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il 23 ottobre 2007.
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Sempre più esplosiva, dinamica e grottesca, la irrefrenabile coppia Frosini - Timpano ripropone a Lunga Vita Festival la tragicommedia al cianuro Glisposi. Romanian tragedy. Rispetto al suo esordio al Festival Inequilibrio di due anni fa, lo spettacolo è apparso ancor più dissacratorio e graffiante, più dirompente nel ritmo e sfrenato nei movimenti. Da soli in scena, gli attori hanno sfruttato tutto l'ampio spazio adibito ai balletti all'interno dell' Accademia Nazionale di Danza dove ha sede il Festival.
Gli sposi del titolo sono i coniugi Ceauşescu che vengono presentati sia in veste di personaggi pubblici che nelle loro diaboliche dinamiche di coppia. Come sempre nei loro spettacoli, la Storia viene rappresentata anche con la esse minuscola. Ma questa volta il testo non è farina del loro sacco, anche se sembra scritto e tradotto apposta per loro. L'autore è il drammaturgo, regista, attore e musicista David Lescot che usa il teatro per ridimensionare la solenne grandezza della Storia. La sapiente versione in italiano è di Attilio Scalpellini che sembra conoscere molto bene lo stile performativo di Frosini -Timpano.
I due grandi attori, tuttavia, hanno snellito il testo, liberandolo da una struttura troppo attenta al diacronico svolgimento dei fatti. Indossano vestiti da tutti i giorni e si portano appresso due sedie per le scene private e due microfoni per i comizi.Quello usato da Nicolae Ceauşescu è posto in avanti a sinistra, quello di Elena Petrescu in fondo a destra.
Partono raccontando le loro umili origini contadine. Lui parla di lei e lei di lui. in un serratissimo passo a due. Sono nati in Valacchia e lei bara sulla sua vera data di nascita. Fin dalle prime battute si capisce che il grande dittatore, affetto dal culto di se stesso, è succube della moglie. Tutta la prima parte dello spettacolo racconta la loro gioventù, la militanza di lei nella Lega dei giovani comunisti, il loro incontro quando lui era capo dell'Unione della gioventù comunista, il matrimonio, i tre figli. Poi l'inspiegabile ascesa al potere di un uomo mediocre, imbeccato da una moglie ambiziosa e altrettanto mediocre.
Frosini e Timpano escono e rientrano nei loro personaggi, li raccontano e li interpretano, li smascherano senza giudicarli, li deridono in una pirotecnica alternanza di monologhi, dialoghi e bisticci che conferma la loro sorprendente agilità performativa.
Indimenticabile il discorso pubblico del giovane Ceauşescu balbuziente con la moglie che gli suggerisce dall'altro microfono di farsi amare dal popolo e dall'Occidente. Poi le voci fuori campo di De Gaulle in visita in Romania e più tardi quella di Nixon dopo la condanna pubblica del dittatore dell'occupazione dei carri armati russi a Praga (1968). E' sempre lei a muovere i fili che tengono insieme la marionetta del sanguinario dittatore. E tutto viene deciso in base al tornaconto personale. Quando lui si dichiara in favore della pace in Israele, lei bisbiglia sottovoce "...tu li riunisci gli Ebrei e gli Arabi e prendi il Nobel per la pace....". Il linguaggio colloquiale e un po' ruspante e l'eloquente mobilità della mimica facciale, qui come altrove, rafforzano la comicità al vetriolo della pièce. Una comicità basata anche sulla ripetizione di fatti, di idee e di promesse al popolo mai mantenute.

Prevalgono le scenette di vita privata dove i dittatori sfoggiano le loro paradossali manie di grandezza. Basti pensare alle loro lamentele contro gli architetti del loro palazzo che hanno osato mettere capitelli ionici al posto di quelli dorici da loro richiesti. Il tutto è commentato da brani musicali decisamente kitsch, da Cuore matto in rumeno alla strampalata versione, sempre in rumeno, di Tanti auguri di Raffaella Carrà, durante la quale lei balla e lui rimane immobile. Raccontano anche barzellette stupide i dittatori che hanno messo in ginocchio e insanguinato il loro paese, spinti da una brama di potere mascherata da comunismo.
Inevitabilmente l'uccisione finale, due colpi di fucile e i loro corpi accasciati sul palcoscenico. Sullo sfondo immagini proiettate della Romania consumista di oggi.
Sebbene basato su fatti storici ampiamente documentati, lo spettacolo non è mai didattico. Gli attori svelano i paradossi e le assurdità del potere con nonchalance e una buona dose di umorismo nero, lasciando al pubblico la libertà di tranciare giudizi, qualora ce ne fosse bisogno.
Lo spettacolo è un ordigno esplosivo ben congegnato e gli attori giganteggiano sulla scena. Applausi a non finire.
Scheda tecnica
GLI SPOSI - ROMANIAN TRAGEDY, regia e interpretazione di Elvira Frosini e Daniele Timpano.
Testo di David Lescot. Traduzione di Attilio Scalpellini. Disegno luci: Omar Scala. Scene e costumi:Alessandro Ratti. Assistente alla regia: Camilla Fraticelli. Voce off: Valerio Malorni. Progetto grafico: Valentina Pastorino.
Uno spettacolo di Frosini/Timpano.
Produzione: GLI SCARTI, ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI, KATAKLISMA TEATRO. Con il sostegno di PAV, ARMUNIA, SPAZIO ZUT!, TEATRO DI ROMA; ASTI TEATRO.
Visto il 16 luglio 2019 all'Accademia Nazionale di Danza, nell'ambito di Lunga Vita Festival.