In particolare se la prende con Giovanni, "il prediletto" e con Pietro ma, in realtà, se la prenderebbe con tutti per il solo fatto di essere amati da Gesù, il cui amore vorrebbe tutto per sé. Il suo è un amore troppo possessivo.


Il monologo interiore segue le libere associazioni di un flusso di coscienza ben architettato. Il racconto divaga, si piega in flashback continui, si spezzetta in frammenti di storie come quella dell'amore di Gesù per la Maddalena o quella della resurrezione di Lazzaro. Giuda parla anche della sua famiglia, dei suoi vizi, della sua spiccata propensione per i piaceri tangibili della vita.
A volte parla con scetticismo dei miracoli di Gesù, come quello della moltiplicazione dei pani, ma ammira l'energia con la quale riesce a guarire i malati. Tutti, nessuno escluso.
Costanti sono le sue ammissioni di amare Gesù sopra ogni cosa. Sarebbe arrivato a uccidersi per il suo bene. Perché lo ha venduto ai Romani per trenta ghinee ? La sua morte in croce rientrava in un disegno divino e,allora, perché accanirsi contro di lui che ne è stato, suo malgrado, il promotore? Non si sa. Quello che è certo è che nel cuore di Giuda la morte di Gesù coincide con la sua:
"Il suo cuore batte nel mio petto.
Il suo respiro è il mio.
La corona di spine è qui, sulla mia fronte.
I chiodi sono nelle mie mani...e nei miei piedi."
Spettacolo densissimo dove il lirismo si mescola spesso con l' ironia, le maledizioni con dubbi e attacchi di disperazione. Lo sfogo di un Giuda molto umano, proprio come gli spettatori che escono visibilmente emozionati e con tante domande in testa alle quali è difficile dare risposte.
Scheda tecnica
Giuda, di Raffaella Bonsignori. Diretto e interpretato da Maximilian Nisi.
Musiche di Stefano De Meo. Scene di Tiziana Gagliardi. Video artist: Marino Lagorio.
Visto al Teatro Lo Spazio di Roma l'11 maggio 2021.