Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
5029943

Abbiamo 683 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Spettacoli sulle scene e sugli schermi

La Lettre, di Milo Rau

 


A dir poco inconsueta, originale e simile soltanto a sé stessa, La Lettre di Milo Rau è andata in scena al Teatro Vascello, nell’ambito del Romaeuropa Festival. Nasce come spettacolo tascabile per il 79° Festival di Avignone che ogni anno propone una pièce itinerante che attraversi la regione di Avignone per poi fermarsi nei luoghi più diversi: sale comunali, cortili di castelli, siti archeologici e via dicendo. Ispirati al teatro di scena, sono pensati come teatro popolare, che vuole raggiungere anche un pubblico poco interessato all’arte di Melpomene. Questi spettacoli richiedono una struttura leggera, poche scene, grande mobilità e una buona adattabilità.

La Lettre è stata scritta seguendo questi principi e indaga con leggerezza, ironia e un pizzico di malinconia il rapporto tra vita e teatro, tra attore e personaggio, tra scena e spettatori chiamati a recitare battute di personaggi minori con l’intento di formare una comunità teatrale.

In scena tre bandiere, tre sedie, una scrivania, qualche oggetto, due interpreti. Sono Arne de Trémerie e Olga Mouak che da tempo lavorano con Milo Rau. In un continuo andirivieni tra realtà e finzione, sono sé stessi e i personaggi che da sempre hanno ossessivamente desiderato interpretare in un grande teatro.

Il fiammingo Arne ha sempre sognato di recitare la parte di Konstantin ne Il gabbiano di Čechov, anche perché la sua amata nonna Nina, attrice radiofonica di talento, voleva interpretare questo ruolo nel capolavoro cechoviano. Olga, francese di origine camerunense e reunionese, nata a Orléans, ha sempre aspirato a rappresentare Giovanna d’Arco nelle commemorazioni che si fanno nella sua città, in memoria di sua nonna che sentiva le voci e che è morta bruciata nell’incendio di casa. Purtroppo Olga non è bianca e non è cattolica e quindi non le è mai stato concesso di soddisfare questo desiderio. Sono stati delusi ma non si sono arresi mai. E i risultati si vedono perché dimostrano entrambi di possedere un talento attoriale straordinario, nonostante la loro giovane età. Hanno lavorato insieme molto spesso e appaiono molto affiatati tra loro. Passare da raccontare sé stessi a recitare un personaggio davanti al pubblico è molto difficile, soprattutto quando i passaggi sono numerosi.

Arne e Olga, inoltre, lasciano trapelare il vissuto personale che si portano dentro i loro personaggi. Non si tratta semplicemente del loro passato che entra in scena attraverso le voci registrate di Isabelle Huppert, di Jocelyne Monier e di Marijke Pinoy nei panni delle nonne e della mamma di Olga.Si tratta anche delle paure, delle delusioni o degli stati d’animo che gli attori attribuiscono ai loro rispettivi personaggi, ogni sera in modo diverso.
Le rappresentazioni cambiano soprattutto per il coinvolgimento diretto degli spettatori nell’azione scenica. Gli attori li chiamano in causa per leggere le battute di un medico, di un alcolizzato e di un intellettuale autoproclamato. Serve inoltre un terzo che annunci i tre atti trascinando in avanscena dei fogli di cartone con su scritto il titolo di ognuno.
Le prestazioni dei tre spettatori del Vascello sono state comiche ma hanno compromesso, come ovvio, la perfetta scansione ritmica della performance. L’ abbattimento della quarta parete non è di certo un espediente nuovo e, in ogni caso, non basta a trasformare lo spettacolo in un evento collettivo di teatro popolare per come lo intende il regista svizzero. Lo spettacolo, tuttavia, è molto coinvolgente ed è caratterizzato da riflessioni molto significative sulla complessità del teatro, fragile strumento umano che fa riflettere sui vari aspetti della vita.

Milo Rau, noto per il suo impegno politico e sociale, sorprende con questo spettacolo tutto incentrato sull’arte teatrale. In realtà Rau si interroga sulla legittimità dell’arte e della bellezza come strumenti di resistenza agli orrori di questi tempi.

La lettera del titolo si riferisce a quella che Rau ha scritto e indirizzato al teatro italiano. Pubblicata su Gli Stati Generali, la lettera incita tutti i direttori dei teatri italiani a prendere una posizione chiara e univoca riguardo al genocidio in Palestina e di trasformare i palcoscenici in luoghi di resilienza attiva. Il teatro è un luogo di contraddizioni perché coincide con la vita e non può che difendere la libertà non di un singolo popolo, ma quella di tutti.

 

Scheda tecnica

La Lettre. Regia di Milo Rau.
Con Arne De Tremerie, Olga Muak e le voci di Ae Alvaro, Hisabelle Huppert, Jocelyne Monier, Marijke Pinoy.

Drammaturgia: Giacomo Bisordi, Aiuto alla regia: Giacomo Bisordi, EdwardFortes. Scenografia, suono, luci e accessori Milo Rau e Giacomo Bisordi. Aiuto costumi e accessori: Julie Louvain. Direzione generale della produzione delegata: Laurent Berger. Direzione del suono : Sébastien Dorne. Foto di scena di Marco Cammarata.

Visto al Teatro Vascello di Roma il 9/10/2025.

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie