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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

Fogli e Parole d'Arte

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

L’uomo dei sogni, scritto e diretto da Giampiero Rappa

 

 

Andato in scena al Teatro Sala Umberto di Roma, L’uomo dei sogni di Giampiero Rappa è uno spettacolo di alto livello, sia dal punto di vista drammaturgico che attoriale. Una commedia surreale che mescola ironia e drammaticità, momenti di spassosa leggerezza e momenti di seria riflessione in modo assolutamente equilibrato. Ma, soprattutto, un grande omaggio al teatro dove sogno e realtà si intersecano o si compenetrano per coinvolgere il pubblico in un viaggio conoscitivo nella mente di un artista paralizzato dalla depressione e ossessionato dalle visioni oniriche provocate dalla parasonnia che lo affligge.

Si chiama Giovanni (un intenso Nicola Pannelli) ed è un famoso e talentuoso disegnatore di fumetti, ammirato dagli studenti della scuola per cartoonist dove ha insegnato per la sua capacità di infondere ai suoi allievi una grande passione per l’arte. Lo rimpiangono ma nulla riesce a scuoterlo dalla estrema apatia che lo immobilizza nel chiuso del suo appartamento-studio, lontano da tutto e da tutti. Difficile capire le cause del suo male di vivere. Certo, ha superato la cinquantina e ha perso la moglie, non troppo rimpianta, che gli stava accanto. Adesso a tenergli compagnia sono i fantasmi della sua mente che lo spaventano nei suoi incubi notturni. Sono veramente tanti e diversi tra loro ma vengono incarnati da due soli interpreti, Andrea Di Casa ed Elisa Di Eusanio, che danno voce e carattere agli inquilini del subconscio del povero Giovanni.

Sono personaggi del suo passato o personaggi scartati dai suoi fumetti ma, appena si apre il sipario, si presentano esplicitamente come attori vivi e vegeti che rivendicano i loro diritti sindacali, cercando l’appoggio del pubblico che senza di loro non potrebbe più andare a teatro. Trovata metateatrale, questa di Rappa, molto originale e funzionale al testo che pone domande lasciandole spesso senza risposta. Non si chiede agli spettatori di colmare le lacune della scena con la loro immaginazione, ma di pensare alle cause di tanta sofferenza e di ipotizzare soluzioni al male dell’anima che riguarda molte persone nell’era digitale.

 

 

 


Le scene immaginarie sono numerose e si alternano a ritmo sostenuto a episodi più legati alla realtà. La destrezza e l’affiatamento di un cast molto coeso e l’intelligenza registica di Rappa, permettono che la storia si snodi in modo veloce ma sempre lineare e fluido. La scena di Laura Benzi divide lo spazio in due parti, la zona giorno occupata dalla poltrona di Giovanni, e la zona notturna, palcoscenico dei suoi sogni. Il disegno luci di Gianluca Cappelletti predilige colori caldi per illuminare la realtà e crea zone d’ombra schiarite da un azzurrognolo scuro per il sonno inquieto del protagonista. L’assetto scenico aiuta a distinguere i diversi piani del racconto che, tuttavia, si fondono al punto che, a volte, viene da chiedersi se ciò che accade sulla scena sia frutto di un sogno o un tassello di realtà.

L’arrivo della figlia Viola (un’energica Elisabetta Mazzullo) dalla Nuova Zelanda dà un momento di tregua agli altri due interpreti costretti a cambiarsi d’abito a tamburo battente. Anche perché, oltre agli spettri, impersonano personaggi concreti. Di Casa è Guido, lo scaltro collega di Giovanni che trae profitto dalla creatività del protagonista. Di Eusanio è la vicina di casa che, nella seconda parte della commedia, cerca di attenuare la solitudine di Giovanni.

La presenza di Viola, efficiente montatrice cinematografica, mette in risalto la gravità della depressione del padre che nemmeno si lava e trascura completamente la pulizia della casa. La sua assoluta rinuncia alla vita ne fa un aspirante suicida. L’amorevole accudimento della figlia in parte ricuce le ferite della solitudine e della mancanza di affetto. Ma la notizia di attendere un figlio di cui non sa chi sia il padre sconvolge Giovanni. Alla partenza di Viola, riprende a farsi martoriare dai suoi fantasmi che criticano aspramente e, a volte, con una certa violenza il suo comportamento. Forse sono proprio loro a scrollarlo dalla sua inerzia. Il processo della sua guarigione è lento. La corteccia del suo egotismo si sgretola piano piano. Accoglie in casa un gatto di cui prendersi cura, attende le visite della vicina che gli strappano sorrisi. Alla fine i quadri appesi alla parete si trasformano negli oblò di un aereo che lo porterà in Nuova Zelanda per aiutare la figlia in difficoltà. Viene da chiedersi se si tratti di un sogno o di un fatto reale. Ma quel che conta è che sogno e realtà coincidano per diventare una sola verità, quella del teatro. Vengono in mente le parole di Prospero ne La tempesta shakespeariana ”Noi siamo della sostanza / Di cui sono fatti i sogni / e la nostra piccola vita / È circondata dal sonno”.

Spettacolo da non perdere.

 

[Foto di scena di Achille Lepera]

 

Scheda tecnica

L’uomo dei sogni, scritto e diretto da Giampiero Rappa.
Con: Andrea Di Casa, Elisa di Eusanio, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli.
Costumi: Lucia Mariani. Musiche: Massimo Cordovani. Scene: Laura Benzi. Luci: Gianluca Cappelletti. Produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale -TSV- Teatro Stabile del Veneto.

Foto di scena di Achille Lepera.

Visto al Sala Umberto di Roma il 16 marzo 2025

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