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Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Viterbo.

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Spettacoli sulle scene e sugli schermi

MaXXXine, di Ti West

 

 

MaXXXine

Regia: Ti West

 

 

Cast:
Mia Goth, Elizabeth Debicki, Moses Sumney, Michelle Monaghan,
Bobby Cannavale, Lily Collins, Kevin Bacon,
Giancarlo Esposito, Halsey

Distribuzione: Lucky Red

 

 

 

 

 

Los Angeles è la città dei sogni. Ed è pure “la città delle stelle”, come recitava la celeberrima ballata di La La Land interpretata da Ryan Gosling ed Emma Stone. La macchina da presa ci catapulta nel 1985, e Maxine Minx percorre in lungo e in largo l’interminabile marciapiede su Hollywood Boulevard denominato “Walk of Fame”, calpestando le migliaia di stelle di ottone dorato incastonate nel pavimento, e sognando di averne intitolata una anche per sé. Prima o poi.

Maxine (la bravissima Mia Goth) ha 33 anni, è bella, bionda e possiede un’ambizione smisurata, allevata fin dalla tenera età da un padre ossessivo e ingombrante. La sua smania di successo le ha consentito finora solamente una certa popolarità nei film per adulti, tant’è vero che viene apprezzata, specialmente nel quartiere dove vive, per la sua avvenenza, per le sue abituali esibizioni in un peep show dal vivo, e per le performance amatorie pubblicate su decine di videocassette.

Sebbene la ragazza gestisca lo stress con le frequenti “tirate” di cocaina, è dotata pure di un notevole talento nella recitazione, che dimostrerà brillantemente in un provino per la parte di protagonista in un sequel horror, The Puritan II, diretto da una risoluta e inflessibile regista britannica, Elizabeth Bender (Elizabeth Debicki). L’audizione va benissimo e dopo pochi giorni Maxine viene scritturata. Inizia dunque a recitare negli studi della Universal condividendo la bella notizia con l’amico più fidato, Leon (Moses Sumney),e con le colleghe Tabby Martin (Halsey) e Amber James (Chloe Farnworth), le quali la invitano a una festa sulle colline di Hollywood, invito che lei rifiuta per studiare il copione.

 

 

Ma Los Angeles nel 1985 è anche la città dei sogni infranti. In quel periodo, difatti, la California è terrorizzata da un misterioso assassino seriale soprannominato dai media “Night Stalker”, autore tra il 10 aprile 1984 e il 24 agosto 1985 di una quarantina di crimini efferati, tra cui almeno16 omicidi. Inoltre, la metropoli è spesso attraversata da diverse manifestazioni organizzate da leghe del buoncostume e sette religiose, o presunte tali, che invocano la censura di tutte le forme di oscenità e pornografia nei film, nella musica e nelle arti…

Ma Amber e Tabby vengono trovate cadaveri, e i loro corpi scempiati sono marchiati a fuoco con un pentacolo satanico. La polizia brancola nel buio. Anche questa mattanza è opera dell’inafferrabile cacciatore della notte? Gli agenti della squadra omicidi, i detective Williams (Michelle Monaghan) e Torres (Bobby Cannavale) tentano di convincere Maxine a collaborare con loro, dato che anche la giovane adesso si trova in una situazione pericolosa, ma lei pare indifferente.

La donna viene pure avvicinata da un losco intermediario, l’investigatore privato John Labat (Kevin Bacon), che tenta di ricattarla con un video inVHS realizzato qualche anno prima dalla pornostar, minacciandola che avrebbe informato la polizia dei suoi precedenti criminosi, a meno che lei non avesse deciso di incontrare il suo misterioso committente a Starlight Drive, proprio sulla collina di Hollywood, dove le sue due amiche avevano incontrato la morte. Maxine ignora le richieste del viscido Labat, ed esasperata dal suo continuo pedinamento lo aggredisce rabbiosamente. Poi inizia a recitare la sceneggiatura di The Puritan II.

Ma la situazione precipita: Leon viene brutalmente assassinato nel suo negozio di videocassette. Maxine, profondamente turbata, si confida con il suo agente-avvocato, Teddy Knight (Giancarlo Esposito), che promette di aiutarla. Sul set del film, Maxine incontra la star del primo episodio di The Puritan, specialista in urla horror, Molly Bennett (Lily Collins), che parla nuovamente di una festa sulle colline di Hollywood. Subito dopo, John Labat, con l’intento di vendicare lo smacco subito il giorno precedente insegue Maxine negli Universal Studios, fin davanti alla inconfondibile casa utilizzata nel film Psycho, armato di una pistola, prima di essere intercettato dalla sicurezza. Quella stessa notte Labat cade nell’imboscata tesagli da Knight e viene intrappolato irrimediabilmente all’interno della sua macchina per essere schiacciato dalla pressa di un cimitero di automobili.

Per l’attrice è venuto il momento di liberarsi dei fantasmi del passato, se vuole intraprendere l’agognata scalata al successo. Perciò si reca nottetempo all’indirizzo che la conduce a una villa sulle colline di Hollywood. Lì trova il corpo smembrato di Molly, ma viene catturata immediatamente da un gruppo armato di invasati capitanato dal suo ex padre, un telepredicatore di nome Ernest Miller, il quale, aveva agito per attribuire a Night Stalker anche l’assassinio di Tabby e Amber.

 

 

Legata Maxine, Miller l’accusa di una vita condotta nel peccato e nella corruzione della Babilonia hollywoodiana e la minaccia di morte qualora non si fosse pentita; ma fortunatamente, irrompono sulla scena gli agenti Torres e Williams, che avevano seguito la donna, e ingaggiano così una cruenta sparatoria con i malviventi, che sfocerà nel ferimento a morte dei banditi e degli stessi poliziotti. Miller, anch’egli ferito, tenterà di dileguarsi, ma verrà raggiunto e affrontato da Maxine, che nel frattempo era riuscita a liberarsi e ad armarsi. Ma da un elicottero della polizia appena sopraggiunto le viene intimato di consegnare il fucile…

Qualche settimana più tardi, il 31 agosto 1985, il venticinquenne Ricardo Ramirez, alias Night Stalker veniva catturato – in maniera rocambolesca – e assicurato alla giustizia. Condannato nel 1989 alla camera a gas, più volte slittata la data dell’esecuzione, è deceduto invece in reclusione nel 2013 per gli esiti di una lunga malattia. Nel frattempo Maxine continuerà a recitare in The Puritan II, augurandosi fortemente che il suo successo non abbia fine, mai.

Ultimo capitolo di una trilogia che comprende i precedenti X e Pearl, MaXXXine si appresta ad arrivare sugli schermi italiani il prossimo 21 agosto. C’è parecchia attesa per questo horror, scritto, diretto e montato dall’ottimo Ti West, il quale ha concepito quello che ama definire un thriller psychosexual ambientando questa storia di riscatto al femminile nella Los Angeles sporca e cattiva degli anni ’80, epoca della presidenza di Ronald Reagan, delle grandi contraddizioni socio-politiche, delle crociate moralistiche contro i film porno, gli horror e la musica heavy-metal, che ampi strati della popolazione USA riteneva avessero un’influenza distruttiva sulla gioventù americana.

 

 

Ed è proprio la vasta città della California protagonista di una vicenda che ancora una volta la elegge a scenario del crimine e delle scorribande di un inafferrabile assassino seriale. Già la letteratura, e la miriade di romanzi noir, hard boiled e polizieschi scritti da Dashiell Hammett (Il falcone maltese e La chiave di vetro) e Raymond Chandler (Il grande sonno e Il lungo addio), da Nathanael West (Il giorno della locusta) e James Ellroy (L.A. Confidential e La Dalia Nera) hanno appassionato intere generazioni di lettori e fornito al cinema personaggi e storie, soggetti e sceneggiature irripetibili, già a partire dagli anni ‘30 e ‘40.

E un omaggio ai classici del genere poliziesco è costituito proprio dallo squallido e trasandato John Labat, mirabilmente interpretato da Kevin Bacon, un investigatore privato di New Orleans che sembra una sorta di di Philip Marlowe aggiornato agli anni Ottanta, caratterizzato però da un irrimediabile nichilismo e da una pressoché totale indifferenza etica. Ma anche Hitchkock viene tirato necessariamente in ballo, prima con il riferimento all’ossessione del regista inglese per le attrici bionde (Mia Goth sarebbe stata sicuramente una delle sue muse); poi con la scena dell’inseguimento di Labat negli Universal Studios, che costringe Maxine a rifugiarsi nella leggendaria – e inquietante – casa di Norman Bates in Psycho.

Insomma, è innegabile che nel film in esame, come afferma Elizabeth Debicki, l’arcigna regista Elizabeth Bender: “MaXXXine è una dichiarazione d’amore agli anni ‘80, al cinema degli anni ‘80 e al cinema in generale: è un film dentro un film dentro un mucchio di altri film”. E ancora: “Questo terzo capitolo è stato concepito da una persona [Ti West n.d.r.] che adora i film e l’arte di fare cinema e che prova un profondo rispetto per tutta la produzione cinematografica che lo ha preceduto”.

 

Sugli schermi italiani dal 21 agosto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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