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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

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Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

Batman!

 

 

In una puntata della famosa e divertente serie televisiva The Big Bang Theory, i quattro protagonisti, appassionati gamer e lettori di comics, discutono su quale sia stato il miglior interprete di Batman e convergono sui nomi di Christian Bale e Michael Keaton. La puntata aveva peraltro come super ospite Adam West, Batman televisivo di molti anni prima, quando i telefilm erano decisamente banali ed economici; sempre con Adam West, anche un film del 1966 non era stato in grado di reggere il confronto con i fumetti.

Nella discussione dei quattro amici, i nomi peraltro ben noti di George Clooney, Val Kilmer e Ben Affleck risultavano bocciati per non aver saputo dare al super-eroe la giusta personalità in altri film di non grande successo. Credo invece che The Batman, uscito nelle sale nel 2022, avrebbe sicuramente ricevuto l’attenzione di Sheldon e compagni, con la promozione del bravo Robert Pattinson.

Se si googla “Batman” sul web i risultati sono innumerevoli e quasi stordiscono per la evidente mania di alcune analisi e ricerche. Il personaggio dei fumetti nato nel 1939, cioè 86 anni fa, ha vissuto mille e mille avventure ed è stato disegnato e anche trasformato decine di volte. I suoi avversari sono naturalmente tantissimi e come nella mitologia greca cambiano a seconda di chi li racconta e disegna: per gli sceneggiatori del cinema non c’è che l’imbarazzo della scelta. Invito i lettori a dare una semplice occhiata alla pagina di Wikipedia Batman per capire a cosa mi riferisco.

Nella mia opinione, certamente molto personale e non completamente informata, sono cinque in totale i film che vanno visti per trovare un Batman di alto livello sugli schermi: i primi due di Tim Burton con Michael Keaton – Batman del 1989 e Batman Returns del 1992, e i tre firmati da Christopher Nolan con Christian Bale - Batman Begins del 2005, The Dark Knight del 2008 e The Dark Knight Rises del 2012.

   

Nei due film di Tim Burton con Batman-Keaton ci sono naturalmente i due personaggi che spalleggiano l’eroe, ovvero il maggiordomo Alfred interpretato da Michael Gough e il commissario Gordon interpretato da Pat Hingle, più una serie nutrita di ottimi attori negli altri ruoli, Kim Basinger, Jack Palance, Michelle Pfeiffer, Danny DeVito e naturalmente lo strabordante Jack Nicholson nelle vesti variopinte del Joker nel primo film (e non va dimenticato che la colonna sonora è di Prince).

Nei tre film di Nolan, al fianco di Batman-Bale ci sono l’Alfred di Michael Caine e il Gordon di Gary Oldman, con l’aggiunta del grande Morgan Freeman nel ruolo dell’amico e complice Lucius Fox; ci sono poi Katie Holmes, Liam Neeson, Rutger Hauer, Aaron Eckhart, Maggie Gylienhaal, Cilian Murphy, Joeph Gordon-Levitt, Anne Hathaway, Marion Cotillard, Tom Hardy e naturalmente lo strabiliante Heath Ledger nelle vesti stazzonate del Joker nel secondo film. 

 
     

Non sono un cultore di comics e quindi non mi sento in grado di fare confronti tra il grande schermo e i disegni, ma la qualità di questi cinque film è altissima; non a caso, i due registi, gli attori principali e gli sceneggiatori sono tra i migliori in assoluto degli ultimi decenni. In definitiva, fossi stato con Sheldon a discutere, avrei dato il mio voto a Christian Bale e avrei incoronato l’ultimo dei tre film di Nolan come il migliore di tutti.
The Dark Knight Rises (in italiano malamente tradotto con il trattino Il cavaliere oscuro – Il ritorno, mentre letteralmente significa Il cavaliere oscuro risorge) è un film duro, drammatico, caratterizzato dalle difficoltà fisiche di Bruce Wayne e dalla prepotenza del cattivissimo Bane, ma sceneggiato con estrema efficacia e abilità dallo stesso Nolan con David Goyer. La trama ha un andamento lineare, con il travolgente Tom Hardy nel ruolo di Bane, mascherato e dotato di incredibile forza fisica, che si impadronisce di Gotham (New York nei fatti) e addirittura ne imprigiona sotto terra le forze di polizia. Questa trama che ho definito lineare è anche il motivo per cui preferisco questo film al precedente comunque strepitoso The Dark Knight, che aveva l’unico difetto di offrire troppi spunti e troppe direzioni narrative, tali in effetti da poter essere gestite in almeno due film.

Qui invece il sistema, per quanto ricco di eventi, di agnizioni e di colpi di scena, procede in una direzione, prima la vittoria provvisoria di Bane e poi la sua finale sconfitta ad opera di un Batman uscito dalla depressione e dalla debolezza fisica.

Ci sono in questo film di Nolan (si ricordi, autore anche di Inception, The Prestige, Tenet, Interstellar, Oppenheimer e Memento, detti nell’ordine in cui li preferisco), numerosi momenti di estrema potenza visiva, come la vista della città isolata per la distruzione dei suoi ponti, la presa di potere di Bane nel grande stadio cittadino, la prigionia di Batman in un misterioso pozzo popolato da reietti, gli inseguimenti nelle strade deserte della metropoli … E c’è anche, recitata con efficacia da Bale e da Hathaway, l’ambiguità sentimentale del rapporto tra Catwoman e Batman, che si risolve naturalmente nell’incontro finale, appena accennato e intravisto, tra Alfred e la nuova coppia a Firenze.

Christian Bale è protagonista assoluto in tutti e tre i film diretti da Nolan, con il quale aveva lavorato anche in The Prestige, e incorpora nel modo migliore la figura del super eroe. Un punto a suo favore sta anche nella bella interpretazione dell’alter ego Bruce Wayne, ora playboy viziato e arrogante, ora finanziere distratto. Bale è attore di classe e di sostanza; senza le sue interpretazioni non solo il Batman di Nolan perderebbe quota, ma anche American Psycho,The Fighter, American Hustle, The Big Short, Vice in cui era protagonista, per non dire di un film poco seguito e apprezzato come il sorprendente The Pale Blue Eye.


 

In The Dark Knight Rises l’antagonista è interpretato da Tom Hardy, mentre nel precedente Heath Ledger aveva entusiasmato pubblico e critica con una immagine del Joker fuori dagli schemi e spinta ai limiti del tragicomico. Il feroce Bane è invece soltanto feroce, ma oltre al fisico ha anche un cervello prodigioso, che gli consente di primeggiare e di mettere sotto scacco l’intera Gotham. Tom Hardy, coperto da una maschera che gli copre la bocca e rende roca la voce, imprime al personaggio una particolare caratteristica brutale e animalesca che lo porta a rompere la schiena del povero Batman (a quanto leggo nei siti web dedicati, è l’unico villain che riesce a fargli seriamente del male). Che poi Batman si rimetta in sesto mentre è nella prigione-pozzo fa parte del gioco di ogni finzione.

The Dark Knight Rises ha un anche altro pregio a mio parere, cioè che Dark, l’attributo che innesta nell’eroismo di Batman una nota di malvagità, si stempera dapprincipio in una sorta di fatalismo (legato alla morte dell’amata Rachel per mano del Joker) e poi nel desiderio di rivincita. Viene anche ingannato dall’amica di Bane, e questa sequenza di misfatti rende il personaggio più umano, con il suggello del drammatico finale a legittimare la riscoperta e il riscatto del protettore di Gotham.

Siamo nel 2025, sembra probabile che le riprese di un altro Batman comincino nel 2026 e che The Batman Part 2 possa uscire nelle sale nel 2027; vedremo allora se Robert Pattinson riuscirà a superare Christian Bale.

 

 

 

 

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