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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Salomè, per la regia di Luca De Fusco

 

E' giunta anche a Roma, al Teatro Eliseo, la Salomè di Oscar Wilde, adattata e diretta da Luca De Fusco. Lo spettacolo ha un impianto registico piuttosto tradizionale e un linguaggio teatrale e performativo lontani dalla contemporaneità.

La bella scena di Maria Crisolini Malatesta che firma anche i costumi, è tetra e presaga di morte. Sullo sfondo scuro appare un grosso cerchio centrale che spesso rispecchia la luna, ora attraversata da nuvole e da ombre, ora arrossata dal riflesso del sangue versato. Una luna fredda, mutevole e virginale come Salomè, la giovane figlia di Erodiade, desiderata dal vecchio patrigno Erode. Il suo posto a tratti viene occupato dal volto del profeta Iokanaan che annuncia la venuta del Figlio dell'Uomo. Sono immagini cristologiche un po' tipo santino che stonano con l'essenzialità della scena. Una voce fuori campo sarebbe stata più efficace.


Ma De Fusco ha un debole per la commistione delle arti e le proiezioni video non potevano di certo mancare. L'intera operazione, del resto, tende a privilegiare l'aspetto visivo a discapito di quello introspettivo di un testo molto complesso che indaga le ossessioni e le ambiguità dell'essere. Erode e Salomè sono caratterizzati da una ricca varietà di desideri, pulsioni e stati d'animo opposti tra loro. Sono capricciosi e a tratti disperati. La giovane, in particolare, è come ipnotizzata dalla sua attrazione compulsiva per il profeta che la respinge.



Scritto in francese a Parigi (1891) per Sarah Bernhardt, l'atto unico sfoggia un francese falsamente semplice che dà forma plastica a eccessi e contraddizioni. È un'opera di grande bellezza che tiene in perfetto equilibrio drammaticità, esasperazione e ironia. Anche le stravaganze decadenti sono ridimensionate dall'arguzia dell'autore. Lo si può notare nell'interminabile e quasi tedioso catalogo di gioielli, pietre preziose, pavoni bianchi e orpelli vari che Erode offre a Salomè per dissuaderla dalla richiesta della testa di Iokanaan, in cambio dell'agognata danza dei sette veli.

Tornando allo spettacolo, la sequenza narrativa appare alquanto naturalistica e scorre monotona e priva di credibili impennate drammatiche. Anche la famosa danza dura poco e assomiglia ad uno sketch televisivo. Gaia Aprea è una Salomè annoiata e piuttosto monocorde. Indossa un lungo abito bianco e una calotta arricchita da pietre preziose che la fa assomigliare ad un aliena. Anita Bertolucci, nella parte di Erodiade,trasforma l'ironia che circonda il personaggio in pura comicità, accentuando oltre misura la sua pedanteria di moglie insoddisfatta. Gli attori più giovani fanno quello che possono, ma da soli non reggono la scena. Basti pensare che quando il giovane Siriaco si uccide per amore di Salomè, quasi non ce ne se accorge. Lo stesso di può dire di Giacinto Palmarini nella parte di uno Iokanaan troppo in carne per non far sorridere quando Salomè lo descrive come " una sottile statua d'avorio ". Su tutti torreggia Eros Pagni, nei panni di Erode, per la sua impeccabile professionalità di altri tempi.

Il punto è che la rappresentazione non è sorretta da una idea registica unitaria. Nelle sue note De Fusco parla delle teorie di René Girard circa " il desiderio mimetico " e sostiene che Salomè "si specchia nel profeta ". Questa ipotesi, assai discutibile, non viene tuttavia sviluppata nel corso dello spettacolo e si manifesta solo come colpo di scena finale. Salomè distesa a terra si preme sul ventre la testa di Iokanaan, poi si rigira, solleva in alto la riproduzione della sua e la bacia in un atto di autoerotismo delirante.

 

 

Scheda tecnica

SALOMÈ, di Oscar Wilde.

Adattamento di Luca De Fusco. Scene e costumi:Marta Crisolini Malatesta. Disegno luci: Gigi Saccomandi. Musiche: Ran Bagno. Coreografie e aiuto regia: Alessandro Panzavolta. Istallazioni video: Alessandro Papa.

Con: Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bertolucci, Alessandro Balletta, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Carlo Sciaccaluga, Paolo Serra, Enzo Turrin.

Regia di Luca De Fusco.

Produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro nazionale di Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona.

Prima assoluta, Pompei, Teatro Grande, 21 giugno 2018.

 

 

 

 

 

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