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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Misery di William Goldman, con Arianna Scommegna

 

 

Rimarrà in scena al Sala Umberto di Roma fino al 1 dicembre la versione teatrale di William Goldman tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King (1987) e dal film Misery non deve morire (1990) di Rob Reiner con l'indimenticabile interpretazione di Kathy Bates nei panni di Annie Wilkes. Il libro valse al re del thriller il premio Bram Stoker, mentre il film culto andò a finire su tutti i giornali grazie a Kathy Bates che si aggiudicò Oscar e Gloden Globe come migliore attrice.

Lo spettacolo si avvale della superlativa interpretazione di Filippo Dini che ne cura anche la regia, e della inarrivabile Arianna Scommegna. Dini, nei panni dello scrittore Paul Sheldon, esprime l'impotenza del suo personaggio, prigioniero delle cure e delle ubbie dell'infermiera in pensione, Annie Wilkes, che lo ha salvato da un incidente stradale e che è disposta a curarlo ma anche a ucciderlo in caso non ubbidisse ai suoi ordini. Personaggio poliedrico quello dell'infermiera, al quale Arianna Scommegna aderisce in modo completo, mettendo in risalto l'imprevedibilità di una donna sola alla quale la vita trascorsa in una fattoria non basta.

E quando la vita non basta, si può ricorrere alla letteratura per sopportare il dolore di vivere. Lei è la "numero uno", l'ammiratrice più sfegatata della serie di romanzi di Sheldon dedicati al personaggio di Misery. Annie è come posseduta dal demone della narrativa, forse vorrebbe essere Misery e non tollera che nel suo ultimo romanzo l'autore la faccia morire. Messo alle strette con sorprendente violenza, lo scrittore deve resuscitare il personaggio in un nuovo romanzo. Lo scrittore non ha scelta e diviene vittima del suo stesso mestiere. Anche lui è sopraffatto dal demone della letteratura e riesce a scrivere nonostante il dolore provocato dalle numerose fratture. Lo fa sotto minaccia, ma ci riesce anche perché la sua vita è posseduta dalla necessità interiore di scrivere. Nella sua mente ci sono sempre gli editori e i lettori che vanno accontentati per sopravvivere.

La regia, semplice e lineare, di Dini mira a mettere in risalto l'elemento metanarrativo della storia. L' horror, del resto, non è di casa a teatro e il regista si concentra sul complesso rapporto che lega vittima e carceriera sottolineandone, come si è detto, la sua valenza metaforica.


La scenografia rotante di Laura Benzi rivela alcune stanze della casa, lo stretto corridoio, e la porta che si apre all'esterno. Vediamo la stanza da letto dove lo scrittore viene segregato. La luce argentea di Pasquale Mauri sottolinea l'impotenza del paziente quando è allettato, mentre luci più calde lo illuminano quando è in sedia a rotelle intento alla scrittura. L'ambiente è a dir poco claustrofobico e la padrona di casa esce raramente. Quando è solo Sheldon si dirige in cucina con la sedie a rotelle per controllare le medicine. Un ambiente povero e squallido come la vita di Annie.

Difficile definire il tempo dell'azione, ma la presenza di un vecchio telefono a disco rotella ci riporta alla scorsa metà dello scorso secolo. La divisa dello Sceriffo (Carlo Orlando) che risolverà la terrificante situazione, è l'unico elemento che rimandi al Colorado dove la storia è ambientata.

La scena girevole permette un ritmo continuo e fluido all'azione che si incentra sulla mutevolezza degli stati d'animo dei suoi protagonisti. Soprattutto di Annie, alla quale Arianna Scommegna trasmette, con sapienza attoriale e naturalezza estreme, un'infinita varietà di emozioni e di umori. La sua Annie è fragile, premurosa, accudente, ma anche malvagia, minacciosa e pronta a spaccare le caviglie dello scrittore con un martello, pur di riavere la sua Misery. Una mescolanza che si manifesta in tutti i suoi aspetti anche in una singola scena. E' sempre imprevedibile, e anche quando la sua violenza esplode, soprattutto nella seconda parte dello spettacolo, rimane difficile aspettarsi la sua prossima mossa. Dini, tuttavia, non rimane certo in ombra nella sua personalissima battaglia con il misterioso demone della scrittura e con una donna che ha fatto della lettura la sua ragione di vivere. Per certi versi, in fondo in fondo, si assomigliano.

Peccato che la regia, curata nei minimi particolari, sia un po' troppo tradizionale. I temi legati alla scrittura e i problemi provocati dal mercato dei libri sono attualissimi e avrebbero meritato una sintassi teatrale più vicina ai nostri tempi.


 

 

Scheda tecnica

MISERY di William Goldman. Tratto dal romanzo di Stephen King. Traduzione: Francesco Bianchi. Scene e costumi: Laura Benzi. Luci: Pasquale Mari. Musiche: Arturo Annecchino.

Con, Arianna Scommegna, Filippo Dini, Carlo Orlando.

Regia di Filippo Dini. Assistente alla regia: Carlo Orlando.

Produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

Visto al Sala Umberto di Roma il 19 novembre 2019.

 

 

 

 

 

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