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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Concepito e diretto dall'artista visiva Gisèle Vienne e interpretato dal ventriloquo e burattinaio Jonathan Capdevielle, Jerk è uno spettacolo inquietante e di fortissimo impatto emotivo. Tratto dall'omonimo romanzo di Dennis Cooper, Jerk racconta un fattaccio di cronaca degli anni 70 legato a un serial killer che uccise ventisette giovani dopo averli seviziati e abusati sessualmente con la complicità di due adolescenti gay.
Lo spazio scenico della Sala D' Armi all'Arsenale è quasi vuoto. Al centro , in prossimità degli spettatori , sta seduto il performer con una sacca da viaggio a sinistra e un registratore sgangherato a destra. Guarda gli spettatori con curiosità, mentre prendono posto in sala. Ha uno sguardo mite e appare pensieroso, ma quando lo spettacolo ha inizio, diventa più severo e aggressivo. Entra nella parte di David Brooks, il complice gay di Dean Corll che, insieme a Wayne Henley, massacrò e smembrò i cadaveri delle loro vittime.
Nella finzione, il pubblico è pensato come un gruppo di studenti di Psicologia Freudiana invitati ad ascoltare la testimonianza di Brooks. Gli spettatori vengono forniti di due fogli ciascuno che dovranno leggere in due momenti distinti dello spettacolo, seguendo le indicazioni precise dettate da Brooks. All'inizio egli afferma con tono deciso che la storia che sta per raccontare è vera ed che è basata su fatti vissuti in prima persona, che lui è un ex tossico e che ha imparato l'arte del burattinaio in galera. Il tutto appare realistico o comunque credibile, anche quando si fa ricorso a strumenti palesemente metateatrali. Le scene di violenza vengono replicate attraverso due teneri burattini di peluche. Un orsetto panda sta per Dean Corll e una specie di lontra spelacchiata fa la parte di Wayne Henley. Capdevielle li tiene sulle ginocchia e li muove con notevole maestria, mentre fa la voce dei tre personaggi, compresa la sua,tenendo le labbra chiuse.
Le storie sono raccapriccianti e il performer produce una disgustosa sinfonia di suoni gutturali e, ogni tanto, sbava saliva. Due pupazzi muti rappresentano le vittime che Corll sodomizza mentre Henley si masturba. David se la spassa con Wayne mentre Dean fa a pezzi il cadavere di un ragazzo.
L'energia di Capdeville è strabiliante come lo è la sua capacità di attirare lo sguardo anche sui minimi dettagli. Geme, farfuglia, sospira e bisbiglia e ogni tanto alza a palla il registratore che gracchia la musica metallica di Peter Rehberg.

L'interesse di Vienne non si concentra sul perché di certe perversioni. Il male appare come un mistero incomprensibile, un fenomeno inevitabile. Quello che conta sono i modi di percezione di ciò che accade sulla scena e i rapporti tra realtà e finzione a teatro. La performance è violenta e comica allo stesso tempo e crea delle forti sovrapposizioni tra il vero e il palesemente falso. Gli estremi si toccano. Anche le gesta porno di un burattino di peluche possono, come in questo caso, infiammare la immaginazione dello spettatore e procurargli un senso di nausea e di orrore.
Scheda tecnica
JERK, drammaturgia: Dennis Cooper. Musica originale: Peter Rehberg e El Mundo Frio by Corrupted. Creato in collaborazione con e interpretato da Jonathan Capdevielle. Voci registrate: Dennis Cooper, Paul P Styling: Stephen O'Malley, Jean-Luc Verna. Marionette: Gisèle Vienne, Dorothéa Vienne Pollak. Costumi: Dorotéa Vienne Pollak, Marino Marchand, Babeth Martin. Consulenza per la ventriloquia:Michelle Dejeneffe. Direttore tecnico: Nicolas Minssen. Direttore luci: Arnaud Lavisse. Poduttore esecutivo: DACM on la collaborazione di: Le Quartz Scène nationale de Brest.
Foto: Courtesy La Biennale di Venezia/©A. Avezzù.
Prima nazionale: 28 luglio 2018, Biennale Teatro 2018.