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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Tre film post-apocalittici


Il genere letterario e cinematografico post-apocalittico ha ovviamente molti punti in comune con quello distopico: rovine, deserti umani, epidemie, invasioni aliene, mutazioni, guerre fratricide, et similia. Non si contano i libri e le sceneggiature sul tema non solo della catastrofe o dell'apocalisse, ma anche sul
dopo la catastrofe o l'apocalisse; e il dopo, appunto, somiglia alla distopia, al mondo in negativo, all'incubo che si fa realtà. Non si può affermare per ora che il virus del 2020/21 abbia scatenato ulteriori variazioni sul tema; bisognerà aspettare qualche tempo per capire dove i creatori di trame troveranno gli scenari più adatti agli sciagurati tempi odierni.

La scelta del tipo di catastrofe è oggetto di notevole creatività e fantasia: si possono avere la guerra atomica o il virus letale, l'avvento di esseri mostruosi o la mutazione climatica. La catastrofe potrà entrare nel libro o nel film come un effettivo protagonista di cui seguiremo gli sviluppi, oppure come un dato storico, qualcosa che è già avvenuto e ha cambiato il mondo e l'umanità: apocalisse quindi o post-apocalisse. Il modello di riferimento è in moltissimi casi il biblico diluvio universale, con relativa Arca e ripresa della vita.

Tra il 2018 e il 2020 sono stati distribuiti su Netflix tre film di buon livello che hanno in comune il tema post-apocalittico, con un elemento aggiuntivo, che non ci viene spiegato che origine abbia la catastrofe. The Midnight Sky inizia con gli ultimi inutili tentativi di scampare alla fine della Terra forse distrutta da eventi climatici; Bird Box ci mostra il rapidissimo suicidio, letteralmente, dell'umanità causato da demoniaci esseri invisibili, e infine A Quiet Place propone un mondo ormai dominato da feroci mostri assassini dotati di super-udito. Le somiglianze non si fermano qui, perché in tutti e tre i film i personaggi sono pochissimi, ridotti a un nucleo più o meno famigliare, e in tutti e tre la storia consiste fondamentalmente in una battaglia impari contro un nemico che appare invincibile.

Questo tipo di trama lascia aperte strade infinite all'interno di una guerra che non può essere vinta ma solo combattuta, e quindi presenta il vantaggio di consentire uno o più seguiti, come dire la seconda puntata o la nascita di una serie televisiva. A Quiet Place e Bird Box sono già pronti per il sequel, a differenza, per ora, di The Midnight Sky, che pure potrebbe raccontare il destino dell'umanità su altri mondi.

Quest'ultimo film ha per regista e interprete George Clooney, che non ha esitato a invecchiarsi nel ruolo di uno scienziato moribondo per malattia, ultimo testimone di una Terra invece moribonda per una qualche catastrofe che implica l'avvelenamento dell'aria. In realtà forse il protagonista non è proprio l'ultimo uomo, se all'inizio del film si assiste all'esodo dall'Artide di molti suoi compagni che cercano scampo in rifugi sotterranei, dove probabilmente l'aria è ancora respirabile. Il barbuto Clooney, ovvero il dottor Augustine Lofthouse che da decenni studia il pianetino K.23 di Giove per capire se è in grado di ospitare gli uomini, cerca disperatamente di entrare in contatto con un'astronave che era stata lanciata dalla Terra a catastrofe non ancora avvenuta e che sta tornando a casa dopo aver appurato che K.23 è abitabile. Parte del film si svolge anche sull'astronave, guidata dal comandante Adewole e composta da quattro astronauti in tutto, tra i quali Sully, la compagna di Adewole, in attesa di un figlio.

Nel caso di Augustine, il protagonista cerca la sua salvezza nella salvezza dell'equipaggio dell'astronave che deve essere avvertita di non fare ritorno. Anche Malorie, la donna intrepida cui dà volto Sandra Bullock in Bird Box, cerca di raggiungere un luogo al sicuro dai demoni che inducono gli esseri umani al suicidio, mentre Lee Abbott, interpretato dal regista stesso di A quiet Place John Krasinski, passa buona parte del tempo in attesa di segnali dall'altra parte di un trasmettitore radio. Non occorre sottolineare che questa tematica della ricerca di contatto con altri sopravvissuti è costante in questo tipo di trame, il classico messaggio nella bottiglia affidato alle onde del mare.

Due delle tre narrazioni sviluppano un altro tema universale, il viaggio intriso di pericoli mortali; Augustine sfida il ghiaccio e la neve artica per raggiungere un avamposto più attrezzato del suo insieme a una misteriosa bambina, mentre Malorie affronta foreste e fiumi per arrivare alla sua salvezza. La famiglia di Lee è invece statica, mentre sono i mostri a pattugliare il territorio.

Malorie si salva e salva sua figlia e il figlio di una donna con cui brevemente ha convissuto; il finale è aperto, ma Bird Box ha la sua parte migliore all'inizio, con la presenza di altri personaggi tra cui un notevole misantropo interpretato da John Malkovich. Il nemico in questo film è assolutamente indecifrabile, forse un'essenza demoniaca che spinge gli uomini al suicidio; la sua presenza è avvertita solo dagli uccelli e anche grazie a loro Malorie riesce a trovare una via di scampo.

 

 

 

 

 

 

Lee e Malorie combattono contro nemici molto particolari che mettono alla prova i sensi, mentre Augustine e l'umanità hanno già perso tutto, probabilmente per colpa dell'umanità stessa; quello che conta è comunque di salvare almeno la razza umana, che ci sia o meno un'Arca. Come si vede, le storie hanno molti punti in comune tra di loro, confermando che esiste un filone ormai standard al quale fare riferimento, e un controllo alle sinossi di molti film recenti ce ne potrebbe dare conferma.

I mostri contro cui combatte Malorie costringono gli uomini a bendarsi gli occhi, perché è "guardando" che si viene stregati e spinti al suicidio; i mostri contro cui combatte Lee, e dai quali verrà ucciso, hanno invece un super-udito che costringe gli uomini a vivere senza fare rumori e parlare, ma intendendosi con i gesti e il linguaggio labiale.

In The Midnight Sky invece il nemico non c'è, e il film è meno prevedibile, anche a causa della presenza della bambina, che si rivelerà un fantasma creato dalla mente di Augustine. La narrazione indulge anche in vicende avventurose e poco credibili, ma è interessante la figura enigmatica e fatale del protagonista, uno scienziato ossessionato dalla propria ricerca che si ritroverà, unico a saperlo, padre e nonno della futura umanità sul pianetino di Giove, dove sua figlia - perché Sully è sua figlia - dovrà tornare.

Come Augustine, anche Lee e il compagno di Malorie muoiono per salvare le proprie famiglie. Non sembra proprio un caso che protagoniste siano le donne, non fosse altro che per poter essere le madri di una qualche umanità del futuro.

[Due note: non so perchè, ma A Quiet Place è stato tradotto con Un posto tranquillo invece di Un posto silenzioso; come sempre, i doppiaggi italiani, alla faccia delle leggende, vanno evitati e consiglio caldamente le versioni originali, disponibili su Netflix]

 

Schede

The Midnight Sky, 2020, regia di George Clooney.
Con George Clooney, Felicity Jones, Kyle Chandler, Demián Bichir, David Oyelowo.

Bird Box, 2018, regia di Susanne Bier.
Con Sandra Bullock, Trevante Rhodes, Jacki Weaver, Rosa Salazar, John Malkovich.

A Quiet Place, 2018, regia di John Krasinski,
con Emily Blunt, John Krasinski.

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