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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Nevrosi e paperelle. N.E.R.D.s - Sintomi di Bruno Fornasari

 

Il titolo della applaudita commedia di Bruno Fornasari contiene un acronimo (Non Erosive Reflux Desease) che indica il reflusso gastroesofageo non erosivo di cui soffrono molte persone stressate e frustrate. Non è un sintomo preoccupante, ma è molto fastidioso. Le lettere maiuscole sono anche le iniziali del nome di quattro fratelli, (Nico, Enri, Robi e Dani)che si rincontrano in un agriturismo per festeggiare le nozze d'oro dei genitori. Sono tutti un bel po' nevrotici, astiosi, incapaci di comunicare e impelagati in legami amorosi a dir poco disastrati. Ognuno vive nella bolla delle proprie sofferenze e di non poche paure e fissazioni. Lo stesso vale per le mogli, i parenti e i conoscenti invitati al simposio. Sembrano fare a gara a chi ingoia più pasticche di Malox, Xanax e benzodiazepine varie. A un certo punto,uno dei fratelli va tanto fuori di matto da tentare di decapitare le anatre del laghetto nel parco.

Il testo di Fornasari, che dirige anche lo spettacolo, è caustico e folgorante, fitto di battute feroci e ciniche che a tratti fanno venire in mente il Teatro in-yer-face britannico che ha letteralmente demolito i pilastri della società moderna. Ma Fornasari non vuole arrivare a tanto. Il suo scopo sembra essere quello di far riflettere il pubblico sulle disfunzioni dei rapporti umani in una società dove tutti vogliono tutto e subito e buttano via gli oggetti del desiderio non appena si stufano di possederli. Non credo sia un caso che la violenza del testo sia come ammorbidita da uno stile recitativo decisamente comico che arrivi più direttamente agli spettatori. Ne risulta un'intelligente commedia di situazione dove i quattro bravissimi attori sono chiamati a rivestire più ruoli. Sono sempre credibili e non cadono mai nella stereotipia pur dovendo dar voce a personaggi lontani tra loro per genere, età e sesso.

 

Basta un solo oggetto per identificare un personaggio. Una borsetta colorata per le donne, un guinzaglio senza cane e un braccio steccato per due ospiti.

La scena di Erika Carretta è tutta foderata da un prato sintetico che ricopre anche il water posto sulla sinistra. Qualche sedia bianca da giardino, festoni e palloncini bianchi e gialli. Di tanto in tanto almeno tre attori indossano buffissime maschere da papera come volessero osservare il comportamento del quarto essere umano dal punto di vista stupito di innocenti animali.

Si parte con una specie di prologo in cui i fratelli spiegano il contesto, si consultano sulle portate e tentano di accertarsi che tutto sia a posto. La paura che qualcuno possa scavalcare il recinto che li tiene al sicuro viene manifestata subito e verrà ribadita spesso nel corso dello spettacolo. Poi brevi scene si susseguono una dietro l'altra, separate da dissolvenze un po' lunghe che a volte rallentano il ritmo incalzante dei dialoghi.

Ogni quadro fa luce sul passato di tutti i personaggi e sulle loro complicate relazioni. Nico (Michele Radice) è sposato con Rita (Tommaso Amadio) ma corteggia Laura (Riccardo Buffonini), la moglie di Enri (Tommaso Amadio). Dani (Riccardo Buffonini) è una gay dichiarato ma Rita gli confida che il figlio che aspetta è suo. Robi (Umberto Terruso) si prepara un discorso in onore dei genitori incentrato sul valore della famiglia, ma poi si invischia in un incontro omosessuale con un convitato. Tradimenti, bugie, crisi di nervi si accavallano nel complicato incastro dei fatti che, tuttavia, si segue senza il minimo sforzo grazie all'abilità degli attori di sdoppiarsi agilmente, alla loro meticolosa cura dei particolari e alla sapiente scansione registica dei fatti.

 

I genitori compaiono soltanto in un controfinale a sorpresa in cui li si vede litigare in cucina. Appaiono anche Charles Darwin e signora che parlano della teoria dell'adattamento. Gli anziani genitori sono giunti ai 50 anni di matrimonio perché hanno saputo accettare le difficoltà implicite in qualsiasi rapporto. Si sono adattati alla necessità di ascoltare le ragioni dell'altro da sé. Oggi non ne siamo capaci perché il mercato ci sollecita a essere felici senza sforzo. Ma l'equilibrio interiore non si compra, come non si compra la capacità di aprirsi all'altro. Bruno Fornasari ce lo ricorda con il sorriso sulle labbra, attraverso una commedia ben architettata che usa l'intrattenimento per farci pensare.

 

 

Scheda tecnica

N.E.R.D.s – SINTOMI di Bruno Fornasari.

Scene e costumi: Erika Carretta. Allestimento: Enrico Fiorentino, Andrea Diana. Direttore di scena: Enrico Fiorentino. Assistenti alla regia: Emanuela Caruso, Chiara Serangeli,

Con: Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice, Umberto Terruso.

Regia di Bruno Fornasari.

Prima nazionale, 7 maggio 2015, al Teatro Filodrammatici di Milano.

Visto al Teatro Piccolo Eliseo di Roma il 26 settembre 2019.

 

 

 

 

 

 

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