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il 23 ottobre 2007.
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Degno erede dei cavalieri solitari di tanti romanzi e film, l'ex-maggiore dell'esercito americano Jack Reacher ha scelto di vivere alla giornata, da vagabondo che attraversa senza una meta precisa l'intera geografia degli Stati Uniti. Non ha neppure un bagaglio, dispone dei vestiti che indossa e che ricompra quando necessario, e afferma con orgoglio di essere un hobo. Il termine hobo indica una persona senza casa che viaggia e cerca lavoro, a differenza di vagrant, che identifica che vive sulla strada, mendica e non ha lavoro. Come dice Reacher, "big difference". In italiano potremmo tradurre hobo con vagabondo e vagrant con barbone, ma credo che la differenza non stia tanto nelle apparenze, quanto nel fatto che Reacher è a tutti gli effetti un normale cittadino che ha scelto tuttavia una vita piuttosto particolare.
Il personaggio di Reacher è stato creato nel 1996 da Lee Child (pseudonimo di James Dover Grant), uno scrittore inglese oggi settantenne, che più o meno da quando inventa il personaggio si trasferisce negli USA e intraprende una carriera di enorme successo come autore di thriller. A oggi, inizio del 2025, i romanzi che hanno per protagonista l'ex-maggiore pluridecorato e ex-investigatore dell'esercito sono 29 e sono strutturati in modo relativamente semplice: Reacher viaggia, incontra dei malviventi, li sconfigge. Le varianti al tema sono tantissime, tra assassini, truffatori, cricche mafiose, ma il finale vede sempre Reacher trionfare sul male, o meglio uccidere il male rappresentato dai suoi avversari.
Sono storie di un eroe come molti altri nella letteratura, ma con qualche dettaglio importante: il 36enne Reacher è molto alto e molto robusto, diciamo due metri per 120 kili, conosce qualunque tipo di lotta e di arma, ha un’ottima cultura generale e dispone di capacità investigative all'altezza di Sherlock Holmes. Che vada sempre a mettersi nei guai fa parte del personaggio generoso e eroico che non può evitare di aiutare i deboli o di far fuori i cattivi; uccidere e far fuori non sono esagerazioni, perché alla fine di ogni storia i cattivi uccisi e fatti fuori sono spesso a decine, anche con metodi brutali e - diciamolo pure – senza alcun rimorso.
La tecnica narrativa di Child è essenziale ed esemplare, ed è già di per sé una sceneggiatura. Eppure, il cinema non ha subito approfittato del successo delle storie di Reacher e solo nel 2012 e poi nel 2016 sono stati girati due film con Tom Cruise protagonista. Buoni film nel complesso, ma il Reacher di Cruise, oltre all'aspetto fisico differente da quello dei romanzi, è una figura poco incisiva, alla fine più un Cruise belloccio che un Reacher super-hero.
Tutt'altro accade, imprevedibilmente, con la produzione da parte degli Amazon Studios della seria televisiva intitolata semplicemente Reacher e interpretata da un attore non troppo noto, Alan Ritchson, che risulta assolutamente perfetto per il ruolo. Amazon decide inizialmente, nel 2023, per almeno due stagioni di otto episodi ciascuna, ma alla fine del 2024 non solo viene annunciata la terza serie a partire dal febbraio del 2025, ma anche il rinnovo per una successiva quarta serie. Essendo 29 (per ora) i romanzi su cui basarsi, l'abilissimo sceneggiatore e produttore Nick Santora, che mi sembra si possa considerare insieme a Lee Child l'anima dell'intero programma, non ha che l'imbarazzo della scelta. Non ci resta che attendere con ansia Reacher 3 e Reacher 4!
Prima di soffermarmi sulle due stagioni sino ad ora visibili su Amazon Video, ritengo interessante una nota personale: la reazione di tutti quelli cui ho caldamente consigliato di vedere Reacher è stata notevolmente positiva, e spesso incredula, perché il personaggio - visto con occhi superficialmente razionali – potrebbe apparire un banale misto di giustiziere e di picchiatore. Ma Reacher soddisfa in tutti quel desiderio indicibile di sconfiggere i malvagi e, avendone i mezzi, di farsi giustizia da soli, quindi il sogno di essere invincibili sia fisicamente sia intellettualmente. E' un meccanismo semplice, ma per farlo funzionare al meglio ci vogliono capacità tecniche da parte degli sceneggiatori e dei registi, e ci vuole soprattutto un protagonista dotato di carisma. La serie Reacher possiede al meglio questi requisiti; e inoltre, e non per ultimo, è in grado persino di farci sorridere quando Reacher, in qualche modo, "esagera". L'esempio più spettacolare, in una scena che viene anche ripetuta nei trailer, è quando il nostro eroe si accorge di essere seguito da un'auto, le si avvicina a piedi e sferra un calcio al paraurti tanto da far scattare gli airbag, poi procede picchiando il guidatore che, come si capisce poco dopo, è in realtà un poliziotto. E' uno dei pochi errori commessi da Reacher, ma le nostre risate davanti all'incredibile potenza di quel calcio e poi davanti alla rivelazione dell'identità dell'inseguitore, sono memorabili e liberatorie.
Le esagerazioni ci sono peraltro anche nei fatti di violenza e certamente la serie non deve essere vista dai minorenni. Alcune uccisioni sono efferate e rientrano in quel clima di fortissima tensione che le storie scritte da Lee Child e sceneggiate da Santora sanno creare.
Oltre a Reacher, ogni stagione propone personaggi diversi, con uno solo ricorrente, l’ex-sergente Frances Neagley, una donna che faceva parte della squadra (gli Special Investigators della Military Police) comandata da Reacher e che come lui, dopo una clamorosa impresa non autorizzata, ma vincente, contro potenti trafficanti di droga, ha lasciato l’esercito e ora è un’investigatrice privata. Neagley è abilissima con le armi e con le mani, ha ottime capacità analitiche ed è di fatto l’unica vera amica di Reacher; secondo molti spettatori, tra i due esiste un amore platonico, dovuto tra l’altro alla insofferenza della donna per qualunque contatto fisico. In realtà, è un’amicizia-alleanza, anche perché Neagley, nonostante sia interpretata da una vincitrice di concorsi di bellezza come la bravissima Maria Sten, si comporta spesso – se si può dire - come un uomo.
Reacher nei romanzi tende a relazioni brevi e intense con le donne che incontra nelle sua avventure, ma negli episodi della prima stagione televisiva sembra quasi innamorarsi della poliziotta di Margrave, Roscoe Conklin interpretata da Willa Fitzgerald. Al termine della guerriglia locale tra i pochi poliziotti onesti e la banda criminale di falsari, Reacher comunque riparte da solo sulle strade d’America. Nella seconda stagione, la relazione è con un altro membro della vecchia squadra, Karla Dixon, che da sempre lo avrebbe voluto come partner; ma anche qui alla fine il saluto commovente di Reacher, che riparte su un Greyhound, è per Neagley più che per Dixon.
Reacher 1
Le due stagioni propongono avventure abbastanza diverse. Reacher 1 si svolge quasi interamente a Margrave, paesello di duemila abitanti in Georgia, sede di un importante gruppo industriale il cui proprietario è a tutti gli effetti anche il capo della città. Quando arriva Reacher, a Margrave è stato appena scoperto un omicidio e quell’omaccione misterioso che arriva a piedi appare subito sospetto, al punto che viene arrestato. Ovviamente, Reacher verrà scarcerato (dopo che in prigione si è difeso e ha difeso alla grande un altro carcerato da una banda di bruti) e anche riconosciuto come ex-militare dalla strabiliante carriera, ma la vera sorpresa è che Jack riconosce nel morto assassinato suo fratello Joe, alto funzionario dei servizi segreti, del quale da tempo non aveva notizie.
La coincidenza appare altamente improbabile, ma con l’evolversi della storia capiremo perché Jack Reacher è arrivato proprio a Margrave: glielo aveva suggerito il fratello appunto, circa un anno prima. Con un messaggio quasi in codice, Joe aveva indicato Margrave come possibile luogo di morte del celebre bluesman Blind Blake, ben sapendo quindi che prima o poi Jack ci sarebbe andato. La disgraziata coincidenza è che Jack sia arrivato subito dopo l’assassinio del fratello e non abbia potuto aiutarlo.
Il blues e anche il jazz sono molto importanti per l’ex-soldato, che sembra apprezzare solo questi generi musicali. Blind Blake non è – almeno credo – un nome familiare a molti, soprattutto in Europa, e per verificare la sua esistenza si può leggere la voce di Wikipedia, che conferma anche le circostanze poco chiare della sua morte.
Ma cosa faceva Joe Reacher a Margrave? Il fratello maggiore di Jack, di cui vediamo alcune immagini in flashback legate ai guai combinati quando i due erano ragazzi, aveva chiaramente scoperto qualcosa e Reacher riesce a entrare in contatto con una sua collega (forse la sua ultima compagna) per cercare risposte. La donna, che sta per incontrare Reacher ad Atlanta viene invece uccisa e derubata dei documenti che aveva con sé.
Nel sistematico intreccio tra morti brutalmente ammazzati e tentativi sventati di far fuori anche Reacher, veniamo a conoscere pezzi di verità sugli abitanti di Margrave, tra cui il banchiere che sotto ricatto lavora per la banda criminale e, dopo essere stato in cella con Reacher, scompare per buona parte della vicenda, il grande industriale Kliner e il suo figlio psicopatico (l’assassino di Joe), il capitano di polizia Finley (che viene da Boston) dapprima sospettoso e poi fedele alleato di Reacher, il sindaco corrotto e assassino, e soprattutto la giovane e abile poliziotta Roscoe che si innamora di Reacher.
Nell’evolvere della storia verso la prevedibile vittoria dei buoni contro la gigantesca truffa ordita dai locali e sostenuta dalla mafia sudamericana, un dettaglio è davvero illuminante sulle capacità analitiche dell’eroe. Reacher afferma infatti di non essere un esperto di allevamento, ma la quantità eccessiva di mangimi che vede arrivare più volte alla locale industria lo rende sospettoso. Da quel dettaglio che nessuno ha preso in considerazione, scaturisce la chiave della truffa, perché il mangime animale viene usato per lo smaltimento dei solventi usati per sbiancare le banconote da un dollaro che poi, trasformate con raffinati strumenti in banconote da cento, sono alla base di contraffazione e riciclaggio per milioni di dollari. Le Kliner Industries sono in realtà una centrale di contraffazione; le banconote false sono trasportate e rimesse in circolo dalla mafia venezuelana.
La prima stagione si chiude con il rogo del capannone in cui avveniva la contraffazione, con la morte di tutti i cattivi e con la ripartenza di Reacher a piedi, in autostop. Roscoe non intende lasciare la sua città natale (e forse ne diventerà sindaco) e Reacher non intende abbandonare la sua vita di hobo.
Il ritmo degli otto episodi è perfetto, non ci sono momenti stanchi o ripetitivi, e la violenza e le uccisioni fanno parte del gioco come in un vecchio e spietato western.

Reacher e Roscoe al termine della prima stagione
Reacher 2
Non sempre le serie televisive riescono a tenere alto il livello qualitativo dopo una prima stagione di successo, ma non è il caso di Reacher 2, a mio parere ancora più intensa e coinvolgente di Reacher 1. Merito questa volta anche dei co-protagonisti, i tre sopravvissuti insieme a Reacher degli Special Investigators. Gli altri cinque sono stati malamente uccisi e per informare Reacher della morte del primo, Calvin Franz, l’ex-sergente Neagley utilizza un messaggio in codice all’interno del conto bancario di Reacher, che non possiede neppure un cellulare, versandogli una cifra che nel numero corrisponde a un codice militare d’allarme.
La scena in cui Reacher sta incassando la sua pensione in un ATM merita un commento; davanti all’ex-maggiore c’è una donna esitante che suscita il suo interesse e l’immediata consapevolezza che dev’essere sotto ricatto. Uno sguardo intorno, Reacher capisce al volo cosa succede e mette in fuga un rapinatore nella macchina della donna: come dire, al segugio non sfugge nulla ed è al servizio di tutti.
L’allarme di Neagley riguarda la morte di Franz, gettato da un elicottero dopo essere stato torturato, ma nel corso del primo episodio si viene a conoscenza della morte anche di Lowery e Swan, e all’inizio del secondo di Sanchez e Orozco; tutti e cinque erano stati scelti da Reacher per la sua formidabile squadra di investigatori. Erano in nove, ora devono combattere contro il misterioso nemico in quattro, perché a Neagley e Reacher si uniscono Karla Dixon e David O’Donnell; da adesso sino alla conclusione formeranno una nuova squadra, di vendicatori piuttosto che di investigatori. Dixon è una donna affascinante e anche un’abile amministratrice, O’Donnell è un uomo d’azione dotato di cervello e di ironia. Proprio a O’Donnell va spesso il merito di sciogliere la tensione con i suoi scherzosi richiami a Reacher e le battute sempre pronte.
Il cattivo questa volta è il capo della sicurezza delle New Age Technologies, Shane Langston, interpretato dall’invecchiato Terminator 2, Robert Patrick (che nomina una fantomatica Sarah Connor giusto per ricordarci quel suo celebre ruolo). C’è anche un altro super killer mercenario, dalle iniziali A.M., assoldato da Langston; appare implacabile e inafferrabile, ma dovrà vedersela con Reacher …
New Age Technologies produce armi in qualità di “contractor” del governo e ha in cantiere 650 missili di ultima generazione da vendere al super killer terrorista A.M. Lo scontro tra i quattro ex-soldati cui si è unito il detective che era stato picchiato per sbaglio da Reacher, e le due entità guidate da Langston e A.M. è terribile, con decine di vittime. Vengono alla luce anche corruzioni nel mondo politico, tradimenti e spionaggi, ma alla fine tutto si risolve al meglio (se si eccettua la morte del generoso detective), compresa l’uccisione di Langston gettato dal suo elicottero, così come lui stesso aveva fatto con Calvin Franz.
Il finale ha poi uno sviluppo inatteso, perché una montagna di soldi è rimasta senza padrone e invece di restituirli come potremmo aspettarci, Reacher li amministra ai suoi compagni e alle famiglie degli altri uccisi in precedenza. Per sé, compra l’abbonamento al Greyhound. E anche di questo, per una volta, siamo tutti contenti.

Reacher e Neagley al termine della seconda stagione