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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Modern Love


 

Modern Love

di John Carney e altri

 

produzione di Amazon Prime Video

Otto episodi, 2019 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In tempi di lunghe permanenze a casa, con cinema e teatri chiusi e molta disponibilità di tempo, la televisione e le programmazioni in streaming legate a Internet diventano ancore di salvezza. Netflix, Disney, Apple e Amazon hanno da tempo puntato molto (molto denaro e molto impegno) sulla distribuzione di film e serie televisive di propria produzione e di altri, con risultati spesso di buon livello. Resta naturalmente la distinzione di qualità tra grande schermo e piccolo schermo, ma è evidente che con il tempo la richiesta di alta definizione potrà essere, se non lo è già, soddisfatta anche sui monitor casalinghi e - facile previsione - la chiusura delle sale continuerà sino alla sua logica fine.

In passato mi ero occupato, anche se non sono strettamente uno specialista del settore, di serie televisive vicine a quella definizione di giallo o thriller che tanto successo riscuote nel mondo, individuando in Dexter, the Mentalist, Criminal Minds, i vari CSI e NCIS, Bones, i miei orrori preferiti. Le serie gialle sono in effetti tantissime, come quelle di Fantascienza, queste ultime dominate da distopie di vario tipo, con una certa profetica visione di mondi terrestri post-catastrofici. Meglio non affrontarle di questi tempi.

Suggerirei invece qualcosa di più sentimentale, o divertente, e naturalmente non posso non ricordare/segnalare che i dieci anni di Friends, capolavoro assoluto di divertimento, sono on line su Amazon Prime. E sempre su Prime c'è una breve bellissima serie di otto episodi grossomodo romantici, indipendenti uno dall'altro ad eccezione dell'ultimo, intitolata Modern Love.

Si tratta di semplici storie d'amore tratte da una popolare rubrica del New York Times scritta dai lettori stessi. Per la serie televisiva, la cui anima è il regista, musicista e produttore irlandese John Carney, sono state scelte otto storie diversissime, poi sceneggiate e dirette dallo stesso Carney, dal suo amico Tom Hall e da pochi altri autori. Interpretate da ottimi attori, hanno in comune un risultato raro, che unisce leggerezza, sentimento, empatia e ottimismo: sono, infatti, storie a lieto fine.

Vediamo di cosa si tratta, dopo la consueta raccomandazione di vedere e ascoltare i telefilm in originale, per non perdere la qualità dei dialoghi e delle voci degli attori. Per chi detesta sapere in anticipo i finali, meglio non leggere ulteriormente, ma in questo caso non mi sembra affatto negativo sapere già la fine, perché ciò che conta davvero sono la narrazione e i suoi sviluppi.

 

Il primo episodio è "When the Doorman Is Your Main Man", diretto e sceneggiato da Carney su soggetto di Julie Margaret Hogben. Una storia quasi surreale che descrive il bizzarro rapporto tra la giovane Maggie (Cristin Milioti) e il portiere della sua bella casa a New York, Guzmin (Laurentiu Possa). Soggiogata dalla personalità dell'uomo, Maggie si comporta come una figlia indisciplinata rispetto a un padre severo, ma il finale è tutto da apprezzare per capire la effettiva saggezza di Guzmin.

"When Cupid Is a Prying Journalist", di Carney su soggetto di Deborah Copaken, racconta dell'intervista di Julie (Catherine Keener) a Joshua (Dev Patel), che ha avuto successo con una app per trovare l'anima gemella. Ma Joshua ha avuto sfortuna nella sua vera grande storia d'amore e lo racconta alla giornalista (e a noi); sarà proprio per suggerimento di Julie/Cupido che il giovane inventore riuscirà a ritrovare, alla fine dell'episodio, quella storia importante, come del resto la stessa Julie, innamorata di Michael (Andy Garcia).

Sempre di Carney, su soggetto di Terri Cheney, "Take Me as I Am, Whoever I Am" è la storia di Lexi (Anne Hathaway), una ragazza bipolare che cerca l'amore tramite un programma per appuntamenti sentimentali. Anche Lexi ricorda una storia passata, rovinata dalla sua incapacità di descrivere il proprio disturbo. La decisione finale sarà di affrontare la bipolarità con maggior sincerità e quindi segnalandolo sul proprio profilo nel programma di appuntamenti.

Come si vede dai primi tre episodi, il mondo interattivo di oggi è non solo presente, ma spesso protagonista, giustificando il titolo di Modern Love. La leggerezza dello stile di Carney si unisce alle nuove forme di comunicazione, e riesce anche a farci capire che in realtà, nonostante si dica moderno, nell'amore non c'è nulla di nuovo.

"Rallying to Keep the Game Alive", scritto e diretto da Sharon Horgan e Ann Leary, è un episodio davvero particolare perché aggancia alla banalità del soggetto la banalità della conclusione, trasformandole in eccezione. Sarah (Tina Fey) e Dennis (John Slattery) sono una coppia sposata da anni, con due figli, che ritiene ormai conclusa la relazione. Li vediamo nel presente, davanti a uno psicologo, e nel passato prossimo, anche mentre giocano a tennis secondo le regole dell'uomo. Parlando, accettando i propri difetti, mangiando insieme e poi di nuovo giocando a tennis secondo le regole di tutti, i due si ritrovano e riscoprono la solidarietà e l'amore.

"At the Hospital, an Interlude of Clarity", scritto e diretto da Tom Hall su soggetto di Brian Gittis, affronta un aspetto tipico delle generazioni più giovani, la promiscuità sessuale priva però di amore romantico propriamente inteso. Anche qui, l'aspettativa di un finale amaro viene disattesa quando scopriamo che i due protagonisti Yasmine (Sofia Boutella) e Rob (John Gallagher Jr.), giunti appena al loro secondo appuntamento, possono davvero innamorarsi e non soltanto fare sesso. La molla per la nascita dell'amore è un incidente stupido a casa di lei, che costringe Rob in ospedale per un taglio sul braccio.

"So He Looked Like Dad. It Was Just Dinner, Right?", diretto da Emmy Rossum, scritto da Audrey Wells su soggetto di Abby Sher è di nuovo, come il primo episodio, quasi surreale nella sua stravaganza. La giovane Maddy (Julia Garner) sembra innamorarsi di un ingegnere della sua stessa ditta, Peter (Shea Whigham), molto più grande di lei. Il complesso di Edipo, o meglio di Elettra, potrebbe essere protagonista e in effetti l'uomo, dopo parecchio tempo e molti incontri affettuosi, prova infine a baciare la ragazza, che lo respinge. Ma anche qui il finale è ottimista, Maddy e Peter restano amici, e lei appare ora più matura.

"Hers Was a World of One", di John Carney su soggetto di Dan Savage ha per protagonista una coppia formata da Tobin (Andrew Scott) e Andy (Brandon Kyle Goodman) in cerca di un bambino da adottare. Grazie allo status moderno di regolarità attribuito alle coppie gay, i due appaiono abbastanza borghesi. Ma la futura mamma proposta dall'agenzia è una ragazza senza casa, una specia di hippie di altri tempi. Il rapporto tra i tre, con la ragazza che vive con loro per un po' di tempo, è tempestoso, viste le ben differenti idee esistenziali, ma si risolve al meglio proprio con la nascita del bambino.

C'è forse la ricerca di una sintesi sentimentale nell'ultimo episodio, "The Race Grows Sweeter Near Its Final Lap" diretto da Tom Hall che lo ha scritto con Carney, su soggetto di Eve Pell. Il funerale di Kenji consente alla vedova di rivivere la sua storia d'amore con lui, nata pochi anni prima grazie alla comune passione per la corsa. Sono stati una anziana coppia felice Margot (Jane Alexander) e Kenji (James Saito), che aveva perduto la prima moglie sei anni prima. Al termine del funerale di Kenji, Margot corre nuovamente per le strade di New York e incontra, senza saperlo, gli altri protagonisti di Modern Love.

Ogni episodio dure circa mezz'ora, e ognuno lascia qualcosa dentro di noi, che sia tenerezza, levità, o simpatia, anche solo una goccia magari, ma comunque qualcosa che di questi tempi è raro trovare tanto nel cinema quanto nella letteratura.

 

 

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