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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Tutto quello che so del grano, del Teatro delle Ariette

 

Gli spettacoli del Teatro delle Ariette si svolgono tutti attorno a un tavolo e il ritmo delle performance è scandito dai tempi di preparazione e di cottura dei cibi che gli attori offrono al pubblico durante oppure al termine di ogni pièce. I tre componenti della compagnia, Stefano Pasquini, sua moglie Paola Berselli e Maurizio Ferraresi, sono attori contadini che da oltre vent'anni mandano avanti un'azienda agricola nella Valle del Samoggia, coltivando la terra e allevando gli animali. Apparentemente vivono una vita tranquilla a contatto diretto con la natura e lontana dal guazzabuglio dei non valori della nostra società. Ma se hanno costruito, mattone dopo mattone, il loro teatro Deposito Attrezzi e se portano i loro spettacoli in giro per l'Italia, vuol dire che la vita da sola non basta. Serve il teatro che attraverso la sua drammaturgia rielabori la vita e si interroghi sui suoi significati per la comunità degli spettatori.

La realtà, spesso autobiografica, acquista senso se raccontata in un monologo o discussa in dialoghi che sollevino dubbi e interrogativi sulle relazioni, sulla validità delle scelte e delle decisioni, sul passato filtrato e quindi ricreato dalla memoria e, inevitabilmente, sul presente sconnesso dei nostri giorni. Gli spettatori sono commensali e interlocutori indispensabili del loro teatro. Un teatro che accoglie con un bicchiere di vino e che chiama in causa il pubblico anche attraverso i modi e gli sguardi avvolgenti degli attori. Un teatro che è un rituale laico e moderno dove il cibo, semplice e naturale, diviene il collante di una piccola comunità temporanea che, nella solitudine della società globalizzata, acquista la valenza di un atto di protesta.

Tutto quello che so del grano, presentato al Teatro Quarticciolo sul finire dello scorso anno, è stato creato nel 2016 durante una residenza al Teatro delle Moline di Bologna. Prima di giungere alla sua versione attuale, lo spettacolo ha subito modifiche e ritocchi anche grazie alle reazioni e ai commenti degli spettatori che si sono avvicendati intorno alla tavola delle Ariette. Il loro teatro è un teatro di ricerca che si rivolge a tutti attraverso un linguaggio drammaturgico interlocutorio e immediato.

Tutto quello che so del grano indaga la cultura contadina delle origini, il rapporto con la terra che si coltiva, con le persone semplici e con se stessi. Scaturisce da una crisi di coppia che anela al "per sempre", ma che si chiede se sia possibile il perdurare dei sentimenti e delle tradizioni in un mondo che confonde e disorienta perché privo di punti fermi.

Attori e spettatori occupano l'intero palcoscenico del teatro. Il pubblico, posto in fila sul fondo può spiare la platea vuota e rendersi conto di essere parte integrante dello spettacolo. Al centro la tavola delle libagioni intorno la quale gli attori dispongono paglia e semi di grano. Alle loro spalle un piccolo schermo bianco dove viene proiettato all'inizio un filmato documentario di Stefano Massari che mostra immagini di vita quotidiana nell'azienda agricola, ritmata dal lavoro nei campi, dal becchime per i polli e da mani che impastano la farina.

Mentre lo spettacolo procede, Stefano e Maurizio preparano l'ottima focaccia che verrà offerta alla fine.
La pièce è fortemente autobiografica e si compone di lettere, racconti monologanti e dialoghi tra Paola e Stefano.

Si parte con le parole di Chicago di Tom Waits, il loro cantante preferito del quale introducono canzoni in tutti i loro spettacoli. Poi si parte con la narrazione di un passato che non accantona le urgenze del presente. Il racconto vero e proprio inizia con la lettera che Stefano ha lasciato a Paola dopo la lite. Lei la dice con schiettezza e sincerità. Paolo avrebbe voluto conoscerla prima e crescere con lei in campagna. Parla della necessità di fare teatro e del bisogno " di fare i conti con ciò che si è " e di ammettere che tutto quello si sa può essere niente ".

Di bianco vestita e incorniciata da una struttura con i lumicini da festa di paese, Paola parla della sua infanzia, della madre operosa, del nonno, delle faccende in casa e delle Feste dell'Unità prima del trasferimento della sua famiglia in un paese. Poi il testo che si compone di quattro parti principali, attraversa tutta la loro vita insieme, con tutte le difficoltà, le delusioni, le illusioni e i punti interrogativi.

Tra una parte e l'altra, ricorre il travestimento da clown, con il naso rosso di Paola e la maschera bianca di Falko indossata da Stefano. Espediente che allenta la tensione emotiva creata dall'esposizione di sentimenti contrastanti.

Sempre in bilico tra la resa e la speranza di un rilancio, gli attori ammaliano il pubblico con i loro racconti spontanei e assolutamente privi di retorica.

C'è qualcosa di sacrale nei loro gesti semplici e misurati, e nelle cadenze e nelle improvvise sospensioni del loro racconto. L'atmosfera è calda, accogliente e inclusiva e la storia della loro vita diviene anche la storia degli spettatori che in essa possono rispecchiarsi. Del resto lo spettacolo, aldilà dell'elemento autobiografico, parla della vita e del suo rapporto con il teatro. Non a caso si chiude con una citazione di Kontakthof di Pina Baush. Poi si mangia insieme l'ottima focaccia e si fanno quattro chiacchiere con gli attori

 

Scheda tecnica

Tutto quello che so del grano, di Paola Berselli e Stefano Pasquini.

Scenografia e ccostumi: Teatro delle Ariette. Luci e audio: Massimo Nardirocchi. Video: Stefano Massari.
Con Paola Berselli, Maurizio Ferraresi e Stefano Pasquini.
Regia di Stefano Pasquini.
Segreteria organizzativa: IreneBartolini. Comunicazione e ufficio stampa: Raffaella Ilari. Produzione: Teatro delle Ariette.
Prima nazionale: 5 novembre 2016, al teatro al Parco di Parma.

 

 

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