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il 23 ottobre 2007.
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Donna n° 4 e Nessuno ci guarda non sono nuovi, ma rivederli al Teatro India di Roma, che li ha riproposti in questi giorni insieme a dEversivo, significa toccare con mano la straordinaria crescita artistica e attoriale dell'autrice e regista di se stessa Eleonora Danco.
Il suo corpo esile è puro ritmo, frenesia e rallentamento. I suoi gesti, apparentemente impulsivi, disegnano nello spazio vuoto il significato della parola scritta, ne riaggiustano la sintassi, per dar corpo vivo, vibrante e fortemente visivo al segno astratto.
Non meraviglia che nel corso della scrittura delle sue opere, la Danco di lasci ispirare da pittori come Francis Bacon o Jackson Pollock. "Partodall'immagine. L'impatto.", afferma nelle note di regia.
Donna n° 4, commissionato dall'Expo di Milano 2015, è un atto unico o, meglio, un breve monologo performativo, che ruota sul rapporto di una giovane donna con il cibo. Un rapporto ossessivo e maniacale attraverso il quale la ragazza cerca di dare un ordine alla sua vita. Nelle stanze chiuse di Bacon, dove corpi deformati sono impossibilitati ad instaurare legami, la Danco ha trovato la chiave dei suoi contorcimenti fisici, e la forza di inscenare il guasto interiore del suo personaggio. La donna si impone di mangiare il meno possibile per svuotare il corpo, per liberarlo dai ricordi. I punti di ristoro sono ovunque, nei musei, nelle metropolitane, nelle stazioni. La fobia degli altri la fa stare alla larga da riti sociali come l'aperitivo o le cene fuori con gli amici. L'attrice elenca senza riprendere fiato liste interminabili di cose da mangiare, di vizi alimentari alla moda, di ritrovi e di locali dove si ci può ingozzare in mezzo alla gente. Tutto questo la disgusta e la condanna ad una totale prigionia in se stessa.


Nessuno ci guarda è molto più movimentato e si incentra sui ricordi di infanzia. Il corpo dell'attrice si rotola per terra, si arrampica alle pareti, salta agilmente da un punto all'altro della scena, balla, si dimena senza sosta. La sua voce fa il verso a quella di lei bambina, a quella della madre invadente e a quella del padre adorato. Nella foga della performance, l'attrice sbatte più volte la testa contro il muro. Coni di luce faticano a seguirla sul palco occupato soltanto dal tavolo della mamma che la rimprovera. Questa volta è Pollock il propellente della messinscena e il corpo in perpetuo movimento di lei che sputa improperi è come un pennello che schizza macchie di colore da una parte all'altra della tela. I movimenti invasati danno forma agli umori e agli stati d'animo di un'infanzia difficile e scalpitante. Ritorna l'ossessione del cibo che le veniva imposto dalle grida della madre. La paura di fare tardi a scuola. Riaffiora, come da un sogno, l 'agognata gita al mare con i genitori, la voglia di lei di buttarsi in acqua e il divieto di farlo prima delle tre ore canoniche dal pasto. Esplode il complesso edipico di lei che vorrebbe fare l'amore con il padre. I ricordi si aggrovigliano e il motivo di una educazione inutilmente severa ritorna costante a rafforzare i disagi di lei adulta. Un'adulta forse mai cresciuta che, invece di andare a lavorare, preferisce affogare negli incubi del passato.
In entrambi i monologhi i due personaggi non hanno nome e la giovane autrice romana abbandona il dialetto, forse per rendere più generali certi malesseri della sua generazione e della società di oggi. Una società caratterizzata da una opulenza obesa e compulsiva e da infinite solitudini. Lo fa con un'energia e una forza travolgenti che coinvolgono e spiazzano allo stesso tempo.
Scheda tecnica
DONNA N° 4
scritto, diretto e interpretato da Eleonora Danco.
Musiche scelte da Marco Tecce. Disegno luci: Eleonora Danco. Assistente alla regia: Maria Stella Casella. Comunicazione: Lorenza Accardo.
Produzione Teatro di Roma _ Teatro Nazionale.
NESSUNO CI GUARDA
scritto, diretto e interpretato da Eleonora Danco. Musiche scelte da Marco Tecce. Disegno luci: Eleonora Danco. Assistente alla regia: Maria Stella Casella. Comunicazione: Lorenza Accardo.
Produzione Teatro di Roma_ Teatro Nazionale.