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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Gioco di specchi, di Stefano Massini

 

Giunto all'apice della fama con Lehman Trilogy , l'epica saga familiare che reca l'ultima firma di Luca Ronconi, Stefano Massini conferma la sua versatilità drammaturgica con Gioco di specchi, un breve atto unico per due attori scritto <su misura> per Ciro Masella , che ne cura anche la regia, e Marco Brinzi.

La pièce è un perfetto ingranaggio drammaturgico, un corpo a corpo verbale intorno al senso della vita e della morte, un gioco di specchi circolare sul fragile limite che separa la veglia dal sogno e la vita dal teatro.

Al centro di uno spazio scenico neutro e indefinito, un cono di luce gialla illumina i corpi immobili dei due attori seduti a terra con il busto piegato in avanti sulle gambe distese, il capo rivolto verso il basso, le mani che afferrano le caviglie. Assumono la stessa postura per qualche minuto e indossano entrambi un paio di jeans beige e una maglietta blu. Sembrano due marionette intercambiabili circondate da poveri oggetti di scena: un cavallino a dondolo e un gladio di legno sulla sinistra, una corazza e una scacchiera sulla destra.

All'improvviso si svegliano di soprassalto dallo stesso incubo: l'uno ha sognato la morte dell'altro, con le medesime parole e nelle medesime circostanze. All'alba uno dei due si sveglia sotto un melograno dopo <aver dormito come un bambino> e si accorge che l'altro se n'è andato all'altro mondo. Il timore che si tratti di un sogno premonitore è il motore propulsore del lungo e ansiosissimo dialogo che li terrà impegnati fino all'alba, fino a quando cioè potranno verificare la veridicità del sogno.

Le battute si inseguono a ritmo pressante nel vano tentativo di trovare possibili risposte a insolubili domande. I discorsi un po' rocamboleschi li portano a mettere tutto in discussione. Sulle prime potrebbero far pensare ai vagabondi di Beckett ma la scrittura teatrale di Massini non si inabissa mai nel grottesco e, soprattutto, non riesce a conferire ai due personaggi una statura universale.

I due dicono di essere Don Chisciotte (quello sulla sinistra ) e Sancho Panza (quello sulla destra), ma stentano a definire con certezza la loro identità. Servo e padrone si scambiano i ruoli nel corso della rappresentazione e di sera in sera gli attori si avvicendano nell'interpretazione dei due personaggi. Il loro è un passatempo metateatrale durante il quale si sforzano di risolvere il mistero della vita e della morte come se si trattasse di un gioco enigmistico. Per fugare la paura di morire cercano di capire se lo scenario sognato sia simile a quello in cui si trovano adesso, ma è buio pesto e non riescono nemmeno a capire se nei paraggi ci sia un melograno. I dialoghi sempre più densi e strampalati si attorcigliano intorno ad una contorta catena di dubbi. Se qualcuno deve morire, a chi dei due toccherà? E che ne sarà dell'altro? Sopravviverà come l'Orazio scespiriano per raccontare la storia dell'amico scomparso? Sancho si augura di sopravvivere almeno per altri cinquant'anni mentre il più inquieto Don Chisciotte si sarebbe accontentato anche di due. Nel frattempo provano a giocare a scacchi oppure recitano le loro reciproche parti, l'uno, Sancho Panza, montando il cavallino a dondolo, l'altro, Don Chisciotte, indossando l'armatura.

I due attori calzano il tessuto testuale come fosse una seconda pelle. Ne chiosano i ritmi e ne rispettano i tempi. Alle lunghe tirate e alle veloci sequenze di fittissimi dialoghi fanno seguito momenti di silenzio e di stasi nei quali cambiano di poco la loro posizione sulla scena. Una performance impeccabile che tuttavia risente di certi passaggi un po' farraginosi del testo.
Massini conosce e asseconda i tempi del teatro, ma questa volta la sua scrittura, sebbene agile, rischia di perdersi in un pensiero troppo astratto.

 

Scheda tecnica

GIOCO DI SPECCHI, di Stefano Massini. Scena, luci e costumi : Silvia Avigo. Suono : Angelo Benedtti. Con : Marco Brinzi e Ciro Masella. Regia di Ciro Masella. Uthopia/ tra Cielo e Terra.

Visto al Teatro Argot di Roma il 22 aprile 2015.

 

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