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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

A proposito di gatti, di Umberto Orsini

 

 

Serata unica in un piovoso lunedì di maggio, al Teatro Vascello di Roma, cuore pulsante di Monteverde dove Umberto Orsini abita e dove ha trovato il bel gatto rosso che appare sulla locandina di Aproposito di gatti. Lo spettacolo, composto dal grande attore insieme a Paolo di Paolo, è un atto d'amore nei confronti dell'animale più indecifrabile e più amato dall'umanità, dai tempi degli antichi Egizi a oggi. Un assemblaggio raffinato di aneddoti, aforismi, di poesie e di racconti, di frammenti di Storia e di quotidianità, di riferimenti a pittori e artisti, che ruota intorno al magico e flessuoso felino domestico che si rifiuta testardamente di essere addomesticato. Perché, a detta di Ellen Perry Berkeley,"come ogni proprietario di gatti sa, nessuno può possedere un gatto".

Una esemplare prova d'attore condotta come fosse una chiacchierata in famiglia. Il teatro è gremito, e Orsini si muove sul palcoscenico con agio, spostandosi da un tavolo pieno di fogli sparsi ad un esile leggio. Anche quando parla dei gatti di Roma e delle gattare, soppesa le parole con maestria, le accompagna con sguardi e gesti delle mani che catturano l'attenzione degli spettatori. Partecipano in tanti con cenni di assenso e bisbigliati commenti di ammirazione.

La musica di Cats, tenuta a volume moderato, accompagna la straordinaria affabulazione di Orsini che condensa in un'ora e mezza gran parte dello scibile sul rapporto dell'uomo con il felino da salotto. Il ritmo varia e passa dal veloce resoconto di fatti storici, al ritmo più rallentato della lettura di poesie di Tasso, Trilussa, Pascoli, Apollinaire, Baudelaire, Neruda, Eliot e di tanti altri ancora, fino al racconto gotico di Edgar Allan Poe.


  

Gli Egizi raffiguravano il dio Ra con l'immagine di un gatto. I Romani preferivano il cane ma ebbero il merito di diffondere i felini in Europa, portandoseli dietro nelle battaglie per tenere lontani i topi dalle vettovaglie. Nel Medioevo erano visti come la reincarnazione delle streghe e nel XV secolo vennero perseguitati dalla Chiesa Cattolica che li considerava mostri malefici.

Miglior trattamento ricevettero da artisti e poeti. Balthus dodicenne, per vincere il dolore causato dalla perdita della sua gatta Mitsou, disegnò alcune tavole, descrivendo con il solo inchiostro sentimenti così puri che Rainer Maria Rilke decise di pubblicarle, impreziosendo il volume di una propria introduzione.

Ma quando si arriva alle poesie, la voce di Orsini aderisce perfettamente alle parole, si accoccola sulla versificazione, spicca balzi improvvisi a un cambio di strofa o ammorbidisce il tono per scivolare su un enjambement. I suoi occhi si illuminano come quelli ambrati dei gatti che si concretizzano nell'immaginazione del pubblico grazie alla sensibilità dell'attore e allo straordinario potere evocativo della sua voce. A poco a poco il palcoscenico sembra affollarsi di ombre di piccoli felini. Ci sono “Les chats “di Baudelaire, pigri, sedentari e amanti del silenzio:

 

[...] Meditabondi, assumono le pose statuarie 
delle sfingi accosciate in fondo a solitarie
lande, come in un sogno che fine mai non abbia ;

sprizzano dalle reni magnetiche scintille:
a grani d'oro, simili a finissima sabbia,
vagamente gli stellano le mistiche pupille.

 

C'è il micio fiero di se stesso cantato nell'"Ode al gatto"di Neruda, nella quale il poeta cileno asserisce che ogni creatura sulla terra, uomo compreso, vorrebbe essere diversa da quello che è,"ma il gatto/vuole essere solo il gatto". Ci sono “Le gatte dello spedale di Sant'Anna”, un sonetto che Tasso scrisse quando era ricoverato nel nosocomio di Ferrara, i cui occhi lucenti vengono paragonati alle stelle che guidano i marinai in un mare in tempesta.

Non poteva mancare T.S Eliot, autore de Il libro dei gatti tuttofare dal quale venne tratto il musical Cats di A.L.Webber. Orsini sceglie “ Il nome de gatti “, splendida poesia in cui l'autore de La Terra Desolata afferma che un gatto dovrebbe possedere tre nomi: quello da usare in famiglia, quello più dignitoso che gli permetta “di mantenere la coda perpendicolare, di mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso” e, infine, il nome che il gatto si sceglie. Un Nome “profondo e inscrutabile” che coincida con la sua identità.

Sebbene molto conosciuto, Il gatto nero di E.A.Poe viene letto e interpretato in modo da creare un senso di suspense, grazie all'uso sapiente delle pause e alle improvvise accelerazioni di ritmo.

Quel che ammalia è l'estrema vivacità con la quale l'attore dà corpo alla parola e la generosa energia che impiega per comunicare le sue emozioni e i suoi stupori al pubblico. Antidivo per eccellenza, il più grande attore della sua generazione, conclude lo spettacolo con il racconto di una storia personale che la dice lunga sul suo amore per i gatti e per il teatro. Ne aveva tanti di randagi nel giardino di campagna e li aveva battezzati tutti con i nomi di famosi personaggi teatrali. La vezzosa Nora di Ibsen, il mago Prospero di Shakespeare, Alceste di Molière e tanti altri ancora. A suo avviso, la più amabile compagnia che abbia mai diretto ! Applausi a scroscio.

 

 

Scheda tecnica

A PROPOSITO DI GATTI di Umberto Orsini e Paolo di Paolo.  
Con Umberto Orsini.
Compagnia Umberto Orsini- Nuova produzione.
Visto al Teatro Vascello di Roma il 20 maggio 2019.

 

 

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