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il 23 ottobre 2007.
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Ebbene sì, il grande scrittore Daniel Pennac possiede anche notevoli doti attoriali. Del teatro conosce i tempi, le pause e i ritmi, possiede l'arte di dosare la sonorità della parola scritta e di incarnarla con la gestualità e, soprattutto, con la mimica facciale. Lo ha ampiamente dimostrato nella lettura teatrale de Il caso Malaussène- Mi hanno mentito presentata al Teatro Argentina di Roma, nell'ambito di Lunga Vita Festival.
Non è la prima volta che Pennac si esibisce sul palcoscenico del teatro romano, dove sembra sentirsi a casa sua. Nel 2010 portò in scena la lettura di Bartleby lo scrivano di Melville e nel 2016 lesse, con sopratitoli in italiano, il suo Journal d'un corps. Ma Il caso Malaussène è qualcosa di più di un reading teatrale, è una vera e propria performance astrusa con digressioni sulla letteratura che sembrano improvvisate.
La regia di Clara Bauer che ne ha curato anche l'adattamento insieme a Pennac, elimina i sopratitoli e affida la traduzione a Massimiliano Barbini e Pako Ioffredo, due attori molto ironici, che interagiscono con Pennac in diversi modi. Scambiano sguardi d'intesa o di dissenso con lui, recitano la traduzione usando il gesto per dialogare con il loro "doppio", correggono la sua pronuncia quando tenta goffamente di parlare in italiano. L'adattamento scenico ritaglia soltanto sei episodi ma fa entrare il pubblico nello spirito del romanzo che investe tre generazioni dei Malaussène, senza chiarire un bel niente. Il romanzo, del resto, è la prima puntata di un volume doppio e si conclude ex abrupto a metà della storia. Tipico dei romanzi decentrati di Pennac, che mette sempre in guardia i lettori dai pericoli dell'eccesso di coerenza narrativa. Bisogna conoscerli bene per poter godere appieno la performance, caratterizzata da un feroce umorismo nero, da situazioni grottesche e da discorsi stralunati.
La scena semivuota è occupata a destra e a sinistra dai case per trasportare le cose del teatro, sormontati da poltroncine e sedie ribaltate. C'è anche una lampada a terra per la lettura. In fondo, uno schermo dove vengono proiettati i titoli delle singole scene. Dopo aver messo in ordine gli arredi, Barbini e Ioffredo annunciano l'inizio di ogni episodio con un " Ciak, si gira ".
Settimo della saga Malaussène, iniziata nel 1985 con la pubblicazione de Il paradiso degli orchi, il romanzo presenta i personaggi di sempre cresciuti e invecchiati. La narrazione si sviluppa su due trame parallele, quella di Benjamin Malaussène e di Juli Corrençon rifugiati nell'altopiano di Vercors, lontano dal trambusto di parigino, e quella del rapimento del noto ministro Georges Lapietà mentre andava a ritirare un assegno ottenuto chiudendo le filiali del gruppo LAVA e licenziando tutti i suoi dipendenti. A dispetto del titolo, la performance si concentra sul caso Lapietà.

Gli episodi scorrono a ritmo sostenuto e rappresentano i punti salienti della vicenda. Dal rapimento al manifesto dei rapitori, dalle indagini dell'ispettore Titus e del collega Manin alla scoperta che Lapietà ha bisogno di un catetere urinario e alle ricerche, attraverso la videosorveglianza delle farmacie, per scoprire qualcuno che chiedesse cateteri senza ricetta. Le scene sono a dir poco esilaranti e tutti i personaggi raccontati vengono mimati da Pennac e dai suoi traduttori con ironica dovizia di particolari. La scena degli ispettori che si fanno una cannetta in automobile diventa ancor più comica e paradossale grazie alla scodella bianca con la sirena blu in cima, messa in testa a uno dei due. Per non parlare di Pennac che fa la piagnucolosa farmacista indagata,con indosso una soffice vestaglia celeste. Il tutto è commentato dalle musiche azzeccatissime di Alice Pennacchioni.
La cura dei dettagli, l'intelligenza delle piccole soluzioni sceniche, l'impegno, la sintonia e la coesione dei tre performer, e, soprattutto, l'entusiasmo di Pennac, rivelano l'importanza che il narratore dà alla parola parlata e condivisa direttamente con il pubblico, che nel gran finale viene direttamente chiamato in causa. Quando compaiono all'improvviso i titoli di coda sullo schermo in fondo, Pennac blocca tutto e e si mette a protestare. "Non avete capito niente!" grida agli spettatori che, ovviamente, non sanno rispondere alla sua domanda "Chi è il personaggio principale?"."Il caso ", risponde lui e attacca a spiegare che il buon romanzo popolare è quello dove non accadono le cose che il pubblico si aspetta. Non lo fa in modo dottorale ma attraverso comiche storielle raccontate a un pubblico plaudente e divertito. Tutto fa pensare che attraverso il teatro, lo scrittore finalmente non si senta più solo.
Scheda tecnica
Il caso Malaussène - Mi hanno mentito, di e con Daniel Pennac e con Massimiliano Barbini e Pako Ioffredo.
Adattamento: Daniel Pennac e Clara Bauer. Regia di Clara Bauer.
Visto al Teatro Argentina di Roma il 2 settembre 2019.