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Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.
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Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Non è uno spettacolo nuovo di zecca ma, oggi più che mai, necessario perché si interroga sul valore della democrazia e della libertà personale minacciate dalla tirannia di chi è al potere. Nella lingua e nella spada, scritto, diretto e magistralmente interpretato da Elena Bucci, è un melologo a più voci, ispirato alle lotte politiche del poeta e rivoluzionario Alekos Panagulis e al rapporto di lui con la scrittrice e giornalista Oriana Fallaci. Un rapporto tanto intenso e formativo per la Fallaci da farle avvertire il desiderio di strapparlo alla dimenticanza attraverso il libro Un uomo.
Lo spettacolo che da quel libro trae spunto, diviene, a sua volta, testimonianza del dovere di opporsi con tutte le forze a qualsiasi abuso di potere.
Il palcoscenico del Teatro Torlonia è occupato da una pedana sovrastata da un grande grappolo di corde strette al centro da una sorta di fascia. La Bucci ci si infila dentro o la toglie alla fine per permettere alle corde di suggerire le pareti del carcere di Panagulis. Sullo sfondo, un pannello rettangolare giallo oro sul quale si muove l’ombra della testa di una donna che lentamente si trasforma in immagini meno definite, forse un uccello in procinto di volare.
Questa volta non ci sono musicisti in scena e la Bucci canta meno rispetto a versioni precedenti di quello che era nato come progetto di musica e teatro. Rimangono le creazioni musicali in playback di Luigi Ceccarelli e registrazioni sonore di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia.

La Bucci indossa pantaloni neri, giacca rossa e camicia bianca. Tutto quel che le occorre per dar voce ad Alekos Panagulis, alla madre e a qualche carceriere di lui e a Oriana Fallaci. Da attrice pregevole quale è, passa da un personaggio all’altro in modo assolutamente fluido, grazie alla sua capacità di dar corpo al mondo interiore dei personaggi attraverso uno studio minuzioso del movimento e alle sue impercettibili variazioni di intensità espressiva e vocale.
Il racconto non contiene citazioni dirette dal libro della Fallaci, ma mette insieme episodi documentaristici e parti scritte dall’attrice.
Inizia con il suo viaggio in Grecia, dopo la maturità, durante il quale lesse Un uomo. Attraverso un notevole balzo in avanti nel tempo, racconta in prima persona il fallito tentativo di Panagulis di uccidere il dittatore Papadopoulos (1968). Il racconto non segue cronologicamente i fatti. Si accenna alla sua fondazione dell’organizzazione Resistenza Greca prima del fallito attentato. Molto si dice del suo arresto, della sua condanna a morte, scampata grazie alle pressioni della comunità internazionale, e anche al timore da parte del regime di farne un martire. Le estreme sofferenze di Alekos nella cella di tortura fatta costruire apposta per lui, non gli impediscono di scrivere con il suo stesso sangue poesie dove poteva.

La politica è un dovere ma l’arte è un bisogno che nasce dalla necessità di dare forma ai propri stati d’animo. Questo vale per Panagulis e per la sua compagna Oriana Fallaci.
Il melologo si sofferma sulle atroci violenze subite da Alekos in prigione, evitando di trasformarlo in un eroico martire. Con potente intensità espressiva, l’attrice passa alla sua scarcerazione nel 1973, all’incontro con la giornalista che sarebbe diventata la sua compagna, alla loro relazione non priva di scontri, fino alla sua morte in un misterioso incidente stradale avvenuto nel maggio del 1976.
Il recitar cantando della Bucci rende la parola “racconto” limitativa. Quel che arriva agli spettatori va oltre i fatti. Voce e corpo della grande attrice danno sostanza fisica a emozioni, stati d’animo, paure, coraggio, speranze e impegno politico.
Spettacolo superlativo per la minuziosa scelta delle parole e delle musiche e per la tecnica recitativa, che misura con precisione chirurgica anche i minimi gesti che danno corpo alle parole.
Scheda tecnica
Nella lingua e nella spada, elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci.
Musica in playback di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia. Disegno luci di Loredana Oddone. Costumi di Elena Bucci, Marta Benini e Manuela Monti.
Foto di Luca Concas, Salvatore Pastore, Patrizia Piccino.
Documentazione video di Stefano Bisulli. Produzione Le belle bandiere, Centro teatrale bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa con il sostegno di Regione Emlia-Romagna, Comune di Russi. Produzione musicale Edison Studio.
Visto al Teatro Torlonia di Roma il 22 gennaio 2026