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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Introduzione
Come ribadito dalla presenza massiva nell'informazione quotidiana, il calcio occupa stabilmente una posizione di privilegio culturale al punto da aver guadagnato negli ultimi decenni altri campi d'indagine che non solo gli schemi di gioco a cura di mister e calciatori: le occasioni di confronto sull'urgenza di fare di questo sport non semplicemente un gioco ma proprio un sistema culturale non sono mancate, eppure può definirsi ancora stentato il riconoscimento del calcio come tale, soprattutto se contrapposto al modello culturale proposto dal comparto dell'arte e dello spettacolo: come quest'ultimo si regge in gran parte sui proventi derivati dalla réclame1, così il sistema calcio si regge interamente su accordi commerciali, come riferibile in ultimo dato dalla coppia Coppa Italia Coca-Cola 20202 la cui finale è stata disputata lo scorso 17 giugno presso lo stadio Olimpico di Roma, secondo un modello ibrido di intervento pubblico (a garanzia dell'ordine pubblico) e privato (a garanzia dell'essenza stessa di questi sport a livello professionistico). Questa premessa segna il carattere prettamente economico di ogni sistema che possa oggi definirsi culturale al fine di smussare le differenze di carattere tra sport da un lato, arte e spettacolo dall'altro e rileggere con più compiutezza metodologica un percorso possibilmente in diacronia.
1. Un primato in scalata
La stessa nascita del calcio in seno agli sport moderni andrebbe misurata con l'urgenza tutta anglosassone di definire un modello alternativo alle discipline riducibili al mens sana in corpore sano di latina memoria: ottimi spunti in tal senso sono riportati da Nicola Porro nella sua imprescindibile Sociologia del Calcio (Porro, 2008), laddove la ricostruzione iniziale affidata al primo capitolo, Storie di calcio (Porro, 2008: 9-50), raffina la storicità di uno sport che, proprio ruotando intorno alla palla, può vantare diversi antenati nello spazio e nel tempo; giusto a ribadire la stretta connessione con la varietà italiana e il suo presunto primato più volte rimarcato in epoca fascista, valga riprendere tra le carte proprio il Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, a cura di quel Giovanni de' Bardi cui si deve anche la complessa gestazione dell'opera in seno alla Camerata Fiorentina3: proprio mentre il recitar cantando andava affermandosi tra i modi di produzione musicale in accordo al primato della melodia sugli intrecci polifonici, si ricorreva alla battaglia in campo per dare pari dignità ad iniziative profane in sede di riconoscimento culturale. Certo, ci sarà da aspettare la coda dell'Ottocento per indicare almeno qualche riferimento attendibile allo sport che conosciamo: al netto delle puntuali indicazioni bibliografiche4, nel segno della cultura risorta a mezzo réclame si preferisce ricorrere all'indicazione di una serie originale Netflix, The English Game5, in grado di ammansire gli spiriti deboli alla lettura a mezzo pedagogia filmico-seriale.
Attraverso questo slittamento, possiamo verosimilmente rileggere un passaggio che consegnerà il calcio direttamente in pasto ai media televisivi in funzione della sua stessa memoria unitamente alla sua narrazione fino alla sua completa ricognizione spettacolare affidata alle sole telecamere sugli spalti. A leggere ancora il saggio sulla riproducibilità tecnica dell'opera d'arte di Walter Benjamin, rinfranca osservare come non il calcio bensì il ciclismo sia considerato in funzione del confronto del rapporto tra sport e pubblico in accordo alla definizione ancora oggi caratterizzante (non solo sullo sport) di semispecialista:
La tecnica del film, esattamente come la tecnica sportiva, implica che chiunque assista alle prestazioni da esse esposte assuma le vesti di un semi-specialista. Basta aver sentito anche soltanto una volta un gruppo di giovani strilloni di giornali discutere, appoggiati alle loro biciclette, i risultati di una competizione ciclistica, per rendersi conto di questo nesso. (Benjamin, 1936: 37)
La comune matrice nello spettacolo sembra porsi in confronto dialettico con questa indicazione, eppure il dato storicamente rilevante da cogliere in questo caso è che anche il calcio abbia dovuto guadagnare campo prima di imporsi come sport internazionale: al tempo della stesura del saggio infatti era il ciclismo ad occupare le prime pagine, solo due mondiali erano stati disputati, ci si avviava verso quello parigino del 1938 dopo il trionfo della volontà occorso in occasione delle olimpiadi di Berlino del 1936, primo atto di un modello di estetizzazione della politica portato avanti attraverso lo sport ancora oggi in fieri. Dove non c'erano ancora le immagini poteva esserci la voce, come quella di Niccolò Carosio che inaugurò le radiocronache dei Mondiali di calcio del 1934, avviando quel processo di medializzazione dello sport ancora oggi possibile perché a distanza di sicurezza. La radio prima, la televisione poi, i diritti televisivi più tardi garantiranno al calcio un pubblico altro che non quello assiepato sugli spalti, ultimo baluardo magari romantico del calcio che non sarà più, proprio mentre è la stessa struttura degli stadi italiani a rivelare la fragile considerazione storiografica con cui ci si rapporta culturalmente alla disciplina sportiva: il modello dello stadio di proprietà sembra risolvere questa urgenza al netto dei diversi dispositivi libertari imposti per garantire la sicurezza, tralasciando la sua natura pubblica per diventare dominio esclusivo dello sponsor di turno, come già nei modelli anglosassoni dell'Emirates Stadium a Ashburton Grov per le partite casalinghe dell'Arsenal, il Mapei Stadium - Città del Tricolore (prima Giglio) di Reggio Emilia per il Sassuolo e la Dacia Arena (prima Friuli) di Udine6.
2. L’abito non fa il monaco
Questa premessa gioca a vantaggio della condizione non più accessoria con cui l'abbigliamento sportivo presenta il suo carattere continuato nella vita quotidiana: nel solco di quanto appena indicato, l'unione tra la tecnologia al tempo messa appunto dalla Nike e l'accordo raggiunto con Micheal Jordan siglerà uno dei prodotti di punta della cultura di massa negli anni '90, le Air Jordan7; per evitare slittamenti - pur sempre semantici - tra uno sport e l'altro, la diatriba tra i fratelli Adolf e Rudolf Dassler può nuovamente giocare a nostro vantaggio, a garanzia della complessità dei possibili riferimenti utili: l'atletica come il calcio, il football come il tennis ripropongono quel divismo in salsa agonistica i cui caratteri sono pregni della società dello spettacolo8. Al fine di evitare ulteriori sconfinamenti, questo paragrafo propone una minuta rassegna di esempi legati alla semiotica pubblicitaria come nella tradizione sportiva calcistica, eleggendo come primo interprete una controversa icona di questo sport: Josè Mourinho. L'allenatore portoghese, che firma la prefazione dell'ottimo saggio di Desmond Morris (Morris, 2016), si è trovato spesso nei panni dello sponsor man, gestendo un'autorità pari a quella del direttore d'orchestra impostosi sulle scene a scapito repertorio:
Mourinho ha l'innegabile attitudine a saper valorizzare la propria immagine (intesa nel senso più ampio possibile del termine) anche senza la necessità di far comparire in video il proprio volto e di mettere in risalto un look particolarmente ricercato.
Succede proprio in uno degli spot della trilogia prodotti dalla Sambuca Molinari con lo Special One a fare da testimonial tra il 2013 e il 2015, laddove la presenza in trasparenza acusmatica dell'allenatore portoghese permette a Romano Lupi di osservare come attraverso la manipolazione della dimensione comunicativa, Mourinho faccia finta di agire contro quel sistema alimentato dal calcio moderno stesso e le sue regole (Lupi, 2017: 81-93).
Su scala più piccola, anche in categorie minori militano allenatori capaci di fare del vero e proprio marketing societario in funzione di una visibilità non più locale: è il caso di Eziolino Capuano, tecnico al momento in forza all'U.S. Avellino, a rimpiazzare le più clamorose uscite lessicali della intermittente presidenza di Antonio Sibilia tra gli anni 80 e 90 del secolo appena trascorso. Il caso di una società sportiva misurata come quella di Avellino permette proprio di configurare su scala locale quel marketing 4.0 che, sfruttando a pieno le caratteristiche del modello precedente (la globalizzazione, l'interazione continua dentro una dinamica orizzontale che archivia la verticalizzazione dei processi decisionali e relazionali del passato per anteporre l'inclusività dall'esclusività, per alimentare la società creativa in cui vale il peso dell'emozione, del coinvolgimento della persona più che dell'utente anonimo), mira alle relazioni connesse: le tecnologie hanno cominciato a convergere e la loro convergenza ha influenzato la pratica del marketing proprio a partire dallo sport (Giorgino, 2018).
3. Strategia analitica audiovisiva
Per sviluppare una continuità metodologica tra la star e la realtà locale, viene proposta l'analisi di un segmento audiovisivo con cui la pagina social della compagine calcistica ha inaugurato ufficialmente l'era D'Agostino come nuovo presidente: solo con la ridefinizione dell'assetto societario, la società ha potuto presentare una nuova maglia, con diverse sponsorizzazioni - fino a quel momento infatti i giocatori indossavano il completo senza sponsor di ogni sorta se non il partner sportivo.
https://www.youtube.com/watch?v=opbaEoADaYY
Facendo riferimento ad un modello di analisi dell'audiovisivo la cui formula è ricavata dai testi di Chion (Chion, 017), partiamo dal primo dato utile: l'assenza di parole permette di semantizzare le immagini facendo esclusivo ricorso alla musica d'occasione: uno spot di 47'' passibile di segmentazione in tre punti:
- da inizio fino 26'': non c'è dissolvenza per le immagini a differenza che per il suono, il cui ingresso in fade è fortemente evocativo in funzione dello scorrimento di immagini pronte ad enfatizzare i nuovi sponsor disseminati sulla superficie tutta della divisa di gioco: l'uscita dal tunnel verso il campo è chiaramente incorniciata da una musica tesa a conferire autorità alle immagini, il capitano Santiago Morero come gladiatore pronto a raggiungere il centro del campo (di battaglia, suggerirebbe la musica) fino ai quattro colpi che anticipano la seconda parte;
- da 27'' fino a 35'': lo scioglimento delle tensioni musicali ad opera del leggero motivo suonato dal pianoforte (anche stavolta quattro colpi, per un ambito melodico discendente) anticipa l'ululato del simbolo totemico della compagine irpina, sovrappostosi grazie ad un gioco sui livelli di opacità al capitano, ormai sempre più lontano dallo sguardo della telecamera posizionata sul drone che si allontana;
- da 36'' fino alla fine: titoli di coda proposti attraverso una sottolineatura musicale che anticipa il susseguirsi dei diversi sponsor unitamente alla proposizione di alcuni effetti da stadio (su tutti, le bombolette) prima di lasciare emergere il logo dell'U.S. Avellino 1912, con la complicità del decadimento dei suoni pianistici; chiude il fotogramma che segnala la nuova proprietà.
Questo spot, il cui seguito sul social network Facebook9 ha superato il migliaio di mi piace per un numero di condivisioni superiore alla metà dei mi piace stessi, suggerisce come il solo apporto di suoni e immagini possa mettersi al servizio dell'inbound marketing nelle campagne pubblicitarie di realtà calcistiche che militano in categorie minori.
Bibliografia
Chion, Michel (2017), L’audiovisione, Torino, Lindau;
de' Bardi conte di Vernio, Giovanni (1580), Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino del Puro Accademico Alterato, Firenze, Giunti;
Dietschy, Paul (2010), [S. Campolongo], Storia del calcio, Vedano al Lambro (MB), Paginauno;
Giorgino, Francesco (2018), Modelli di comunicazione e strategia di marketing nel calcio in Russo P. & Ruggiero C. (Eds). Il calcio in Tv – storia, formati, ibridazioni, Bologna, Fausto Lupetti Editore;
Ghirelli, Antonio (1954), Storia del calcio in Italia, Torino, Einaudi;
Giubili, Giacomo (2016), 91° minuto, Roma, minimum fax;
Lupi, Romano (2017), Fenomenologia del calcio moderno, Lecce, Bepress;
Morris, Desmond (2016), La tribù del calcio, Milano, Rizzoli;
Pessach, Davide (2013), Semiotica del calcio in tv, Milano, Mimesis;
Porro, Nicola (2008), Sociologia del calcio, Roma, Carocci;
Ruggiero, Christian e Russo, Pippo (2017), Il calcio in tv, Bologna, Fausto Lupetti editore;
Salvi, Sergio; Savorelli, Alessandro (2008), Tutti i colori del calcio, Firenze, Le Lettere;
Solinas, Sandro (2008), Stadi d’Italia, Roma, Bonanno;
Riferimenti audiovisivi
Adidas Vs Puma (2016) disponibile al link https://www.raiplay.it/video/
Molinari - Silenzio immagine - The Transparent One (2013) disponibile al link https://www.youtube.com/
The English Game (2020) disponibile al link https://www.netflix.com/ The Last Dance (2020) disponibile al link https://www.netflix.com/it/
US Avellino - Video di presentazione maglia con sponsor 2019/2020 disponibile al link https://www.youtube.com/
Note con rimando automatico al testo
1 Si vedano i tanti restauri permessi proprio da campagne pubblicitarie che rinnovano temi già raccolti da liriche come Lucio Battisti, Ma è un canto brasileiro in L. Battisti, Il nostro caro angelo, Milano, Numero Uno, 1973 il cui ascolto è disponibile al link https://www.youtube.com/
consultato in data 13/06/2020.
2 Il programma completo della manifestazione è disponibile al link http://www.legaseriea.it/it/
consultato in data 18/06/2020.
3 Una riproduzione del volume è disponibile al link https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/
consultato in data 15/06/2020.
4 Si vedano almeno Ghirelli, Antonio (1954), Storia del calcio in Italia, Torino, Einaudi; DIETSCHY, Paul (2010), [S. Campolongo], Storia del calcio, Vedano al Lambro (MB), Paginauno.
5 The English Game (2020) disponibile al link https://www.netflix.com/it/title/
consultato in data 15/06/2020.
6 Si veda a riguardo il nutrito catalogo disponibile in Solinas, Sandro (2008), Stadi d’Italia, Roma, Bonanno; per una rassegna più divulgativa si veda anche Allotti, Pierluigi (2018), Andare per stadi, Bologna, il Mulino.
7 Si veda a tal proposito quanto dichiarato in The Last Dance (2020) produzione Netflix disponibile al link https://www.netflix.com/it/titl4
consultato in data 15/06/2020.
8 Il film Adidas vs Puma è disponibile al link https://www.raiplay.it/video
consultato in data 15/06/2020.