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I Am Greta
Regia: Nathan Grossman
Cast: Greta Thunberg, Arnold Schwarzenegger,
Antonio Guterres, Malena Ernman,
Svante Thunberg
Distribuzione: Koch Media
Sette milioni di persone nel 2019 hanno scelto di scioperare per la questione climatica. Un record assoluto. Il merito di tutto questo va all'attivista svedese Greta Thunberg, l’adolescente che ha risvegliato le coscienze e scatenato i giovani di tutto il mondo. Il regista Nathan Grossman ne ha raccontato la storia, dagli inizi alla ribalta, e l’impatto globale di quella che è ad oggi l’icona della battaglia per il clima.
I Am Greta - una forza della natura è un docufilm intimo e personale che ripercorre attraverso filmati inediti, le avventure di una timida studentessa con la sindrome di Asperger che ha scelto di fare la differenza. Grossman, documentarista e fotografo svedese attento alla causa climatica, attraverso il suo lavoro ha spesso esplorato la questione ambientale. Ha firmato di recente una serie tv che documenta il crescente consumo di carne in Svezia.
In I Am Greta, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e poi diffuso attraverso le piattaforme streaming a causa del Covid che ha chiuso le sale cinematografiche, non si concentra tanto sulle dinamiche del cambiamento climatico quanto sulla persona che è dietro agli scioperi ambientalisti che hanno riempito le pagine dei giornali prima della pandemia. Incomincia la sua narrazione di Greta Thunberg dagli inizi, dal primo sciopero a pochi mesi dalle elezioni in Svezia.
Siede da sola davanti al Parlamento di Stoccolma, nell’agosto del 2018. Marina la scuola e distribuisce ai passanti volantini informativi per metterli in guardia sul pericolo della crisi climatica. Lentamente, la voce di Greta infrange l’indifferenza generale e in poco tempo la protesta si propaga come un'onda d'urto dando vita a un movimento che valica i confini nazionali. Ogni venerdì, i ragazzi di tutto il mondo lasceranno i banchi di scuola per scendere in piazza a manifestare per il clima e il loro futuro.
Le riprese del film iniziano quasi per caso. Il regista viene a sapere di questa giovane studentessa che ha deciso di mobilitarsi in vista delle elezioni per porre l’attenzione sul fenomeno del climate change. Un cortometraggio, una serie su giovani attivisti? Il progetto è in fase embrionale e nulla è definito, ma dopo i primi giorni di riprese - racconta Grossman - qualcosa comincia a muoversi, le persone si fermano, ascoltano, le proteste proseguono anche dopo le elezioni.
Il movimento tracima in Finlandia e in Danimarca e solo allora appare chiara la necessità di portare avanti un'indagine sulla figura della Thunberg per comprendere le dinamiche di un così ampio coinvolgimento.

Nel girare il suo film, il regista - ma anche tecnico e direttore della fotografia nonché unico membro della troupe - con un budget ridotto al minimo, segue Greta in tutti i suoi viaggi documentandone fedelmente il punto di vista. Arrivano gli incontri con i leader di alto profilo e l’autorizzazione a filmare non sempre è facile da ottenere. Grosmann non molla e riesce a portarci a colloquio con alcuni dei più importanti rappresentati delle istituzioni, scortando con la sua videocamera la quindicenne dentro le stanze del potere.
Il segreto dietro al successo della protesta di Greta risiede probabilmente nell'esatto tempismo. Il mondo sentiva l’urgenza di qualcuno che raccogliesse il testimone puntando il dito genuinamente sulla questione climatica. Ora il coronavirus ha disinnescato questa urgenza nell’impossibilità di riunirsi e il nuovo movimento ambientalista ha subito uno stop. Ma ciò che è emerso con agghiacciante chiarezza è che, anche in occasione della pandemia, l'intero sistema politico mondiale, come denunciato dall’attivista svedese si è dimostrato allergico a provvedimenti a lungo termine che sostengano le generazioni future. Il film evidenzia la distanza che separa gli appelli di scienziati e attivisti dalle risposte vaghe e spesso insufficienti della politica.
Greta, con i suoi pochi anni e la sua sindrome di Asperger, paladina della lotta al cambiamento climatico, conquista tutti, dai delegati delle Nazioni Unite a Papa Francesco e alle star hollywoodiane. Nonostante la sua dedizione incrollabile, man mano che la notorietà aumenta cresce anche la frustrazione nei confronti dei politici con i quali si confronta, impermeabili a ogni avvertimento.
Un'adolescente che trova il suo equilibrio nella routine quotidiana e ama stare da sola, si ritrova a dover gestire un’agenda fittissima. Poi ci sono gli insulti via social, le minacce e gli attacchi da parte dei politici e dei negazionisti e capisce che questa sua nuova visibilità ha un prezzo incredibilmente alto per lei. Grossman registra lo spettro completo del suo attivismo, mostrando cosa voglia dire davvero essere Greta Thunberg.
Il film si conclude con uno straordinario viaggio di due settimane. Nell’agosto del 2019 a bordo di una barca a vela Greta naviga verso New York e il summit delle Nazione Unite. Non prende aerei per essere coerente prima di tutto con se stessa.

Oggi il suo movimento Fridays for Future ha organizzato scioperi in ogni continente ad eccezione dell’Antartide, come dice all’ONU “il cambiamento sta arrivando, che lo vogliate o no”.
I Am Greta offre una visione privilegiata e stimolante del percorso di questa giovanissima ambientalista di fama internazionale. Un reportage autorizzato che cattura gli incontri con i leader di governo rendendoli pubblici, ma che racconta anche la persona celata dietro il personaggio, esplorando sfera pubblica e privata. Un'immagine realistica e sfidante che testimonia la dedizione alla causa del cambiamento climatico, la scelta di protestare da parte dei giovani non come fuga dalla scuola ma come decisione obbligata dall’urgenza di una consapevolezza necessaria, che purtroppo fatica a imporsi.