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il 23 ottobre 2007.
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Inarrestabile sold out al Teatro Quirino Vittorio Gassman di Roma per la deliziosa commedia A spasso con Daisy di Alfred Uhry (Premio Pulitzer per la drammaturgia, 1987), diretta con delicato umorismo e minuziosa attenzione ai particolari da Guglielmo Ferro. Dal testo teatrale del 1987 fu tratto il film omonimo di Bruce Beresford, con Jessica Tandy, Morgan Freeman e Dan Aykroyd, che vinse ben tre Oscar (miglior film, migliore sceneggiatura (sempre di Uhry) e miglior attrice per la Tandy.
La storia punta il dito contro il razzismo ancora imperante nell’America di quegli anni e racconta le vicende di una ricca vedova ebrea, scorbutica e volitiva, che prende in odio l’autista di colore Hoke che il figlio Boolie assume per lei in seguito alla distruzione della sua automobile nuova di zecca. Mr Hoke, è un signore tranquillo, educato e, soprattutto, molto paziente e, con il tempo, riuscirà a diventare il migliore amico della sua incontentabile Miss Daisy.
L’adattamento di Mario Scaletta, pur mantenendo alcune battute relative alla questione razziale, tende a dare maggior rilievo alla solitudine dei tre personaggi e al desiderio più o meno inconscio di ciascuno di trovare una persona amica nella quale rispecchiarsi. Scelta resa possibile dalla certezza di disporre di un cast di eccezione. La grande Milena Vucotic, al vertice delle sue capacità attoriali, l’impeccabile Salvatore Marino, nei panni dell’autista, e il sorprendente Maximilian Nisi che lascia emergere le sfumature psicologiche più nascoste del figlio.
Lo spettacolo ha un impianto piuttosto tradizionale ma colpisce nel segno.

La scenografia di Fabrizio di Marco rappresenta l’interno del salotto di Miss Daisy. Un tavolo sulla sinistra con due poltroncine di velluto, un attaccapanni, una vecchia radio, mobiletti vari e vasetti di fiori ovunque, un divano di vimini al centro con accanto un sedile e un volante antidiluviano che vengono utilizzati per le numerose scene in cui Hoke porta a spasso l’irascibile signora. Sulle tre grandi finestre dello sfondo vengono proiettate l’immagine del giardino fiorito di Miss Daisy, quando i personaggi sono in casa, e numerose immagini in movimento della città, quando Hoke è alla guida della vettura. Un piccolo omaggio alla versione cinematografica che si ripete nella suddivisione dello spettacolo in tanti quadri separati da un buio, come se lo spettacolo fosse il risultato di un montaggio. Il tutto, forse, anche per sottolineare la meravigliosa artigianalità del teatro che si fonda principalmente sulla abilità attoriale di azzeccare la giusta tonalità, la prossemica, la gestualità del qui e ora di ogni singolo momento della performance.


In tutto questo lo spettacolo eccelle, lasciando immaginare il duro lavoro svolto dal regista con gli attori. Tutti e tre hanno interiorizzato la tempistica delle battute e dei silenzi e le innumerevoli variazioni tonali necessarie per trasmettere i sentimenti e le emozioni dei personaggi che cambiano a seconda delle situazioni contingenti e che si trasformano nel corso di venti anni
Milena Vukotic indossa i panni di Miss Daisy in modo perfetto e sa incarnare tutta la poliedricità del personaggio. Le sue battute sono dosate con misura e non cadono mai nell’eccesso. Anche quando manifesta il suo odio iniziale nei confronti di Hoke o la sua rabbia perenne contro il figlio, sa infondere una buona dose di ironia nelle sue sparate aggressive. La sua mesmerica presenza scenica attrae l’attenzione del pubblico su tutte le sue piccole fissazioni e i suoi capricci, regalando momenti di raffinata comicità. Eclettica e contraddittoria, la sua Miss Daisy sa passare dai suoi momenti di ostinata cocciutaggine ad altri in cui lascia trasparite la sua amabilità. Un’amabilità che si fa sempre più intensa negli anni e che trasforma il suo legame con Hoki in una vera amicizia. Quando scopre che il suo autista non sa leggere, Daisy. che da giovane faceva la maestra, gli regala un libro e gli insegna a leggere con dedizione. Memorabile anche la scena in cui i due sodali vanno al cimitero e chiacchierano amabilmente davanti alla tomba del marito di lei che, nel frattempo, sistema con dovizia i fiori negli appositi vasi. Immagine forte che prelude a quella finale in una stanza di una casa di riposo, dove i due si scambiano gesti di grande e tenera amicizia, poco prima della morte di lei.
I tre attori sono ben amalgamati e ciascuno riesce a evidenziare le diverse sfumature relazionali che caratterizzano i loro legami con gli altri due. Il talentuoso Salvatore Marino interpreta un Hoki dotato di una straordinaria capacità di sopportazione nei confronti della signora, E’ sempre accondiscendente e di umore allegro. Del resto ha trovato anche lui una compagnia con la quale confrontarsi e, con il passare del tempo, si spingerà anche a confidarsi con la sua burbera benefica. Con Boolie è sempre rispettoso, ma non esita a battere cassa per un aumento con il piglio di chi conosce i suoi diritti.
Maximilian Nisi, nei panni del figlio, arricchisce notevolmente il personaggio che, di fatto, appare secondario nel testo originale. Le battute sono sempre le stesse, ma il talento interpretativo dell’attore mette in risalto le fragilità, la solitudine e la frustrazione di un figlio poco amato dalla madre che, tra le altre mancanze di rispetto nei suoi confronti, non perde occasione di offendere pesantemente sua moglie Florin, che non appare mai in scena. Il Boolie di Nisi appare infelice e la sua nevrotica dedizione al lavoro sembra essere la sua unica via di fuga da una vita difficile. Le sue discussioni con la madre ormai anziana assumono toni rabbiosi chiaramente riconducibili a un’infanzia sofferta. Boolie tuttavia ama profondamente la madre bisbetica, che solo la malattia riesce a domare alla fine dei suoi giorni.
Lo spettacolo scorre in modo abbastanza fluido e dinamico. I costumi di Graziella Pera e gli spezzoni dei programmi trasmessi alla vecchia radio, riportano agli anni 60 e 70, Il pubblico viene trascinato in un viaggio nel tempo reso ancora più plausibile dalle trasformazioni fisiche e caratteriali dei personaggi.
Spettacolo ben confezionato e molto coinvolgente, soprattutto per la statura attoriale dei suoi interpreti.
Scheda tecnica
A spasso con Daisy di Alfred Uhry. Adattamento di Mario Scaletta.
Con: Milena Vukotic, Salvatore Marino, Maximilian Nisi.
Regia di Guglielmo Ferro. Musiche: Massimiliano Pace. Scene: Fabrizio di Marco. Costumi: Graziella Pera. Foto di scena di Luigi Ferati.
Visto al Teatro Quirino Vittorio Gassman il 5 maggio 2024.