Statistiche dal 2010

Visite agli articoli
4971973

Abbiamo 346 visitatori online

Cerca nel sito

Fogli e Parole d'Arte

Rivista d'arte on line, ha ricevuto il codice ISSN (International Standard Serial Number)
1973-2635
il 23 ottobre 2007.

Fogli e Parole d'Arte è diretta da
Andrea Bonavoglia (Vitorchiano)
e distribuita on line dalla società Ergonet di Montefiascone.

Fogli e Parole d'Arte

non ha scopo di lucro, non propone alcuna pubblicità e ha come unico interesse la diffusione della cultura.
Pertanto, le immagini pubblicate si attengono all'a
rticolo 70, comma 1bis della legge sul diritto d’autore, dove si afferma che è possibile la "libera pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro".

 

 - Nuova informativa sui cookie -

 


Luoghi, Mostre, Eventi

Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth

 

 

 

Il corpo umano, contenuto e contenitore di sentimenti e cultura, di allegorie e significati, luogo e non luogo dell’anima, è l’assoluto protagonista della storia passata e recente, nella splendida mostra intitolata Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth, degnamente ospitata, dal 18 maggio 2026 all’11 settembre 2027, per la ricorrenza del suo ventesimo anniversario, presso l’Art Forum Würth, sito nelle campagne di Capena, comune a una ventina di chilometri da Roma, tra la via Flaminia e la via Tiberina.

Si tratta di una grande esposizione collettiva che raccoglie oltre 50 opere – dipinti e sculture, incisioni e fotografie, collage e stampe – realizzate tra il 1888 e il 2020, di una numerosa selezione di artisti di fama internazionale, organizzate in un itinerario articolato in varie aree tematiche in cui il corpo viene magnificato come origine e simbolo, teatro dell’interiorità, gesto, e infine, idea. In questo percorso viene narrata la storia dell’arte moderna e contemporanea alla luce delle trasformazioni sociali e culturali del XX secolo e dell’attuale ventennio.

Difatti, Hans (Jean) Arp e Fernando Botero, Sandro Chia e Giorgio De Chirico, Alex Katz e Alberto Magnelli, Harding Meyer e Marc Quinn, Magdalena Abakanowicz e Jan Fabre, Antoni Tàpies e Andy Warhol, e tanti altri ancora, sebbene distanti cronologicamente, per forme espressive, linguaggi e poetiche, sono stati felicemente accostati a comporre un originale mosaico di armonie contrastanti, in altri casi anche dissonanti, tuttavia ricco di stimoli visivi e intense suggestioni di carattere estetico.

Il manifesto della rassegna riporta la celeberrima immagine di Fernando Botero (1932-2023), Adamo ed Eva (1998), tela che prelude alla visita, a rappresentare in modo emblematico il tema del corpo come massa e volume, icona e narrazione biblica. Le sue forme monumentali, tipiche della produzione dell’artista colombiano, da un lato evocano il Libro della Genesi, dall’altro lo sovvertono - e non soltanto ironicamente - indicando, stavolta, come non sia la donna, bensì Adamo, ingannato dal serpente, a cogliere la mela del peccato.

L’archetipo della creazione continua con le sculture di Hans Arp, Bambola preadamita (1964) in bronzo, e di Marc Quinn, presente con tre statue assai significative: Bacio (2001) in marmo bianco, che ritrae una coppia in dimensioni naturali abbracciata nel semplice atto d’amore; Venere di Hoxton (2006) di 180 cm, in calcestruzzo, raffigurante una donna che mostra con orgoglio il proprio “stato interessante”; AAA GTATA GGCAG (2009), una sorta di amorino (90 cm) in bronzo dorato, privo di ali, ma fasciato da una lunga collana di DNA in plastica rossa e nera.

La statuaria in mostra comprende pure un altro gruppo di opere che utilizza materiali poco praticati, oppure combinati, ottenendo effetti suggestivi, stranianti o surreali. È il caso della coppia di sculture in legno di canfora verniciato, marmo e base in metallo, di Katsura Funakoshi (1951-2024), dal titolo: Parole trasmesse (2006) e Non immagine di corna (2007), oppure di Sogno (2003-2006), in tela di iuta e resina, di Magdalena Abakanowicz (1930-2017), e Parte (1986/87), figura umana in piombo di oltre due metri realizzata dall’artista britannico Antony Gormley (1950).

L’elemento femminile, colto nella sua bellezza e sensualità, si esprime nuovamente conLa camera rosa (1999), un’altra tela paradigmatica della produzione di Botero; mentre il Nudo femminile (1914) di Wilhelm Thöny (1888-1949), non cela le influenze della tradizione espressionista di area austro-germanica. Alex Katz (1927), invece, newyorchese di origini russe considerato un precursore della Pop Art, presente in questa mostra con il ritratto (triplice) Oona, realizzato nel 2009, si caratterizza per una stesura dei colori, uniforme e luminosa.

Altrettanto emozionante, dal punto di vista cromatico, Gli sposi (1914), una tela di Alberto Magnelli (1888-1971), ascrivibile al periodo cubista derivato dal suo soggiorno parigino e dalla frequentazione di Picasso, Juan Gris, Matisse e altri, prima di confluire nell’astrattismo. Più recentemente, Sandro Chia (1946), membro della Transavanguardia italiana, seppur richiamando alla memoria la pittura tradizionale, predilige, piuttosto, in Ozio bucolico (1996), i colori accesi e gli accostamenti violenti, alla maniera del Neoespressionismo. 

La rassegna prosegue narrando la progressiva frammentazione del corpo umano, la sua deformazione, fino alla completa dissoluzione della figura. Ecco, dunque, la Figurina con cappello ocra, scatola e fiore (1966/67) di Horst Antes (1936), la Testa-Berlino (Hipster) (circa 1989) di A. R. Penck(1939-2017), e Andrea (1963) di Antonio Saura (1930-1998). Si giunge alfine nel puro astrattismo con Materia e collage di carta (1991) di Antoni Tàpies (1923-2012), e con Himemiko (2000) di Kazuo Shiraga (1924-2008).

La presentazione della mostra avvenuta venerdì 15 maggio 2026, e la visita guidata riservata alla stampa è stata curata dalla Direttrice dell’Art Forum Würth di Capena Valentina Spagnuolo, la quale ha sottolineato il dialogo tra le opere storiche equelle contemporanee, e il fatto che la rappresentazione del corpo si sia progressivamente trasformata da immagine idealizzata a territorio di sperimentazione psicologica, politica e concettuale. Il corpo diventa così archivio emotivo, superficie vulnerabile, strumento di denuncia o mezzo di affermazione individuale.

La scelta espositiva punta, perciò, a valorizzare la varietà dei linguaggi artistici presenti nella Collezione Würth, una delle raccolte private più importanti d’Europa, da sempre impegnata nella promozione dell’arte contemporanea attraverso esposizioni, attività educative e iniziative culturali aperte al pubblico. Va difatti ricordato che essa comprende oltre 21.000 opere che, pur privilegiando l’arte moderna e contemporanea, attraversano più di cinquecento anni di storia, dal tardo Medioevo ai giorni nostri.

Oggi l’Art Forum Würthdi Capena è parte di una rete composta da quindici musei e luoghi espositivi distribuiti in tutta Europa. A confermare la vocazione culturale del Gruppo Würth e il profondo legame con il territorio italiano basti solo citare la sponsorizzazione del restauro della Cappella Palatina di Palermo. Così conclude Valentina Spagnuolo:

È questa la nostra idea di mecenatismo: non un’azione episodica, ma una presenza stabile e accessibile, che fa della cultura un elemento integrante dell’esperienza professionale e collettiva.

 

Scheda tecnica

Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth, dal 18/05/2026 – 11/09/2027
Art Forum Würth Capena, Viale della Buona Fortuna, 2, Loc. Scorano 00060 Capena (Roma)
Tel. +39 0690103800 Cell: +39 3317541611
Ingresso gratuito
Orario di apertura al pubblico, lunedì - venerdì: 10.00 – 17.00, sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi, festivi chiuso.

 

Immagini e didascalie

01,Art Forum Würth Capena

02,Art Forum Würth Capena (ingresso)

03,Locandina della mostra

04,Magdalena Abakanowicz (1930 – 2017), Sogno, 2003 - 2006. Tela di iuta e resina, 186 x 56 x 56 cm. Coll. Würth, Inv. 11400

05,Horst Antes (1936), Figurina con cappello ocra, scatola e fiore, 1966/67. Aquatec su tela, 100 x 81 cm. Coll. Würth, Inv. 7811

06,Hans (Jean) Arp (1886 – 1966), Bambola preadamita, 1964. Bronzo, 49 x 32 x 33 cm. Coll. Würth, Inv. 2159

07,Georg Baselitz (1938 – 2026), La penisola di Lucio, 2020. Bronzo dorato a fuoco (ormolu), 160,5 x 59,5 x 2,8 cm. Coll. Würth, Inv. 18639

08,Fernando Botero (1932 – 2023), Adamo ed Eva, 1998. Olio su tela, 219 x 183 cm. Coll. Würth, Inv. 6580

09,Fernando Botero (1932 – 2023), La camera rosa, 1999. Olio su tela, 46 x 32,5 cm. Coll. Würth, Inv. 5862

10,Günter Brus (1938 – 2024), Dal punto di vista scientifico, l’uomo è piccolo quanto la sua grandezza, 1987. Pastello su cartone, 100 x 70 cm. 
Coll. Würth, Inv. 1531

11,Sandro Chia (1946), Ozio bucolico, 1996. Olio su tela, 109 x 109 cm. Coll. Würth, Inv. 5785

12,Jan Fabre (1958), L’uomo che accende una fiamma, 2002. Bronzo lucido, 165 x 77 x 65 cm. Coll. Würth, Inv. 6407

13,Antony Gormley (1950), Parte, 1986/87. Piombo, 210 x 80 x 26 cm. Coll. Würth, Inv. 17749

14,Katsura Funakoshi (1951 – 2024), Parole trasmesse, 2006. Legno di canfora verniciato, marmo, base in metallo, 100 x 59 x 41 cm. Coll. Würth, Inv. 17812

15,Alex Katz (1927), Oona, 2009. Olio su tela, 168 x 122 cm. Coll. Würth, Inv. 13582

16,Alberto Magnelli (1888 – 1971), Gli sposi, 1914. Olio su tela, 250 x 200 cm. Coll. Würth, Inv. 5248

17,Marc Quinn (1964), Bacio, 2001. Marmo, 175 x 64 x 60 cm. Coll. Würth, Inv. 13584

18,Antoni Tàpies (1923 – 2012), Materia e collage di carta, 1991. Tecnica mista su tela, 200 x 200 x 15 cm. Coll. Würth, Inv. 17713

19,Wilhelm Thöny (1888 – 1949), Nudo femminile, 1914. Olio su tela, 101 x 80 cm. Coll. Würth, Inv. 3846

20,Antonio Saura (1930 – 1998), Andrea, 1963. Olio su tela, 130 x 96 cm. Coll. Würth, Inv. 17702

21,Marc Quinn (1964), Venere di Hoxton, 2006 Calcestruzzo, 180 x 61 x 60,7 cm. Coll. Würth, Inv. 13822

22,Marc Quinn (1964), AAA GTATA GGCAG, 2009. Bronzo e plastica, 90 x 36 x 39 cm. Coll. Würth, Inv. 13583

23,A. R. Penck (1939 – 2017), Testa - Berlino (Hipster), circa 1989. Acrilico su tela, 160 x 120 cm. Coll. Würth, Inv. 2537

24,Kazuo Shiraga (1924 – 2008), Himemiko, 18.05.2000. Olio su tela, 130 x 194 cm. Coll. Würth, Inv. 11298

25,Katsura Funakoshi (1951 – 2024), Parole trasmesse, 2006. Legno di canfora verniciato, marmo, base in metallo, 100 x 59 x 41 cm. 
Non immagine di corna, 2007. Legno di canfora verniciato, marmo, base in metallo, 112 x 66 x 30 cm. Coll. Würth, Inv. 17812 e 17813

 

 

 

abbiamo aggiornato l'informativa sui cookie