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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

The Prisoner, di Peter Brook e Marie-Hèlène Estienne

 

 

Delude e disorienta lo spettacolo firmato da Peter Brook e da Marie-Hèlène Estienne, presentato in prima nazionale al Teatro Vittoria di Roma. Viene da pensare che la collaborazione sempre più stretta con la moglie non giovi al grande maestro ultranovantenne che, forse, la lascia troppo fare.

Si tratta di una parabola archetipica che tocca troppe tematiche senza approfondirle. In ottanta minuti di stasi drammatica si affrontano i tasti dolenti del crimine, del castigo, della redenzione e dell'incesto. Lo spettacolo aspira ad una valenza universale, ma la realtà presentata appartiene a culture troppo lontane per essere comprese a pieno da un pubblico europeo.

Non a caso, l'idea principale dello spettacolo nasce da ricordi di viaggi di Brook in terre lontane. Non a caso, il dramma è incorniciato dalla visita di una viaggiatrice europea estasiata dal sentirsi più a contatto con la natura.


 

La scena essenziale, occupata soltanto da tronchi e rami scorticati dal sole, ci porta in una terra desolata molto lontana dall'Europa, dove un giovane uccide il padre per averlo sorpreso a letto con la sorella che egli stesso desidera. Il ragazzo, interpretato con grazia e stoicismo da Hiran Abeysekera, si chiama Mavuso e vuole espiare la sua colpa. Lo zio Ezechiel (Harvé Goffins ) in virtù di una carica pubblica che ricopre, lo porta in cima ad una collina desertica dove lo condanna a trascorrere venti anni in assoluta solitudine, cibandosi di piante, vermi e animaletti vari. Davanti ai suoi occhi c'è solo una grande prigione simbolica per ricordargli che la vera prigione è solo quella interiore. Il lento passare dei giorni e degli anni viene evocato da un continuo alternarsi di luci calde e luci fredde. Mavuso rimane immobile con gli occhi sbarrati e non si lascia distrarre dalle visite che riceve. Da quella della sorella Nadia (Kalieaswari Srinivasan ) incinta di un bambino di cui vorrebbe fosse lui a fargli da padre. Da quella di alcuni vicini che lo vorrebbero cacciare via e quella di due guardie carcerarie che lo accusano di "sovvertire il sistema ".


Gli attori, come sempre nel teatro di Brook, sono tutti di altissimo livello, le immagini fortemente evocative. Ma alcune soluzioni registiche risultano banali. Come quella del topolino, simulato dal movimento di un dito di Mavuso sotto la sua tunica. L'incontro con il ratto, prima coccolato e poi ucciso e mangiato, dura troppo se si pensa che l'incesto e l'eventuale dramma di Nadia non vengano affatto sviluppati. Anche l'evidente accusa alla detenzione che attraversa il dramma appare un po' scontata. Spettacolo lento, poco coinvolgente, che tuttavia reca qualche traccia della grandezza passata di Peter Brook.

 

 

Scheda tecnica

THE PRISONER di Peter Brook e Marie-Hèlène Estienne.  
Luci: Philippe Vialette. Scene: David Violi. 
Con: Hiran Abeysekera, Hervé Goffings, Omar Silva, Kalieaswari Srinivasan.
Regia di Peter Brook e Marie-Hèlène Etienne.

Prima nazionale, l'11 ottobre 2018 al Teatro Vittoria di Roma, nell'ambito di Romaeuropa Festival.

 

 

 

 

 

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