Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
4971896

Abbiamo 276 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Sei, di Scimone-Sframeli

 

 

Finalmente anche a Roma, al Teatro Vascello, un capolavoro assoluto del teatro italiano che ha debuttato al Napoli Teatro Festival nel 2018. Sei di Scimone-Sframeli è un riuscitissimo adattamento di Sei personaggi in cerca di autore che coniuga perfettamente i significati essenziali del testo modello con la sintassi teatrale, sempre intensa e attuale, dei due grandi maestri.

Scimone-Sframeli hanno tagliato scene e dialoghi del capolavoro pirandelliano e ne hanno aggiunte di nuove, hanno ridotto i personaggi, modernizzato qua e là alcuni termini linguistici, e soprattutto, hanno reso giustizia alla comicità insita nel dramma, una comicità di cui parla lo stesso Pirandello nella Prefazione, ma che molte regie "filologiche" hanno spesso trascurato.

La seconda persona singolare del verbo essere del titolo, che coincide con il numero dei personaggi in cerca di vita sulla scena, sintetizza al massimo il dramma dell'essere personaggi e attori, che, nella brevità della rappresentazione (settanta minuti) emerge in tutte la sua urgenza. I personaggi abbandonati dal loro autore sono esseri che per vivere le loro passioni e i loro turbamenti hanno bisogno di una storia che li rappresenti in scena. Sono più veri degli esseri umani reali che vivendo di sogni e delusioni, possono accorgersi con il passare del tempo di essere stati mere illusioni. Tuttavia hanno il privilegio di mutare, mentre i personaggi sono condannati all'eternità e alla dipendenza dagli attore per essere vivi fino in fondo. Gli attori, di converso, trovano un senso alla loro vita quando riescono a rappresentare come si deve i loro personaggi. Il dettato metateatrale balza agli occhi in modo diretto e concreto attraverso una rappresentazione essenziale, direi quasi ridotta all'osso, capace di rendere tangibili i temi pirandelliani attraverso un linguaggio scarno e una dosatissima mistura di comicità e di una drammaticità dal sapore molto aspro.


 

La bellissima scena dipinta di Lino Fiorito rappresenta le file di palchi di un teatro all'italiana. L'inizio esilarante è farina del sacco di Scimone. Quattro attori, due uomini e due donne, se ne stanno inginocchiati dietro le loro sedie, cantilenando parole incomprensibili, prima che arrivi il capocomico (uno Spiro Scimone al massimo delle sue facoltà interpretative) che li incoraggia e li redarguisce allo stesso tempo. Non sono grandi attori e, per di più, sono scoraggiati dall'idea che il loro dramma rischi di non essere mai rappresentato. Un tarlo ben noto ai giovani attori di oggi, succubi della cecità dell'industria del mercato. Come se non bastasse, il tecnico delle luci non fa bene il suo lavoro perché afflitto da una problema alla prostata che lo inchioda sempre al bagno. Gli attori sono stanchi e sfiduciati e costretti dalla regia di Francesco Sframeli a ripetere gli stessi movimenti all'unisono.

Come prevedibile, la luce se ne va nel bel mezzo delle prove, gli attori cercano invano il tecnico e il capocomico grida " io me ne fotto della sua prostata ".

La comicità viene sempre portata agli estremi quando ci sono in ballo gli attori, e per loro il peggio arriva quando, con il ritorno della luce, appaiono nei palchetti i sei personaggi che i poveri guitti non riusciranno a interpretare in modo credibile.

La visione improvvisa dei personaggi non ha nulla di magico. Nessuna traccia di metafisico. Appaiono come persone abbastanza comuni e parlano con una calata vagamente siciliana. Il Padre (l'impareggiabile Francesco Sframeli) è un uomo dimesso, cauto nei gesti ma determinato nella volontà di entrare in un copione per dar vita alla sua sconfitta. La Figlia (la brava Zoe Pernici) è carica di sensualità e da ogni suo movimento sfrontato traspare ben chiaro il suo ardente desiderio di vendetta contro il Padre che stava per possederla nel bordello di Madama Pace. La Madre (l'intensa Giulia Weber) è molto sofferente e compassata, ma indossa un abito verde e non nero come quelli portati da tutte le attrici italiane che hanno interpretato il suo personaggio. Come il Figlio, la Madre sembra avere meno coscienza di essere un personaggio. Il Ragazzo e la Bambina sono semplici presenze, come voleva Pirandello. Il primo è rigido come un manichino e la seconda e una bambola.

Il contrasto stridente tra la drammatica messa in scena dell'incontro del Padre con la Figliastra e il catastrofico tentativo degli attori di rifarla basta da solo a sottolineare le difficoltà legate al mestiere del teatro in modo decisamente tragicomico. Gli attori " pompano troppo " come dice il capocomico e non riescono ad essere naturali. Il rapporto tra la verità della finzione e l'artificiosità degli attori non viene ribadito da considerazioni teoriche, ma svelato in modo conciso da scene asciutte e lineari.

La qualità attoriale è decisamente alta e il ritmo dell'azione condensa con il suo passo le molteplici sfumature di significato della rappresentazione.

I personaggi agiscono tutti insieme nella scena finale della morte della Bambina e del suicidio del Ragazzo. E il buio chiude lo spettacolo dopo un fermo immagine su tutti che si avvicinano al suo cadavere. L'adattamento rimane incompiuto. Niente attori che si lamentano, come in Pirandello, di aver perso tempo con i personaggi, ma un punto interrogativo sulle possibilità del teatro di dar forma alla vita attraverso la verità della finzione.

 

Scheda tecnica

Sei, adattamento dei Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello di Spiro Scimone.
Scene: Luca Fiorito. Costumi: Sandra Cardini. Disegno luce: Beatrice Ficaldi. Musiche: Roberto Pelosi.

Con: Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Casale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Maria Zanghi, Miriam Russo, Zoe Pernici.

Regia di Francesco Sframeli.

Regista assistente: Roberto Bonaventura.

Foto di scena: Gianni Fiorito.

Produzione, Compagnia Scimone-Sframeli, Teatro Stabile di Torino -Teatro Nazionale, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Théâtre Caronne-scène europénne Tolouse in collaborazione con Fondazione Campania del Festival Teatro Festival Italia.

Visto al Teatro Vascello il 6 dicembre 2019.

 

 

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie